
lunedì, maggio 29, 2006L'isola che non c'è Se potesse, l'acqua del mare in cui mi immersi, lavare via con sè tutti i ricordi, potrebbe spingerli lontani da qui e, onda dopo onda, condurli su di un'isola che nessuno saprebbe trovare. Un'isola ignota alle mappe, priva di spazio e tempo, lambita solo dalla rotta dei nostri sogni. Un'alta scogliera vigilerebbe davanti alla spiaggia, per impedire a chiunque di capire, di sapere, di giudicare. E verrà, presto o tardi, un tempo in cui anche noi smetteremo di interrogarci. Ma mai smetteremo di cercare approdo sull'isola misteriosa, con tutti i ricordi che l'acqua ha posato via da qui. Qui che non ha senso tenerli.
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da alexdio alle ore: 14:11 | commenti (7)
venerdì, maggio 26, 2006Il Sud Terrazza di un 'antica dimora signorile piena di erbacce. Mare cupo e denso come la trama delle nubi inquietanti. Intonaco che si sbriciola sulle scale su una rampa viscida di pioggia. Vecchi cavi del telefono che volano a spezzare un orizzonte di cemento. Canale scavato nella sabbia da acque ignote. Lampioni antichi e lampioni nuovi che portano la stessa luce. Chiazze d'umido e murales dipingono il viso di una casa. Coppia d'anime sedute su una panchina, pensa o litiga o ama in silenzio. In lontananza un'isola, il mio eterno desiderio di fuga.
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da alexdio alle ore: 19:46 | commenti (5)
mercoledì, maggio 24, 2006Recuperare la misura Una ragazza che gioca a pallavolo con le compagne. Capelli neri raccolti all'indietro, lo sguardo stanco e ingenuo, un sorriso naturale come ce ne sono tanti. Sembrerebbe una scena priva di qualsiasi significato nascosto. Ma lei si chiama Erika Di Nardo e 5 anni fa è stata l'aguzzina (assieme al fidanzatino Omar) di sua mamma e del suo fratellino dodicenne. Una storia che ha fatto accapponare la pelle alla nazione intera, quella ormai passata alle cronache come "il massacro di Novi Ligure". Disgusto e raccapriccio i sentimenti comuni e giustificati, ma anche analisi sociologiche, psicologiche, dibattiti, tavole rotonde interminabili (persino un film) si sono susseguiti sui mass-media. Per aiutare a capire. Ma anche per tacitare la coscienza di qualcuno. Ma ci hanno effettivamente aiutati a comprendere il senso di ciò che naviga sul labile velo della mente umana che, quando si squarcia, tanti drammi produce? Poi la condanna, e giù ancora dibattiti sulla certezza della pena, sulla giustizia, su quale recupero offrire ai rei. Poi il silenzio, giusto. Ora giornali e TV ci violentano mostrandoci le immagini di una ragazza che gioca a pallavolo. é giusto offrire in pasto al pubblico i macabri retroscena di un delitto? Forse sì, il diritto di cronaca è sacrosanto, al di là degli intollerabili eccessi che pure ci furono. Ma è più difficile comprendere per quale motivo ci sono state mostrate le immegini di questa ragazza che gioca a pallavolo. Se è ritenuta una spietata assassina (come è stato dimostrato in giudizio), che valore aggiunto forniscono alla coscienza civile o alla comprensione di un misfatto (ahimè come tanti) tali notizie? Forse solo per avvertirci che fra pochi anni Erika uscirà dal carcere. E se invece è solo una vittima di qualcosa che va al di là della comprensione e per questo motivo merita una chance di recupero, perchè infierire ed entrare in questo modo subdolo in un percorso riabilitativo, suscitando tra l'altro il risentimento dell'altro protagonista del delitto che ora reclama gli stessi diritti? Io non mi sento di prendere una posizione netta su questa vicenda, ma ho subito negativamente questo ennesimo assalto mediatico. Io da sempre ho creduto che ciascuno, al di là delle condanne terrene o divine che una giustizia più o meno "giusta" possano infliggere, abbia il diritto di riabilitarsi, se non altro per comprendere il male commesso. Ma abbia il diritto di farlo seguendo un percorso che, se autentico, merita il massimo rispetto di chi ha oltretutto la responsabilità di formare le coscienze. L'attuale sistema giudiziario-carcerario non predispone in modo favorevole al recupero ed al reinserimento sociale i detenuti ma, paradossalmente spesso e volentieri fa carta straccia anche dei principi più elementari di pena giusta e certa da scontare. Ecco che forse un silenzio su questa vicenda avrebbe reso un migliore servizio al superamento di queste incongruenze che puntualmente si ripresentano in casi del genere. Fatti salvi i puntuali quanto inutili interventi dei vari "porta-a-portisti" in servizio permanente effettivo (di cui abbiamo già letto sui giornali in questi giorni) che pretendono di rappresentare un'opinione pubblica ma che, credo, usando quegli stessi strumenti che oggi propongono un modello imitativo deprimente ma inesorabile. Bisognerebbe recuperare la misura ed avere più rispetto per gli altri. Forse è da lì che dovremmo partire per evitare in futuro di leggere scritte simili. A.
