venerdì, dicembre 31, 2004
Fine anno...
Un bilancio di fine anno è doveroso. Le persone che ho incontrato in questo lungo viaggio sono state tante. Mi hanno dato molto in un tempo di vita in cui avevo bisogno di poco. Non so se sono stato capace di dare altrettanto, ma ci ho provato. A volte scorrendo le immagini che mi hanno portato per le strade d’Italia, ai piedi di un palco, non posso fare a meno di riportare alla mente i miei singoli momenti personali, quelli che vivevo alla fine di ogni incontro. E i concerti sono come i tasselli dell’esistenza, li ripercorri a ritroso e ritrovi te stesso. E questo, al di là di tutto il resto, serve comunque. Qualcuno mi ha anche fatto venire la voglia di andare a ritroso tra le pagine di questo blog, dal tempo in cui questa avventura virtuale è cominciata. E’ stato un altro modo bellissimo e nello stesso tempo amaro di capire come si cambia, anche nelle parole, nelle sensazioni, e nella voglia di vedere il mondo, ed in così poco tempo.
Il 2004 mi ha dato la fortuna di assistere ad emozioni irripetibili, da “Crescendo†nei palasport nei due concerti indimenticabili di adrenalina pura, a Caserta a rivivere vecchi ricordi e nuovi suoni e a Eboli, illuminandomi di mille lucine nel buio.
Poi è stata la volta di “Cercandoâ€, luoghi storici non privi di un triste fascino antico, tra castelli e mura merlate a far parlar la storia. La storia che è stata e quella che siamo. Come ad Este, l’incantevole borgo veneto, dove è nato qualcosa che andasse al di là del semplice evento musicale e che spero porterò con me a lungo nel tempo. E San Leucio, nel meraviglioso miracolo di migliaia di cuori a vincere nuvole e lampi.
E c’è stato anche il momento di crearsi una propria festa artigianale, fatta di sorrisi, come “Improvvisando†e ritrovando la gioia autentica dello stare insieme, come a Viterbo.
Ci sono stati anche i palchi sofferti, quelli meno gioiosi, ma si impara anche lì tanto, si ripercorre anche così un proprio modo di vivere le cose, lo si ripensa e ci si interroga e si si condividono con tutti le proprie paure, come all’auditorium di Roma.
E festa sia! A Milano sotto un grande albero di Natale illuminato, per stare vicino a chi lavora nei teatri di guerra, pur facendo festa, e salutandosi per un lungo tempo, il più bell’augurio, quello di ritrovarsi sotto altri cieli.
Volutamente ho lasciato in fondo, quello che rimarrà però, il ricordo più caro. Il “fiato mioâ€, O’ Scià , quello di Lampedusa. L’umanità di un tutto a volte troppo trascinato nelle gabbie della costrizione, è emersa tra i refoli asciutti e decisi di un vento isolano. Ho provato a capire il mare. Quello stesso mare che ora, ha tradito, in altri luoghi del mondo, cosi lontani per i nostri occhi velati dall’egoismo. Mi sto chiedendo alla fine di questo anno, sommando i pro e i contro di tutti questi viaggi, da Caserta a Eboli, da Este a San Leucio, da Viterbo a Roma, a Milano, passando per un’isoletta di sabbia e sassi, Lampedusa, se forse non valga la pena di renderci protagonisti di un mondo più libero da schemi. A volte sono gli schemi del pensiero che tradiscono. Quando impari a parlare al mare, a conoscerlo, ad amarlo, come mai era accaduto, perchè dal mare tutto inizia e da esso tutto passa, ecco che il mare in rivolta prova a spegnere la tua voglia di brindare al nuovo anno. Cosa viene fuori da questo paradosso? Forse che bisognerebbe ripensare all’uomo in sè stesso, protagonista attivo e non succube della natura. Gli incontri servono anche a capire chi ti sta accanto e non lo sai, chi ti dona sorriso e non lo vedi, chi soffre e non sai come aiutarlo. Auguro a tutti di trovare spazio nelle proprie vite per riflettere su tutto ciò e ciascuno trovi le proprie risposte alle mille domande che attanagliano il nostro tempo. Auguro a Claudio Baglioni un buon tempo di riposo, per ritrovarsi e ritrovarci. A me stesso, e chiedo scusa, di stare molto meglio di questo anno che andrà via e di cui voglio tenere con me, cercandole nel fondo dello zainetto che ho portato con me per l’Italia, quelle cose belle per cui ancora vale la pena di sognare. Buon 2005.
