
giovedì, giugno 30, 2005
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da alexdio alle ore: 21:05 | commenti (4)
mercoledì, giugno 29, 2005
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da graceTS alle ore: 08:05 | commenti
martedì, giugno 28, 2005
e un po' di colori... per riempire gli spazi tra bianco e nero...
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da graceTS alle ore: 08:52 | commenti
domenica, giugno 26, 2005Silenzio Ho scacciato via la polvere dalle scarpe, calpestando erbacce. Ti ho cercata per le strade. Su una sedia meditando un silenzio irreale. Rimaneva un suono strano sotto la tettoia. Il suono del silenzio vero. Era silenzio già prima. Ma pareva come se le farfalle avessero smesso di volare, le formiche di camminare, le foglie di smuoversi, le radici di crescere, il vento di soffiare. Ed è stato più silenzio di prima. Mentre ti ho cercata. Come prima, uguale uguale. Ma più silenzio attorno. x x
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da alexdio alle ore: 04:10 | commenti (5)
sabato, giugno 25, 2005LIVE 8 Questo è l'elenco aggiornato degli artisti che parteciperanno al Live 8 romano: Biagio Antonacci, Articolo 31, Claudio Baglioni, Pino Daniele, Elisa, Gemelli Diversi, Irene Grandi, Faith Hill, Jovanotti, Le Vibrazioni, Luciano Ligabue, Tim Mc Graw, Negramaro, Negrita, Nek, Noa, Laura Pausini, Piero Pelu', Max Pezzali, Povia, Tiromancino, Velvet, Antonello Venditti, Renato Zero. Francesco De Gregori aprirà il concerto.
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da alexdio alle ore: 12:59 | commenti (5)
giovedì, giugno 23, 2005BAGLIONI: SARO' AL CIRCO MASSIMO PER LIVE 8
ANNULLAMENTO DEBITO PRIORITA' ASSOLUTA, GUARDIAMO LA LUNA E NON IL DITO
Roma, 23 giu. (Adnkronos) - ''Smettiamola di guardare il dito e, per una volta, guardiamo la luna. L'annullamento del debito e' una priorita' assoluta: per questo saro' al Circo Massimo. Senza se e senza ma''. Con queste parole Claudio Baglioni -cancellati tutti gli impegni promozionali esteri- annuncia la propria partecipazione al ''Live 8'', il concerto di sabato 2 luglio al Circo Massimo per l'annullamento del debito dei paesi in via di sviluppo.
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da alexdio alle ore: 16:24 | commenti (41)
martedì, giugno 21, 2005Inquietudini Aula deserta. Aula semi-deserta. Aula piena. Cuore semi-vuoto. Non c’è il verde sulle foglie. Pallido come la morte che stende il suo velo sulla gota più rosea, il cielo. Sudato e sciatto come un vagabondo miserevole, il sole. Salgo scale, senza un perchè. Un sorriso mi accompagna, ma vedo il pianto di quelle lacrime sciolte nella pioggia, un giorno di dicembre. Tessere magnetiche, passi sul selciato, polvere. Il caffè amaro. La ringhiera di un colore rosso-ruggine, recinto di strani sussurri e sguardi. Sta lì. Tutto è fermo. Un vecchio custode e il suo televisore con le antenne sbieche a catturar la luce. Su una panchina fatta di ferro anonimo costruimmo un castello di carta. Volò via al primo vento. Ma era più saldo che mai. Aveva le fondamenta piantate nella terra e nel fuoco. E la terra se lo porterà via. Rinasceremo nell’acqua e di noi parlerà l’aria che ci condurrà via con sè, per mano.
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da alexdio alle ore: 23:28 | commenti (6)
sabato, giugno 18, 2005Un capello C'era una barca chinata su di un fianco. Ruggine attorno a un'anima non più giovane. Ogni tanto un'onda sospingeva verso l'aria ancora calda del tramonto la sua chiglia. Un tempo la prua solcava le acque salate, le acque gelide, le acque di mari e di soli addormentati. Sul ponte un vecchio nocchiero innamorato del tramonto. Ora il vecchio e il mare sembrano, senza più nulla da dirsi, come due palline su prato verde di biliardo che schizzano in buche di velluto. Una di quà e una di là.
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da alexdio alle ore: 01:31 | commenti (11)
lunedì, giugno 13, 2005Da zero Ricordo poco. Le prime luci dell’alba. Sono rincasato. Giravo la chiave nella toppa, la mia mente si figurava strani rumori di catene. Udivo voci, tenui, confuse, confabulare. C’era mio padre in vestaglia che vagava nel salone. Avevi avvilupppato il televisore con una rete. Luci intermittenti, suoni di vecchie giostre abbandonate dove non sognano più che bambinetti svogliati. Ridevi. Io ero paralizzato. Non sentivo più suoni e voci, non vedevo le luci. Tentavo di capire, avanzando in modo fasullo e timido, cosa stesse succedendo. Una persiana arrugginita ha filtrato le prime luci del mattino ad accarezzare il lume impolverato. Anche io volevo le carezze. Ma mi son svegliato. Ricominciamo da zero.
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da alexdio alle ore: 14:48 | commenti (6)
sabato, giugno 11, 2005La magia delle parole La magia delle parole. Ha sempre esercitato un fascino su di me. Forse perchè con la parola ho cercato di dare un senso alle cose, quando quel senso mi sfuggiva. Forse perchè mi piacevano tutte quelle parole che non ho mai saputo dire agli altri. Mai a fondo ho saputo raccontarmi e raccontare la mia vita. Una vita forse normale, forse meno interessante di tante altre, però unica perchè mia e di nessun’altro. Ho scelto il mezzo forse più comodo per farlo. Usare delle particelle di inchiostro, oggi fotoni di luce su di un monitor (ma sono solo i tempi che cambiano) e richiudermi nel mondo che non era di nessuno se non mio. Mi chiedesti quali erano i miei sogni. Ora forse mi sorge naturale una risposta alla tua domanda, i miei sogni erano di trasporre il mio mondo di parole in quello reale. Parole sono anche silenzi. Alcune parole non fanno rumore e sono le più belle talvolta. Esse trovano la loro forza in un gesto, silenzioso come il volo di una piuma, in un pudore discreto che sa ascoltare, che sa amare forse per questo. Ho cercato così, spesso non riuscendoci, di costruirmi un essere nutrito di parole mie e silenzi miei che gli altri avrebbero dovuto capire a tutti i costi. Era ed è tuttora il mio modo di comunicare. E’ come quando qualcuno privato della capacità di comunicare come un neonato, sbatte i piedini e le manine e cerca di dire che esiste a chi gli sta attorno. Cosi, facevo io. Per mascherare un fallimento di una vita che non ho mai amato fino a pochi anni fa. E mi sono costruito uno scheletro corporeo con mattoni sbilenchi privi di regolare geometria a circondare un anima mai in grado di darsi uno scopo, capace di slanci generosi talvolta, ma anche di precipitare nel buio e nei suoi miseri regressi. Mi sono nutrito di parole, ora, le tue.
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da alexdio alle ore: 20:22 | commenti (12)
sabato, giugno 04, 2005
Uscii nel buio della notte, i polsi fasciati dal dolore, e tutto attorno ricordo del futuro, vaticinio del passato, il presente solo luci di deboli venti lontani. Illuminarsi di nulla e rabbuiarsi di cuore. Scritto
da alexdio alle ore: 10:20 | commenti (3)
giovedì, giugno 02, 2005
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da alexdio alle ore: 12:07 | commenti (3)
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