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da alexdio alle ore: 19:23 | commenti (3)
lunedì, maggio 22, 2006Quando il veleno scorre Ammetto che la prima cosa che vado a leggere sul Corriere della Sera del lunedì è l'articolo di Francesco Alberoni. Nella ormai consolidata rubrica settimanale "Pubblico&Privato" il sociologo trattava stamane il delicato argomento della separazione al momento della fine di un amore. Titolo emblematico "Il veleno dell'ultimo incontro d'amore". Pare che le donne vivono questo momento in maniera definitiva con rottura brusca ed irreversibile del rapporto. Noi maschietti invece saremmo più propensi a lasciare che le cose si trascinino. Le motivazioni risiederebbero nel fatto che non sappiamo tenere uniti i vari aspetti che caratterizzano il rapporto di coppia (erotismo, affetto, ammirazione, tenerezza e quant'altro). Per cui se viene meno una di queste componenti, diciamo che in un modo o nell'altro, riusciamo a farci bastare una delle altre. Per la donna è invece un "tutto o nulla". Quindi quando si chiude una porta, si chiude, nonostante ripetuti tentativi di bussare. Ho cercato un pò di sintetizzare, ma ho riflettuto molto su queste considerazioni che tengono conto di una delle differenza fra uomo e donna forse meno analizzate dalla nostra esperienza quotidiana. Ho confrontato queste "pillole" socio-psicologiche con la mia esperienza modestissima in materia. Ho dedotto che in linea di massima risponde al vero. Ma Il problema è che non mi capacito di come altrettanto facilmente si gettino alle ortiche rapporti d'amicizia oltre che d'amore in senso lato. Insomma i rapporti umani valgono sempre meno. Sembra che debbano essere o tutto o niente. Diventano refrattari ai compromessi, si cibano di false credenze, di mitizzazioni esasperate dell'altro. Io penso che la verità e la profondità di un rapporto risiedano nel rispetto delle differenze non nella spasmodica ricerca di affinità che alla prova dei fatti si riveleranno sempre insensate e fatue. Ma le mie sono divagazioni. Alberoni conclude invitando le donne ad evitare sempre e comunque di accettare l'ultimo incontro perchè, in sostanza parebbe che noi maschietti potremmo anche uccidere. Una forzatura piuttosto inquietante che deriva forse da una lettura altrettanto forzata della realtà che ci viene presentata dai mass-media in modo spesso spropositatamente ed eccessivamente macabro. In conclusione, noi maschietti siamo più stronzi durante il rapporto. Le donne lo sono dopo. Alla fine la differenza è solo temporale o c'è qualcosa di più profondo che spesso non si ha voglia di indagare. Si preferisce tenersi le proprie convinzioni e cullarsi nelle proprie finte certezze. Ma con queste premesse, ma come si fa ad essere ottimisti?
