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E' il blog dei viaggiatori, dei sognatori, come Claudio Baglioni, come tanti, come me, di chi crede che oltre non c'è il nulla nè un totale, ma solo un altro sogno da inseguire...

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giovedì, marzo 31, 2005

UN VERO AMICO

Un vero amico chi è? 
È quello che non ci lascia mai. 
Un vero amico ha qualcosa che poi
g
li manca se tu te ne vai. 
Un vero amico si sa 
aiuta e non chiede perché 
ma se per caso si mette nei guai 
tu lascia tutto e corri da lui. 
Per un amico metti su il sorriso più grande che hai 
prova a fare sempre tutto quello che puoi, 
un amico vero non lo scorderai mai 
se pensi che sia giusto non fare caso a tutto il resto.

Un amico è il bene più prezioso che hai

ogni cosa è meno bella senza lui

un amico vero non ti lascerà mai

non fare caso al resto 

per un amico questo ed altro. 
Con un amico però

a volte si litiga sai.

ma una parola, una stretta di mano

non può partire sempre da lui

Per un amico metti su il sorriso più grande che hai

tieni sempre il cuore in ballo fra di voi

un amico vero non lo perderai mai

tu lascia stare il resto. 

Per un amico questo ed altro. 

È un’avventura che se vuoi

può non finire mai

Quando incontri un altro bambino

hai un amico vicino e così…

Per quell’amico

metti su il sorriso più grande che hai

prova a fare sempre tutto quello che puoi,

un amico vero non lo scorderai mai

se pensi che sia giusto non fare caso a tutto il resto.

un amico vero non lo perderai mai

tu lascia stare il resto 

perché un amico è tutto questo! 

venerdì, marzo 25, 2005

Buona Pasqua

mercoledì, marzo 23, 2005

E' un pò che passo di qui ma non mi riesce lasciare una "traccia"... la mia vena è più secca del solito.

Mi affido, ancora una volta, alle parole di altri per la mia parte di "spiraglio".....

padrone di casa: quand'è che batti un colpo???   ;o)))

Dove ballano le rondini

di Angela Bonora

“Senti le rondini garrire? Angela , ascolta!”
Guardavo nel cielo quei piccoli triangoli neri che si intrecciavano, si rincorrevano. formavano disegni fantastici contro le nuvole.
Garrire, garrire…Non ho mai domandato a mia madre che cosa voleva dire “garrire”.
Sapevo da lungo tempo che era una parola che formava un tutt’uno con le rondini.
“Angela guarda! Senti? garriscono.
Non riuscivo a ripetere quella parola, troppe erre per me.
ga…i..e” “gaiscono”, ma il suono della parola mi faceva subito venire alla mente il cielo e loro le “..ondini”.
…….
Sono passati gli anni ed eccomi in un posto fantastico a rivedere disegni fantastici.
Venite bambini a vedere le rondini che vanno nei loro nidi sul campanile. Sentite come garriscono felici!”

Ora ho tutte le erre al loro posto, ora so cosa vuol dire garrire.
In una piccola casa sull’Appennino, tra i monti, ho un terrazzo grande come un fazzoletto.
Da quel terrazzo vedo tutta la valle, i monti al di là della valle, i paesi nel fondo della valle.
Ho un campanile arroccato sullo strapiombo vicino. Con una mano mi sembra di toccarlo.
A sera le rondini vengono a farci visita prima di rintanarsi sul campanile, sotto al tetto della chiesa. Volano alte, si abbassano, sfiorano il terrazzo.
Vedo le loro piume che riflettono il sole morente. Io e i due bambini siamo immersi in questo gioco pieno di festosi garriti.
“Buona notte rondini. Domani balleremo ancora insieme a voi”.
E alla mattina, appena ci alziamo, di nuovo il gaio balletto si riforma in un saluto festoso al sole e si innalzano, si innalzano, scompaiono nell’azzurro del cielo…

Mamma, dove vanno le rondini a ballare durante il giorno?”