...il futuro è qui davanti o già dietro le spalle...

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da alexdio alle ore: 14:39 |
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mercoledì, dicembre 29, 2004
Quando un sms non è sprecato: 48580
Sottoscrizione “Un aiuto subitoâ€per le popolazioni dell'Asia.
Quattro milioni e mezzo di sms sono arrivati in nemmeno 24 ore a questo numero, 48580, più di quattro milioni di euro, l'equivalente di otto miliardi delle vecchie lire grazie al vostro grande slancio di solidarietà sono già a disposizione della Protezione civile italiana per inviare subito gli aiuti più urgenti.
Di fronte all'immane catastrofe per la prima volta tutte le televisioni, Mediaset e Rai, e tutti i gestori della telefonia mobile, Tim, Vodafone, Wind e H3g, hanno unito le loro forze per utilizzare un unico numero, 48580, su cui affluiscono in tempo reale i contributi di solidarietà . Senza alcun costo aggiuntivo, e senza alcun ricarico da parte dei gestori, inviate subito uno o più sms al 48580, anche senza nessun testo di accompagnamento: automaticamente per ogni sms inviato avrete donato un euro al lordo dell'iva per le popolazioni dell'Asia.
E dobbiamo ringraziare anche tutti i telespettatori del TG5 e i lettori del Corriere della Sera che da ieri sera hanno partecipato alla sottoscrizione “Un aiuto subito†per le popolazioni dell'Asia utilizzando questo numero verde: 800 667788. Tutti i titolari di Cartasi, Master Card, Visa e American Express con una telefonata possono decidere la cifra da donare: pensate che da ieri sera sono stati già raccolti più di 500mila euro.
Per le donazioni dall'estero invece il numero è il seguente: 0039-02- 349.800.07. È stato aperto inoltre un conto corrente bancario presso Banca Intesa, numero 5555/90, codice abi 3069, codice cab 5062, su cui effettuare versamenti e bonifici.

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da alexdio alle ore: 18:39 |
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martedì, dicembre 28, 2004
Aspettando il 2005 ...
Capodanno. Tour della solidarietà per il cantautore che andrà pure a Brancaccio e al Malaspina
«Buon 2005» con Baglioni
da "La Sicilia"
(di Mariateresa Conti)
Conto alla rovescia in vista del grande concerto della notte di Capodanno che quest'anno vedrà come star il cantautore Claudio Baglioni. La macchina organizzativa si è pienamente messa in moto, per un evento che con ogni probabilità coinvolgerà non solo chi a Palermo vive, ma anche molti fan della provincia e di altre città siciliane, visto che non è certo cosa di tutti i giorni un ultimo dell'anno con un concerto del calibro di quello offerto dal Comune.
Un feeling nato di recente, quello tra Palermo e il cantautore romano, anche se per Baglioni la Sicilia in generale e Palermo in particolare sono sempre state tra le piazze più “caldeâ€. Lo scorso 16 ottobre il cantautore romano è stato a Palermo nell'ambito del progetto «Aree dismesse», a fare da sponsor alla rinascita dell'ex gazometro di Sant'Erasmo, dove ha tenuto un breve ma unico concerto. Lui, neo-architetto laureato proprio con una tesi sul gazometro di Roma, è rimasto incantato dalla città . E infatti ha accettato con gioia di essere la star della notte di Capodanno. E non solo. Baglioni terrà infatti un concerto di beneficenza al teatro Politeama domani sera. Il ricavato andrà alle suore di madre Teresa di Calcutta e all'associazione Iris. I cinquecento inviti disponibili dietro un'offerta minima di 25 euro sono già andati tutti esauriti.