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da alexdio alle ore: 21:21 | commenti (6)
venerdì, maggio 19, 2006Il sogno è sempre Ieri sera, per la prima volta, dopo la sua comparsa nel triplo album live Assolo del 1986, Claudio Baglioni ha eseguito "Il Sogno è sempre", durante il concerto di Radioitalia. Molto di più di una canzone per me, forse non quella che reputo più bella, ma senz'altro quella cui sono più legato. Così cominciò l'avventura di questo luogo virtuale, ascoltando questa canzone e il titolo che scelsi voleva essere non solo un omaggio all'arte di Claudio ma anche un pò descrivere lo spirito di questo viaggio attraverso il tempo a venire. Stasera torna "Il sogno è sempre" come sottofondo musicale di questo luogo, come è giusto che sia. Perchè è inutile voltarsi indietro se non c'è nessuno da aspettare... Buon viaggio e che per tutti...il sogno sia veramente sempre. A.
Hai trovato il senso delle cose, dopo tutti questi anni, e qual è? Io penso che la vita serva proprio a questo, a cercare e poi sperare di trovare il senso delle cose. Il problema è che se poi lo troviamo vuol dire che anche la vita è finita. Quindi c'è sempre ancora qualcosa da cercare e da trovare. (Claudio Baglioni) Scritto
da alexdio alle ore: 22:16 | commenti (8)
giovedì, maggio 18, 2006Appunti di O' Scià Sbarcano sogni e sandali rotti, coperti da croste di sangue e fogli di giornale bagnati di sale. Le prime ore della notte e il mare sembra restituire fagotti di speranze infrante e schiume di guerre lontane. Accoglienza. Una parola che muta i suoi significati come gli scogli il loro colore in una luce irreale. Le fotoelettriche illuminano teloni di carta stagnola. Sono quelli i primi abiti di una nuova vita anelata che già muore col morire della notte. E avanzano come tanti fantasmi, il capo chino a guardare niente, sull'asfalto corroso del molo. Alcune persone assistono, con l'ennesimo fastidio di una pace turbata. E poi quell'odore, penetrante, che affoga il profumo dell'isola e del suo mare felice, mistura disgustosa che l'assuefazione spinge via con sè. Il kerosene che brucia dalle chiatte, le scarpe bagnate impregnate dalla risulta di una notte pesca, zaffate di fritto e fumo di scappamento dei furgoni stracarichi che fanno la spola. Si deve portar lontano un tumore di donne e uomini, con tutte le loro domande e seppellirlo dove gli occhi non possono più vedere. Fanno la spola tra la vita e la morte, la vita di tutti e la morte di alcuni. Una mano invisibile guida le sorti degli sbarcati-scampati-scavati-scarrozzati-scassati-scansati. Un carico parte e l'altro è pronto sul molo. Come paranze di triglie e saraghi che aspettano il mercato. Luci lampeggianti e luci spente di sguardi di che si erano già persi nel mare. Le guardie di quello spicchio di notte insulsa masticano fumo e aspettano con le braccia conserte. Il turista casuale aspetta di passare. I pescherecci aspettano di ripartire. Le anime smorte dietro i vetri dei furgoni aspettano di iniziare a vivere. E la festa aspetta a cominciare. Tornando indietro mi sono chiesto che cosa mi avesse spinto ad attardarmi ad assistere a quelle scene. Non ho trovato una risposta convincente ma, scosso e turbato, ho pensato che anche quello doveva essere parte di quella vacanza, di quella esperienza cosi unica che era O'Scià. E mentre io mi costruvio il mio piccolo sogno, centinaia di disgraziati vedevano andare in frantumi il loro. Scritto
da alexdio alle ore: 21:23 | commenti (4)
martedì, maggio 16, 2006
55 MA NON LI DIMOSTRA...
Ed oggi, nel giorno del suo 55esimo compleanno, ormai come tradizione consolidata, Claudio Baglioni sarà ospite a Viva Radiodue, il programma radiofonico condotto da Fiorello & Baldini (Radiodue, diretta ore 13.40, replica ore 23).