 

domenica, marzo 20, 2005

Buona giornata

 

lunedì, marzo 14, 2005

domenica, marzo 13, 2005

Il mare era levigato e lucente; i pescatori sparsi per la riva, o aggruppati dinanzi agli usci delle loro casipole, chiacchieravano della pesca del tonno e della salatura delle acciughe; lontan lontano, perduto fra la bruna distesa, si udiva ad intervalli un canto monotono e orientale, le onde morivano come un sospiro ai piedi dell'alta muraglia; la spuma biancheggiava un istante, e l'acre odore marino saliva a buffi, come ad ondate anch'esso. La baronessa stette a contemplare sbadatamente tutto ciò, e sorprese se stessa, lei così in alto nella camera dorata di quella dimora signorile, ad ascoltare con singolare interesse i discorsi di quella gente posta così basso al piede delle sue torri. Poi guardò il vano nero di quei poveri usci, il fiammeggiare del focolare, il fumo che svolgevasi lento lento dal tetto; (...) guardò di nuovo la spiaggia, il mare, l'orizzonte segnato da una sfumatura di luce, l'ombra degli scogli che andava e veniva coll'onda.

(Storie di Aci Trezza - Giovanni Verga)

Quanto si può raccogliere e poi capire con un singolo sguardo. Capire una vita intera, arrivando perfino ad abbracciare un orizzonte. Quello delle altre vite, ma quasi mai il nostro. A.

venerdì, marzo 11, 2005

Ero a giro per il web...capito su un sito di poesie...e trovo questa...subito la prendo, la metto sul mio blog...poi decido di metterla anche qui...sì, la voglio inserire nel blog di una persona che di sorrisi me ne ha donati veramente tanti e che sa sempre come farmi sorridere anche quando non sembro averne voglia.
Grazie Alex.

Claudia

Il tuo sorriso

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amor mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.

(Pablo Neruda)

martedì, marzo 08, 2005

Mi ricordo che in questo bellissimo blog questo testo era già apparso (se la memoria non m'inganna.....)

ma mi sono permessa di usarlo ancora per festeggiare in allegria la festa della donna.........AUGURI e ancora grazie ad Alex per la pazienza :o)))

LE DONNE SONO
Io ne ho avuta
una ch'era un guaio più delle cambiali 
e piangeva
alle feste e rideva ai funerali 
marinai 
questi uomini 
e le femmine 
sono lontani 
oceani 
io con una
mi ricordo il primo bacio che le detti 
attento a dove il naso va
e lei rimase tutto il tempo a denti stretti 
che sparano 
tappi e stesse cazzate
all'occhiello 
un sedano 
le donne sono qualche cosa
di allegro e 1930
voci a colori pelle di mimosa
ombrosità di ascelle
cuori nella tormenta
le donne sgambano odorose
ed hanno sogni chiusi dentro un frullatore
insolite insolute insalate capricciose
si tolgono i passati con lo smacchiatore
io di un'altra 
che fu al buio gridolini e friggi friggi
quando accesi l'abatjour
e scoprii l'orsetto con i baffi grigi 
naufraghi 
su un tavolo 
che galleggia nel vino
uomo in mare 
salvatelo 
le donne sono streghe e fate
silenzio di occhi vento di ginestra
tutte le stesse gambe accavallate
bambine di cortile direttrice d'orchestra
le donne fanno l'improvviso
e uomo tu non potrai mai sapermi
e sono Eve e uve e male e mele in Paradiso
e noi chi siamo noi i serpenti o i vermi 
le pattinatrici
girano nella tivvù
tagliano un'aria di ghiaccio
saltano su
appese a un braccio
e piccoli studiati gesti
e piroette
nei costumi celesti 
e le melette
nelle guance
prendono fiato
e prenderanno un di' marito
e con la stessa grazia 
ripiegano le ali in su 
o belle o brutte
le donne sono proprio tante
e se si potesse farne una sola 
di tutte
ma anche quella sola no 
sai che c'e' 
che beviamo contiamo saltiamo
alla faccia loro
alla faccia delle loro belle facce ...
bimbe solinghe strambe meringhe
bionde rambe stanghe fiamminghe
gambe ambre penombre lusinghe
lingue iraconde lunghe gioconde
limbi sponde ombre profonde
linde fronde lavande ghirlande
bande carambe trombe mirambe
rumbe sambe mambi milonghe
conghe tumbe birimbe birambe
bambi colombe sgombri anaconde
aringhe oranghe dumbe bagonghe
grembi lombi rotonde culandre
ghiande caliende bombe ecatombe
lande tundre giungle feconde
ombre zombi calinde macumbe
fiondo pitonghe sghembe malandre
blanda jumbe simbe mocambe
strombe rambe nefande valanghe
monde mutande mumbe gogande
umbre malombre langhe strapiombe
coimbre mustanghe burunde malinde
danga che romba la coiomba
aridanga que romba la coiomba
(pon pon di pompompere)
(can can di cangaceire)
(brasil la la la)
(fusil)
(maliarde son)
(le gattoparde)
(occhi di spia)
(negri e zumbon nella malia della passion)
(miomao)
(cacao i cow boys)
(la' nell'alcova)
(quanti languor)
(su quei visin finto candor di porcellin)
(che pall)
(oval)
(e cellophan)
(lucido e teso)
(quei fior del mal)
(il cui velen ci fu fatal)
(i vermi)
(o buie bandiere)
(o belle caballere)
(o quante figlie madama dorè)
(non c'e')
(che c'e'?) 