Ma è soprattutto la giornata di giovedì quella interamente dedicata alla solidarietà . Baglioni infatti incontrerà i ragazzi detenuti nel carcere minorile di Malaspina e poi si sposterà a Brancaccio, al centro Padre nostro fondato da don Pino Puglisi. Due momenti forti, di incontro con due realtà difficili della città . Del resto l'intera organizzazione di «Crescendo e cercando. E festa sia», questo il titolo del concerto di Capodanno, è stata all'insegna della solidarietà . La prima tappa, sabato 18 dicembre a Milano, ha visto il collegamento in diretta con le aree di guerra che vedono impegnati militari italiani. L'ultima tappa, dopo Palermo, sarà il 5 gennaio a piazza San Giovanni.
E veniamo alla notte del 31. Il palco sarà montato a piazza Politeama. La serata, promossa dal Comune, inizierà alle 21 e sarà presentata da Sasà Salvaggio. Il cantante romano proporrà i suoi maggiori successi e alcuni brani tratti dall'ultimo album. Il concerto di Capodanno, dal titolo «Crescendo e cercando. E festa sia», terminerà con il tradizionale "conto alla rovescia", aspettando il 2005 e con il brindisi in piazza. Una cornice di suggestivi fuochi d'artificio, che saranno sparati dal teatro Politeama, saluterà l'anno nuovo. Nella seconda parte della notte, il palco di piazza Castelnuovo ospiterà il concerto dei "Montefiori Cocktail". L'ingresso è libero. E poi, come di consueto, danze sino all'alba.

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da alexdio alle ore: 20:18 |
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domenica, dicembre 26, 2004
IL MINISTRO URBANI RINGRAZIA BAGLIONI "TESTIMONIAL PER PROMUOVERE I LUOGHI ITALIANI DELL'ARTE"
(Sesto Potere) - Roma - 25 dicembre 2004 - “Voglio ringraziare Claudio Baglioni – ha dichiarato il Ministro per i beni e le attività culturali, Giuliano Urbani – che ha voluto dedicare un brano e prestare la sua testimonianza per una campagna in favore dei luoghi d'arte italianiâ€.
L'iniziativa, proposta tramite una importante campagna di sensibilizzazione nei cinema, sulle radio e nelle televisioni, sarà un invito agli italiani a visitare i musei, i siti archeologici e i luoghi della cultura in generale. L'idea nasce dal grande successo che ha riscontrato il lungo tour “Cercandoâ€, patrocinato dal Ministero dei beni e delle attività culturali la scorsa estate, che ha visto Baglioni protagonista della tournée nei teatri greci e romani d'Italia. “Sappiamo bene quanto sia importante il messaggio di un testimonial che ha dimostrato di saper parlare a tutte le generazioni e quanto sia importante la contaminazione tra spettacolo, musica e arteâ€.
Dal tour nasce un progetto di comunicazione e di sensibilizzazione che ha portato Claudio Baglioni a scrivere appositamente una nuova canzone, “Crescendo e Cercando†che sarà la colonna sonora di questo progetto. La canzone sarà proposta per la prima volta all'interno di “E festa sia†i concerti evento che Baglioni terrà il 31 dicembre a Palermo e il 5 gennaio a Roma.
“Anche gli ultimi, confortanti dati sull'aumento dei visitatori nei musei – ha proseguito il Ministro - con una crescita del 2,18% di pubblico rispetto a settembre 2003, dimostrano che quanto più c'è comunicazione tanto più aumenta la domanda di cultura degli italiani. Per questo sono grato alla sensibilità di Claudio Baglioni, che ha voluto regalare agli italiani il suo volto e un brano inedito per accompagnare questo invito all'arteâ€. (Sesto Potere)

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da alexdio alle ore: 11:59 |
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venerdì, dicembre 24, 2004
E che sia un giorno felice,
almeno un giorno,
per chi non ne ha mai...