Questa la biografia del cantante così come appare sull'enciclopedia libera Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Claudio_Baglioni (Oltretutto sono particolarmente orgoglioso in quanto io stesso ho contribuito largamente a stilarla, diciamolo!) L'infanzia e gli esordiClaudio Baglioni è nato a Roma, il 16 maggio 1951, nella clinica Villa Bianca (nome completo Claudio Enrico Paolo Baglioni), figlio unico di Riccardo, ex contadino poi carabiniere e Silvia Saleppico, casalinga e sarta. Trascorre l'infanzia nel quartiere di Montesacro e la giovinezza in quello di Centocelle, frequentando spesso d'estate le campagne dell' Umbria, terra natale dei suoi genitori. La sua carriera artistica inizia nel 1964 quando, appena tredicenne partecipa ad un concorso canoro di voci nuove a Centocelle, nella piazza San Felice da Cantalice, cantando Ogni volta di Paul Anka. Vincerà il concorso dell'anno successivo con il brano I miei anni più belli di Gene Pitney. Sempre nel 1965 partecipa ai Ludi Canori (vincendo in coppia con Maria Pia Crostella con la canzone Siamo due poveri ragazzi e due anni dopo al Festival degli Sconosciuti di Ariccia giungendo in semifinale. Nel 1967 scrive la sua prima canzone, Annabel Lee, ispirata all'omonima poesia di Edgar Allan Poe. Nel luglio del 1968 partecipa al concorso "Fuori la voce", presentato da Pippo Baudo , tra i concorrenti una giovanissima Fiorella Mannoia. Nel 1969 realizza il suo primo contratto con la casa discografica RCA dopo aver effettuato alcuni provini; un contratto di durata quinquennale, firmato dal padre Riccardo a causa della minore età del cantautore. L'anno successivo la casa discografica pubblica il suo primo 45 giri, Una favola blu-Signora Lia e il cantante prende parte al Disco per l'estate con Una favola blu (brano non scritto da lui) ed alla sezione giovani del Festivalbar con Signora Lia, con scarso successo. E' sempre del 1970 il suo primo album, Claudio Baglioni, ma le vendite vanno male ed il 33 giri viene ritirato dal commercio dopo pochi mesi. Nello stesso anno incontra Antonio Coggio, produttore e pianista, che diventerà il suo principale collaboratore negli anni a venire. Nel 1971, in aprile, incontra alla "Mostra dell'elettronica" a Roma la sua futura moglie e collaboratrice Paola Massari. In settembre viene invitato al "Festival Internazionale" di Sopot, in Polonia, vincendo il premio della critica, nell'inverno di quell'anno fa un tournée di 10 giorni in Polonia. Scrive diversi brani per Mia Martini che la cantante interpreterà nell'album Oltre le collina. Nel 1972 interpreta alcune canzoni per la colonna sonora del film Fratello sole, sorella luna di Franco Zeffirelli e scrive pezzi per Rita Pavone, tra cui Bonjour la France che, in febbraio, scala le classifiche francesi. Acquista la "mitica" Camilla, la Citroën 2cv gialla immortalata sulla copertina di un suo album. Dopo altri due mesi di tournée in Polonia, ultima i testi dell'album della svolta in soli sette giorni. E' nel 1972 infatti che esce, dopo l'insuccesso di alcuni singoli da lui eseguiti, l'album Questo piccolo grande amore che lo consacrerà al successo e lo identificherà per sempre come cantautore romantico nonostante le evoluzioni artistiche di cui sarà protagonista negli anni a venire. La canzone che dà il titolo all'album, 13 anni più tardi, sarà proclamata da una giuria popolare "canzone italiana del secolo" e per questo premiata al Festival della Canzone Italiana di Sanremo. La censura dell'epoca colpisce il brano sostituendo "nudi" e "cose proibite"; prendono il loro posto "soli" e "le scarpe bagnate". Il 4 