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E' il blog dei viaggiatori, dei sognatori, come Claudio Baglioni, come tanti, come me, di chi crede che oltre non c'è il nulla nè un totale, ma solo un altro sogno da inseguire...

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lunedì, novembre 21, 2005

Sulla Musica

Pubblico volentieri queste amare considerazioni del grande musicista Walter Savelli, ringraziandolo per l'attenzione e per l'amore che sempre dimostra per tutto ciò che è Musica. Credo di intepretare il pensiero della maggior parte di noi che amiamo questi artisti come Baglioni e tanti altri, che di musica e parole ci cibiamo, con i nostri limiti "troppo umani", dicendo che il valore della musica non ha prezzo. Esso travalica un senso puramente "materiale", è cibo per lo spirito, è pane per la vita stessa a volte. Ma c'è chi, e giustamente a volte lo dimentichiamo, con la musica compra il pane, quello vero. Dimentichiamo che i musicisti non sono tutti dei privilegiati. Che ci sono tanti giovani che stentano ad emergere e che forse non emergeranno mai. E non capiamo che far morire la musica con la cecità e l'insipienza dei nostri occhi velati dalla polemicuccia di cortile o abbagliata dalle luci sfavillanti dei grandi eventi per cui sgomitiamo abitudinari e a volte fasulli, è far morire una parte di noi. Perchè ce ne staremo più soli a meditare su cosa avremmo potuto fare e non abbiamo fatto. Non so cosa possiamo fare. Ma già parlarne è un segnale. E per questo grazie a Walter, amante della musica, e in bocca al lupo e un augurio alla persona che spero possa far risuonare ancora le corde del suo basso per sè e per gli altri. 

 Alex 

 

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Oggi ho ricevuto una mail commovente che mi ha fatto veramente pensare: mi ha scritto un musicista, del quale ovviamente terro' segreto il nome e la provenienza: un bassista che con il cuore in mano mi ha chiesto aiuto: si, proprio aiuto perche' non riesce piu' a lavorare e deve farlo per vivere. Io gli ho subito risposto, ma ho anche pensato che fosse giunto il momento di soffermarci su questo argomento e forse sottoliearlo con attenzione. A questo punto io, Walter Savelli, musicista e ideatore di questo sito e di questo Forum vi chiedo dal profondo del mio cuore:
a) Continuate pure a scrivere su Baglioni, su Grignani, su Pezzali e su tuttio quelli che volete. Mi fa solamente piacere
b) continuate pure a bisticciare sulle vostre idee non sempre uguali (siete liberi di farlo, io vi ringrazio per questo e W la democrazia).
c) insomma, fate pure quello che volete, la mia casa e' la vostra casa, ma:

A) promettetemi di divulgare nel mondo l'importanza della musica moderna e non solo
B) aiutateci a far si che i musicisti possano continuare a fare il loro onesto mestiere
C) fate sapere a tutti coloro che conoscete, che questa musica ha un valore immenso, che coloro che la fanno, hanno diritto di vivere del loro lavoro per il quale hanno dovuto studiare, sperimentare e lottare moltissimo.

Insomma aiutateci a far vivere questa arte che rischia di essere fagocitata dall'indifferenza della gente e ancor peggio dei politici.

Salviamo la musica e i musicisti.

                                         Walter Savelli

                                 www.waltersavelli.it

 

 

 

 

Scritto da alexdio alle ore: 13:48 | commenti

 

 

 

 

 

 

 

 

martedì, novembre 01, 2005

La mia Notte Bianca

E’ difficile raccontare cosa è stata la Notte Bianca. Il filo conduttore impresso dalle prime luci dell’alba, la parola magica “suonno”, che risuonando dalle pagine di un quotidiano, ha accompagnato i passi dei due milioni che hanno sciamato felici per le vie della città. Il “suonno” che prima era sogno, sperato, atteso, indi vissuto, goduto, assaporato sotto le rare stelle di un cielo caldo umido di foschia. Poi diventa sonno, quello delle membra spossate che risalgono i vicoli del centro e delle periferie, non senza fatica, lottando per un posto in metropolitana. Ancora una volta questo popolo, deriso ma anche irridente, tradito ma anche traditore, dominato ma anche padrone, colpevolizzato ma anche colpevole, questo popolo che è tutto è il contrario di tutto, segue i percorsi dei colori, quelli tenui del cielo, quelli accecanti del sole, quelli aspri del fuoco che dalla terra vulcanica salgono per aria. La città è come un vulcano nella Notte che non può essere che Bianca, fisica fusione perfetta dei suoi colori. Ed il bianco non ha odore, il suo candore dipinge la Notte in cui un artista può far emergere e sprofondare assieme, emergere un sogno e sprofondare nel sonno. La città ed il suo vulcano, stanotte la città è il vulcano. Magma incandescente il suo popolo che cerca un ristoro, tra assalti di bar e code di bagni che per finta son guasti. Il cono, la vetta, è un fulcro divino, è la piazza, supremo ritrovo di tutti. Guardano il loro popolo i re di Napoli, e forse invidiosi, volgono il viso lontano, anche il palazzo è un ombra nella condensa dei fiati affanosi. Stanotte non c’è spazio nè tempo. Perchè lo spazio non c’è ma tutti contiene. Il tempo si ferma ma tutti gli orari abbraccia. Sono le due, le tre, non si sa bene, e nell’andare e venire, gli orologi si spengono alle voci che incantano. Dal mare spirano note e tornano tra le onde e con esse le voci, i rumori, e si dissolvono e si potenziano. E ancora gli opposti che lottano nella notte, e tornano in mente le battaglie ed il sangue e la miseria e i canti delle sirene, e i pescatori che non sono più tornati e i soldati che torneranno dalle guerre del mondo e i figli che partono e tutti gli eroi di questa città. Come gli eroi della Notte Bianca. Sono quelli che vengono da lontano, che non hanno il sangue di questa gente che scorre nelle vene incrostate di pene. Ma che sanno capire. E dal mare sono venuti a portarci un vento lontano. Il vento di un’isola. Chi si sforza di capire cosa c’è qui, non stanotte ma sempre, è il nostro eroe. Quello di una guerra che non abbiamo la forza di combattere e sempre aspettiamo che altri la vincano per noi. Con una chitarra in mano si può dar voce alle mille facce della notte. E ciascuno, egoista, si plasma la propria. Merita rispetto chi viene qui per capire. E che parla con la voce di questo popolo.
Venite a Napoli a vedere. Venite a Napoli a respirare. E non ascoltate nessuno. Perchè la vostra Notte sia Bianca in una notte qualunque di “suonno” e di “suonno”, di sogno e di sonno.
Alex

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