Correggio - La Natività - Pinacoteca di Brera, Milano
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da alexdio alle ore: 01:36 |
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lunedì, dicembre 20, 2004
Milano...la festa è qui !
La giornata milanese, un cielo terso come non si vede che due o tre volte l'anno, inizia presto a regalare luci particolari e soffi di vento sferzanti come pietre sulle guance. E quasi si stenta a credere che l'alba si sia portata via i nebbioni fumosi di goccioline di umido. Le montagne innevate tutt'intorno ad abbracciare la pianura lombarda troneggiano meastose e le puoi vedere fra due file di grigi palazzi o tra qualche camino stanco e fumante e quasi ci si dimentica del traffico, quello del sabato prima di Natale, duro anche quello. L'evento è lontano ancora e ci si può godere la gente indaffarata senza la valigetta del lunedi mattina, ma con mani colme di sogni da regalare ad altra gente. Ogni tanto si guarda il cielo e il sole che non scalda ma che rimane amico e accompagna per tutto il breve giorno i passi lenti, sembra essere l'unico motivo per cui non scende giù la neve. Ma le gambe non sembrano sentire la stanchezza e girare un porticato ed essere investito da una micidiale raffica e non coprirsi ancora perchè la serata sarà dura, è un pò come giocare a rimpiattino con il vento e con gli specchi delle vetrine piene di lucine scintillanti. La luce cala, quella del sole. Quella del cuore sale.
Si sbuca dal tunnel sotterraneo che corre nello stomaco della frenetica metropoli, la testa sotto l'abete gigante che va verso il cielo a pochi metri dal maestoso arco della Galleria, al cui interno un albero gemello sembra invidiare il primo perchè non potra godersi lo spettacolo, ma starà al calduccio ad ascoltare. Gli abeti sembra che si parlino mentre sullo schermo si vede Claudio con la sciarpa e il capo grigi, che risponde calmo alle domande degli intervistatori. Il palco a pochi metri dall'Arengario ricorda la calotta "polare" già vista a Livigno. Intanto il vento non scorazza più fra le guglie del Duomo celato da uno spettacolo di arte in immagini a parziale consolazione di chi sperava di ammirarne la facciata in restauro. C'è il tempo per comprare "duecento lire di castagne", frugale pasto di una sera in cui ci si ciba solo di emozioni, è bello solo tenerle in mano, si sente il tepore e quando sono sbucciate non si vorrebbero mangiare. E' scesa una calma irreale sulla piazza, la gente alle ore 21 è poca, forse copre un terzo della piazza ma questa volta c'è la voglia o forse la necessità di godersi lo spettacolo lontano dai soliti noti, tra la gente, come in altri viaggi, come a ricostruire le luci più calde di isole lontane. E' c'è anche un fantasma da scacciare, bisogna trovare posto dove c'è posto per muoversi, per respirare, per guardare gli altri attorno, percepire un bisbiglio, sentire il rumore dei sorrisi, che fanno tanto bene.
La luna a metà , per ripensare a tutte le lune sotto a tutti i cieli. E subito ci sente meno soli, anche se non si è tra la gente di sempre, quando sul palco salgono i volti noti di altri sogni, ad intonare i canti del Natale. E Claudio, presentatore, che va su e giù a calpestare l'impazienza di cantare.
Strada facendo, quanta ne abbiamo fatta assieme, e quanta ne faremo da soli, ma prima di pensarci c'è ancora un altro angolo di mondo per capire che non tutto deve essere perfetto. E si può capire sotto l'albero, mentre basta voltarsi e la piazza è gia stracolma di gente che arriva con le borse cariche di acquisti a pigiare, ma sempre rispettando.