agosto del 1973 sposa Paola Massari (anche se la notizia verrà resa pubblica solo alcuni anni più tardi), e subito dopo esce il suo quarto album, Gira che ti rigira amore bello, che si rivelerà un successo come il precedente. Il 1974 vede l'uscita di un altro grande successo discografico, E tu.... Il singolo, che dà il titolo all'album, composto con la collaborazione di Vangelis, vince il Festivalbar. Dal 1975 al 1978 Baglioni pubblica altri tre album: Sabato pomeriggio (1975)con arrangiamenti di Luis Enriquez Bacalov, Solo (1977) (che conclude il burrascoso rapporto di lavoro con la RCA) e E tu come stai? (1978). Quest'ultimo lavoro, che segna il suo passaggio alla CBS, su richesta della vecchia casa discografica viene sequestrato per un periodo dai negozi, in seguito ad uno spiacevole contenzioso legale. Durante questi anni, seguono concerti e tour eseguiti in gran parte dell'Europa, in tutto il Sud America, negli USA e in Canada, nonché record assoluti di vendite che toccano il milione di copie vendute. Gli anni '80Dopo tre anni di silenzio, nel 1981 esce l'album Strada facendo, che totalizzerà un milione di copie vendute. Si cimenta in un mini tour di sedici tappe nei palasport. Nell'estate del 1982 parte la prima tournée di un cantante italiano negli stadi, Alè-oò, che totalizzerà un pubblico di oltre un milione di persone, dalla quale vengono tratti l'omonimo album live Alè-oò ed un resoconto video di due puntate trasmesso dalla RAI. Dalla sua unione con Paola Massari, nasce il 19 maggio 1982, il figlio Giovanni, a cui il padre dedica la canzone Avrai, registrata in soli due giorni nello studio di Paul McCartney a Londra. 1984. Concerto da solo all'arena di verona davanti a 20000 irriducibili messi a dura prova da un violento acquazzone. Nel 1985 esce l'album La vita è adesso, che vende un milione e mezzo di copie, nuovo record di vendite, restando in classifica per diciotto mesi. Nello stesso anno appare il primo libro ufficiale sul cantante, Notti di note. Il tour relativo totalizzerà più di un milione di spettatori. Viene eletto artista dell'anno. L'anno successivo vede la luce il triplo live Assolo, sintesi discografica di una sua innovativa tournèe, basata sull'uso della tecnica MIDI per la quale si avvale della collaborazione di Pasquale Minieri, seguito nel 1987 dal libro Assolo, non solo. L' 8 settembre 1988 partecipa come rappresentante italiano al concerto di Amnesty International a Torino, concerto che vede come ospiti artisti di fama mondiale ritenuti impegnati socialmente come Bruce Springsteen, Peter Gabriel, Sting e Youssou N'Dour, e viene giudicato inadatto da una parte del pubblico che lo contesta mentre esegue la celebre Strada facendo. Quest'ultimo episodio, avvenuto tra l'altro in concomitanza con la crisi del suo matrimonio e sodalizio artistico con Paola Massari, lascia il segno sull'artista che tornerà a suonare in uno stadio soltanto 3 anni dopo. Gli anni '90 Nell'ottobre del 1989 iniziano le prenotazioni per il suo nuovo disco, sebbene l'artista non contento del proprio lavoro rimandi l'uscita dell' album prevista infine per ottobre 1990, ma la data di pubblicazione viene ulteriormente spostata, così come viene modificato il titolo dell'album (inizialmente doveva essere Un mondo più uomo sotto un cielo mago). Intanto il cantautore rimane vittima di un incidente automobilistico, riportando ferite alle mani e alla lingua ed alcuni voci dicono che non potrà più cantare, voci smentite dalla nascita del nuovo lavoro. Il 16 novembre 1990, esce finalmente Oltre.1991 Doppio concerto allo stadio Flaminio di Roma, la prima