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E' il blog dei viaggiatori, dei sognatori, come Claudio Baglioni, come tanti, come me, di chi crede che oltre non c'è il nulla nè un totale, ma solo un altro sogno da inseguire...

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domenica, febbraio 18, 2007

Tutti qui - Pescara 17-02-2007

Filtrando il concerto di Pescara, quello del 17, con una tara di malessere
fisico che mi impedito di potermi gustare buona metà dell'evento, posso dire
che ci sono state alcune sbavature, il pubblico poco partecipe per alcuni
tratti e l'artista non ha dato forse il meglio di sè.
Forse il meglio possibile in quel frangente, ma un pò di svogliatezza
nell'esecuzione di alcuni brani, alcuni attacchi approssimativi (vedi
Poster, ma anche in E tu come stai?) con svarioni ampi sul testo di Cinque
minuti e poi, ma certo la lunga tournèe pesa sul fisico e sulla perfezione
E in fondo Baglioni è stato sempre anche questo, perfezionista ma
perfettibile, e forse perciò un personaggio da amare, da capire, da tenere
con sè proprio in quegli attimi in cui tutto pare andar contro. Dal viaggio
ad ostacoli, ai posti di scarsa visibilità, al male fisico, per un concerto
che andava assaporato per l'emozioni della musica vissuta nel buio dei
corridoi o dall'esterno o sotto due cappotti scivolando sul seggiolino.
Il palazzetto Giovanni Paolo II, dall'acustica indubbiamente valida (ma
l'impianto è nuovo di zecca), è poco più che un grosso palestrone e pur nei
pochi posti che riserva, lascia intravdere nella seconda serata abbruzzese,
posti vuoti. In platea la visibilità è scarsa, e sicuramente hanno avuto
ragione coloro che hanno preferito starsene in "piccionaia"; che poi
piccionaia in un palazzetto cosi piccolo è veramente come stare sul palco e
si può godere di una visione d'assieme niente male.
Grande disponibilità e gentilezza da parte dell'organizzazione, delle forze
dell'ordine, a parte l'anomalo "sequestro" di persona per gli inguaribili
fumatori.
Si porebbe dedurre da tutto cio...una serata da dimenticare....ma non è
cosi, rimarrano i visi amici ritrovati, resterà quella immagine indelebile
di Claudio che calatosi il cappellino nero sugli occhi, lancia il suo cuore
al pubblico ai quattro lati del palco, Resterà quel cappellino nero che
vola...e plana da qualche parte...a ricordare che nonostante tutto, siamo
stati sempre ancora una volta tutti qui.
Alex

lunedì, febbraio 05, 2007

 

 

I DIECI SENSI DI CLAUDIO BAGLIONI
Cosa ti piace ascoltare?
Il mare

Cosa ti piace gustare?
Il cioccolato

Cosa ti piace guardare?
Un panorama

Cosa ti piace odorare?
Il mare

Cosa ti piace toccare?
Corpi umani

Qual è il tuo consenso?
La gentilezza

Qual è il tuo non senso?
La mondanita'

Qual è il tuo dissenso?
La superficialita'

Qual è il tuo compenso?
La felicita' degli altri

Qual è il tuo senso della vita?
"Il Viaggio"

da www.ilsenso della vita.tv

venerdì, febbraio 02, 2007

Joy
Un timido affabulatore, un piccolo grande uomo della musica che ha saputo farci attraversare le fasi della vita, che era la sua e che era anche un pò quella di ciascuno di noi. Risvegliarsi dal panico dei momenti bui e lasciarsi portare via da chi ci ama e da chi amiamo o abbiamo amato, attraversando la città, la nostra, quella che ci è stata a volte ostile ma che custodisce le nostre membra a volte provate ed le intimità dell'anima che a volte nemmeno noi stessi conosciamo. Basta un pianoforte nero, e un pò sollevare gli occhi tra le quinte, lassù in alto, attraversare il tetto e fingere di volare su un piccolo aereo che è poi quello che noi tutti possiamo pilotare attraversando il mare infinito di nuvole di pensieri. Sentire il ticchettìo di un orologio, quello che ci portiamo dentro, perchè in noi c'è un pò di Dio e siamo molto migliori di quanto pensiamo se sappiamo tornare alla vita dopo essere precipitati nell'abisso. Back to life. E questo ciò che conta. Avere anmcora la capacità di dare un bacio, e di rinascere portandosi dal passato i fardelli pesanti dei ricordi. E su tutto le mani a legare la storia, che poi sono le nostre storie, ciascuno usa quelle mani cosi lievi per costruirsi le sue emozioni, sperando che alla vita cui siamo tornati, possiamo restarci a lungo. Il più che si può. Abbiamo preso in prestito questa notte, parole che non avremmo mai saputo dire, perchè cosi è la musica. Parla per noi. Sempre e soltanto di vita.
Giovanni Allevi

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