lunedì, marzo 07, 2005

 Osservai allora la natura addormentata e dopo averla contemplata a lungo,
scoprii in essa una cosa misteriosa senza fine,
una cosa che non si acquista con il denaro,
una cosa che non può essere cancellata dalle lacrime dell'autunno,
nè può essere fatta morire dalla mestizia dell'inverno.....
una cosa che dura sempre e non si congela,
vive in primavera e dà buoni frutti in estate.
Trovai l'Amore.

Khalil Gibran

 Un sorriso per un affetto immutato nel tempo. 

sabato, marzo 05, 2005

 

Un viaggio in verticale...

giovedì, marzo 03, 2005

Il 3 marzo 1955 nasceva "una piccola donna, un volo biondo di capelli sul mare verde degli occhi" (mai nessuna breve descrizione mi è sembrata più giusta per lei rispetto a questi due delicati tocchi di pennello, "strappati" ai tormentati Gusci di testi di Oltre ...).

- BUON COMPLEANNO, PAOLA! -

 

 Non faccio che ascoltare CARAVAN questi giorni...

come siamo cambiati
neanche il passato è più
quello dei tempi andati
si sa com'è ma non come fu
le cose stan cambiando
mentre ci cambiano
noi che stiamo ballando
l'ultimo valzer che suonano
non si esce da una storia
che non esce da noi
nelle vie di memoria
la stessa storia riaccade poi
si abbattono le statue
i piedistalli no
perché le cose fatue
di nuovo servono dopo un po'
perché fu è o sarà
la vita un viaggio od un destino
senza l'equipaggio ma
con un ricordo clandestino
perché qui là o chissà
qualunque cosa è già un ricordo
nebulosa o realtà
negata o benvenuta a bordo
dove va la carovana
dove vaga il caravan
piano va la carovana
vaga invano il caravan
le cose della vita
girano sempre qua
in orbita infinita
noi siamo di loro proprietà
così ce le prendiamo
qui con noi vivono
quando poi ce ne andiamo
peccato loro non piangono
perché fu è o sarà
la vita un viaggio od un destino
senza l'equipaggio ma
con un ricordo clandestino
perché qui là o chissà
qualunque cosa è già un ricordo
nebulosa o realtà
negata o benvenuta a bordo
nel viaggio all'apogeo
da solo è il re
senz'armi né corteo
nel rituale del tè
l'orologio del cammeo
da un tempo a sé
un grigio scarabeo
stringe pensando a te
perché fu è o sarà
la vita un viaggio od un destino
senza l'equipaggio ma
con un ricordo clandestino
perché qui là o chissà
qualunque cosa è già un ricordo
nebulosa o realtà
negata o benvenuta a bordo
dove va la carovana
dove vaga il caravan
ogni cosa cara o vana
torna come un boomerang



UNA DOMANDA!

SAPETE CHE VIDEO GIRA CLAUDIO AL COLOSSEO????

Stasera, caro Alex, mi piaceva venirti a trovare così, data l'ora....

"....E' GIUNTA MEZZANOTTE

SI SPENGONO I RUMORI

SI SPEGNE ANCHE L'INSEGNA DI QUELL'ULTIMO CAFFE'

LE STRADE SON DESERTE

DESERTE E SILENZIOSE...."

Guardando l'immagine di Lampedusa, ho pensato a Modugno, alla "sua" spiaggia dei Conigli dove l'acqua è "fina" come aria e al "vostro"........Nel blu dipinto di blu........

O' Scià

Maty

  

 

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