data è trasmessa in diretta tv. 1992 Tour Assieme oltre il concerto e verso la fine dell'anno Assieme sotto un cielo mago. Dai due tour verranno pubblicati nello stesso anno i live Assieme ed Ancorassieme Inizia con questo album la cosidetta trilogia dei colori composta da Oltre, probabilmente il picco artistico più alto dell'intera produzione, Io sono qui del 1995 e Viaggiatore sulla coda del tempo del 1999. Nel 1994, allo Stadio del Nuoto del Foro Italico in Roma, presenta Acqua nell'acqua, sigla ufficiale della VII edizione dei Mondiali di Nuoto. L'anno successivo fonda ClaB, associazione culturale che riunisce tutti i suoi fans e per la quale annualmente organizza concerti ed inziative. Il 28 dicembre 1995, viene convocato, al Palazzetto dello Sport di Roma, il primo raduno del fans club. Al concerto di Natale del 1996 in Vaticano, canta Avrai davanti a Giovanni Paolo II. E' dell'anno successivo invece la sua partecipazione come conduttore assieme a Fabio Fazio alla trasmissione televisiva di successo Anima mia, in cui vengono scherzosamente rivisitati gli anni '70. Nel 1998 la FIGC, in occasione del suo centesimo anniversario, gli commissiona un inno, Da me a te, presentato durante l'amichevole Italia-Paraguay. Compie un tour negli stadi: Roma, Milano, Palermo, Napoli, totalizzando 360.000 spettatori circa. Due anni dopo il successo di Anima mia, è ancora in tv a fianco di Fabio Fazio. Il 12 novembre 1999, in uno studio a forma di astronave inizia il programma L'ultimo valzer, ma la trasmissione non bisserà il successo della precedente. In contemporanea con il programma esce il nuovo album Viaggiatore sulla coda del tempo. Il primo singolo tratto dall'album, Cuore d'aliante, verrà associato a una nota compagnia telefonica e ai suoi spot, permettendo cosi agli utenti di ascoltare in anteprima il brano. Grande successo di pubblico hanno avuto sempre le sue ultime tournée di concerti, veri e propri eventi di massa, in cui il cantante unisce innovatività tecnica e tradizione (Tour Giallo nel 1995, Tour Giallo Elettrico e Tour Rosso nel 1996, Da me a te nel 1998, Tour Blu nel 1999 , Sogno di una notte di note nel 2000 , Incanto nel 2001 , Sono io e Crescendo nel 2003 e 2004 , Cercando nel 2004). L'artista nel terzo millennioNel 2001 si aggiudica il premio "Internet Winner" per il maggior numero di contatti (oltre 17 milioni nell'ultimo anno) al suo sito web. La notte dell'Epifania del 2002, tra le rovine del Teatro Petruzzelli di Bari , esegue Per Incanto, con un testo ispirato alle composizioni del poeta indiano Rabindranath Tagore ed una melodia tratta dalla Cantata 147 di Johann Sebastian Bach. Il Presidente Carlo Azeglio Ciampi lo nomina Commendatore della Repubblica nel 2003, anno di uscita di un altro disco in studio, Sono io, l'uomo della storia accanto e del riconoscimento per l'alto valore letterario dei suoi testi con il Premio Lunezia.
La laurea in architetturaLa mattina del 24 giugno 2004 l'artista viene proclamato dottore presso la facoltà di architettura Valle Giulia di Roma con votazione di 108/110. Il neo-architetto si è detto "molto soddisfatto" del risultato ottenuto e per la sua tesi (a cui sono stati assegnati ben 9 punti) sul restauro architettonico e la riqualificazione urbana del gazometro di Roma ha ricevuto anche i complimenti del vicesindaco della città, Mariapia Gravaglia, per "l'atto di profondo affetto" così dimostrato verso Roma. Baglioni ha ritirato il diploma di laurea fra gli applausi e le ovazioni degli altri studenti presenti e di una cinquantina di fan tra i più affezionati che lo hanno seguito in facoltà.
I progetti del 2005Il 2005 è un anno molto ricco di pubblicazioni, musicali e non: a gennaio viene edito il doppio album live Crescendo e cercando e un cofanetto omonimo con triplo DVD, risultato degli ultimi tour realizzati in giro per l'Italia tra il 2003 e il 2004; quindi - il 25 aprile in Spagna (dove il cantautore romano è molto apprezzato) e il 3 maggio nel nostro Paese - esce Todo Baglioni grandes éxitos en Español, raccolta di 14 successi in lingua spagnola, più la traccia Sabato pomeriggio in versione originale; ancora, edito da Bompiani, esce il libro Senza Musica, una raccolta di scritti dal 1974, in cui il cantante racconta sè stesso attraverso la sua carriera ultratrentennale. Il 4 novembre esce Tutti qui - Collezione dal 1967 al 2005 che, a meno di due mesi dalla pubblicazione, è già triplo disco di platino e che oltre all'inedito Tutti qui comprende tutti i più grandi successi del cantautore e in più tre brani mai pubblicati prima, cioè Annabel Lee, La suggestione e Ci fosse lei, scritti da un giovanissimo Baglioni degli esordi. Infine per Einaudi esce Parole e canzoni, in cui viene tracciato il profilo dell'artista, con i contributi di Roberto Cotroneo, di Ennio Morricone, Giuseppe Tornatore e Walter Veltroni. Il cantautore inoltre è l'ideatore della rassegna musicale O' Scià, che nell'isola di Lampedusa, sulla spiaggia della Guitgia, è giunta, nel 2005, alla sua terza edizione.
Baglioni e le Olimpiadi Invernali di Torino 2006Il cantautore romano, ha preso attivamente parte alle manifestazioni della XX Olimpiade Invernale di Torino 2006: l'8 dicembre ha partecipato nella sua città natale in veste di tedoforo, portando la torcia olimpica da Piazza Navona a Campo de' Fiori. Inoltre, ha composto Va', l'inno ufficiale di Torino 2006. Il brano ha anche una versione in inglese, Go, ed è stato presentato la sera del 20 dicembre 2005 al Palasport Olimpico in un concerto-evento gratuito, organizzato dal TOROC e dalla città di Torino. In tale occasione, il cantautore ha diretto un'orchestra sinfonica di 52 elementi, un coro lirico ed uno di bambini e ha inoltre eseguito alcuni dei suoi più grandi successi, tratti dalla recente raccolta Tutti qui, dinanzi a un pubblico di 12 mila spettatori. Va' è stato eseguito anche nel corso della cerimonia d'apertura dei Giochi Olimpici Invernali, venerdì 10 febbraio 2006 allo Stadio Olimpico di Torino. Anche in questa occasione il cantautore è salito sul podio per dirigere un’orchestra che ha eseguito l'inno. Scritto
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domenica, maggio 14, 2006Dimentica Luoghi inviolabili della memoria Raf
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da alexdio alle ore: 19:25 | commenti (1)
sabato, maggio 13, 2006Non trovo più, talvolta, i miei pensieri. Si sono persi sotto le ruote di un attimo. E nessuno li raccoglie. Esco a cercare i pensieri. Cade quella piccola pioggia, sempre quella. Mi perdo tutto, così. E rimango a casa, per non pensare più.
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da alexdio alle ore: 23:19 | commenti (2)
giovedì, maggio 11, 2006Per le strade d'Italia Per le strade del nostro paese si trovano anche dei simpatici/inquietanti cartelloni pubblicitari. Questo, che ho trovato in un paesino della Calabria, mi ha lasciato alquanto perplesso... Passi per l'abbinamento tra le "onoranze funebri" e "fiori e piante" che può anche avere un senso. Per il resto, beh, ho faticato a trovare un nesso che giustificasse l'onnicomprensività di questo commerciante in tuttologia. Si potrebbe pensare che i "mobili" altro non siano che i feretri destinati a contenere i malcapitati clienti di questa ditta, però ci vuole uno sforzo di immaginazione pari all'attività scaramantica. Ma ciò che mi chiedevo é "gli elettrodomestici" in tutto ciò cosa c'entrano? E pensare che a prima vista l'avevo presa per una macelleria. Titolo dal colore rosso-sangue, icona della vacca in bella mostra non sembravano lasciare dubbi...eppure, è proprio il caso di dirlo, mai fidarsi delle apparenze. Certo non è che ci tenessi ad approfondire ulteriormente e mi son guardato bene dall'entrare nell'esercizio, non sarebbe stato carino ritrovarsi tra bare di rovere foderate di edere rampicanti o di salsicce paesane. Scritto
da alexdio alle ore: 18:27 | commenti (3)
martedì, maggio 09, 2006
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da alexdio alle ore: 10:11 | commenti (1)
sabato, maggio 06, 2006La poesia che non c'è Un anno fa scrissi una poesia. Ora non c'è più. L'ho perduta. In un pomeriggio ventoso di maggio, il foglio quadrettato raccolse i miei pensieri, solo ed unico compagno di viaggio. Mi misi a sedere sotto una quercia e, con una penna nera lasciai tracce inutili d'inchiostro sulla carta. Inutili perchè ora non ci sono più quelle parole da raccogliere tra le dita. E, subdolamente mi ingannai pensando che qualcuno le avrebbe raccolte, le avrebbe tenute con sè, in qualche luogo del mondo, perchè potesse rivivere assieme alle parole. Mi torsi le dita, ma gettai via quel foglio, uno fra i tanti, perchè non era mai stato mio in fondo. Tutto ciò che conteneva fu lasciato in un pozzo senza alcun fondo. Fu spazzato via da un vento gelido. Cullai a lungo la mia sadica illusione, ma non avrei mai immaginato di tornare ad aver bisogno di quelle parole. Se solo qulcuno potesse restituirmele. Ho messo a soqquadro la mia casa e la mia mente ed ho trovato solo una rosa e niente altro. Sesoltanto tornassero indietro. E vorrei sentirmi per la prima volta riscaldare da quelle parole. Perchè ora so che sono state solo mie. Se solo una bottiglia mi portasse un messaggio dal mare. Potrei tornare a sedermi sotto una quercia a rileggere ciò di cui amai.
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da alexdio alle ore: 22:05 | commenti (3)
mercoledì, maggio 03, 2006Contro l'oblìo Fatico a trovare pezzetti di me che devo aver smarrito da qualche parte. Come i sassolini che, bambino, raccoglievo e mi cadevano fra le dita uno dopo l'altro. Tutti quei pezzettini sono finiti nelle tasche di coloro che ho incontrato. Chissà se li hanno smarriti a loro volta ed una parte di noi è finita sotto le ruote di un camion o in uno stagno o in un pozzo senza fondo o ina grotta senza luce. E a volte ho bisogno di recuperare quei pezzettini, perchè mi sento incompleto. Ho bisogno che qualcuno me li restituisca. E' così vado a scavare una voce che mi svanisce nella mente, volando attraverso il tempo e perdendosi in qualche luogo sconosciuto, e ho paura di non ricordarne più il timbro. E cosi il calore di una carezza. E la forza di un abbraccio. La magia di un bacio, di quel bacio e solo di quello. La pazienza di saper aspettare un sorriso che non arriva. Sono ormai cose mie che non voglio perdere. Ma è difficile tenersele strette perchè il tempo corre troppo veloce. Qualcuno, solo qualcuno, ogni tanto mi restituisce parte di me, donando silenziosi segnali di vita. Mi dà in affitto ancora un pò un pezzettino di me, dopo aver vuotato forse con fatica, le proprie tasche. E' per questo che ringrazio chi ancora rende questo tempo meno buio. Tutti quei pezzettini di un incontro rimarranno sempre con me. E se oggi ho ancora la voglia di camminare lo devo a questo puzzle infinito costruito combattendo giorno dopo giorno l'oblìo di questo tempo veloce.
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da alexdio alle ore: 16:59 | commenti (4)
martedì, maggio 02, 2006
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da alexdio alle ore: 14:29 | commenti
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