La voce arriva netta, nitida, pulita, intensa come non mai, l'acustica sembra migliore di quella di mille e mille teatri, tutto funziona, anche la memoria dell'incantatore, strano a dirsi. Intorno ci si chiede: ma quando canterà QPGA? E' il ritornello è come un battito di clessidra, che scavalca i pensieri che non sentono più freddo ormai. E guanti, cappello, sciarpa non servono già più. Basta battere il tempo a tempo di musica, per immaginare il mare nel cemento, e guardare i colori delle lucine gialle, rosse e blu, per vedere l'estate a Natale.
La scaletta non è la solita. è un prodotto che sembra confezionato alla perfezione per convincere i più riottosi a farsi sotto, a farsi coinvolgere sempre di più, e la gente inizia a diventare complice di quel mago, quell'omino lassù, la faccia stanca ma la voce potente, non scalfita dal freddo pungente. E poi due stupendi duetti con Rosa Martirano, compagna di viaggio sull'isola di O'Scià , come i Baraonna, e allora forse è il "fiato mio" quello che si comincia a sentire, si inzia a sentire che le delusioni di qualche giorno prima svaniscono tra l'immagine di un tramonto inusuale sul Naviglio Grande e una sciarpa riposta nelle tasche-frigorifero.
Notti di nessuno, si batte il tempo ancora, una Ninnananna regalata a chi non c'è, basta voltarsi per vedere che ormai non c'è più un buco dove possa entrare il gelo sulla piazza lastricata di pietra e di sogni. Ma quando canterà QPGA? E ancora il solito ritornello, ma le coppie si abbracciano, le note più familiari trascinano i cuori, gli amori finiti e quelli appena nati sotto l'albero. Un faro illumina le mani che si levano in un saluto al cielo, il telescopio della terrazza di Tuttoinunabbraccio, facendo a gara col proiettore che ancora stampa immagini sul telone del Duomo e le note prendono forma e colore anche nella storia. Che è poi la storia accanto. Ma quando canterà QPGA? Le mani alzate di guanti di lana e di brillantini colorati di Noi no. Ancora commenti della gente che non si vede mai accanto sotto i palchi, a 60 anni che voce, e non importa se si sbaglia tanto, tutti sbagliano mentre corre il treno della vita, si sbaglia anche a giudicare. Ma c'è spazio per ritrovarsi ancora, altro miracolo nel miracolo.
E quando arriva QPGA, la piazza canta ad una sola voce, nessuno si sottrae, e c'è tempo per saltare sulla vita. Lo sguardo corre dallo schermo all'omino piccolo piccolo infagottato nella sua sciarpetta che saluta e lancia il suo cuore negli occhi di tutti, emozionatissimo, quasi commosso per un viaggio che sta per terminare. E lancia pensieri nel deserto, dove armi e sangue corrono sul Natale dell'odio e lancia un coro finale, un Canto, che servirà per ritrovarsi quando il freddo si farà sentire ancora sugli scogli del cammino.
La piazza si svuota in un baleno, i nasi arrossati si infilano ancora una volta nel tunnel che corre nello stomaco della città . E ora di abbracci, di sorrisi, di cercare negli sguardi amici, la stessa gioia, la stessa sensazione di aver vissuto una notte particolare. Una cioccolata calda sulla strada fredda. La scenografia di pezzi di passato va avanti e una macchina sfreccia nella notte fra le lucine tremolanti.
é notte fonda. Ma ancora la festa è qui.
Alex

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da alexdio alle ore: 19:23 |
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domenica, dicembre 19, 2004
E salta sulla vita...
Grazie a tutti coloro che hanno sfidato il gelo per esserci...a chi ha regalato un sorriso sotto le sciarpe infreddolite...a chi ha saltato sulla vita di un fugace incontro...a chi ha saputo donare tutto in abbraccio...a chi non ha voluto credere cosa sarebbe stato...a chi ha creduto ancora a questo miracolo che si ripete...a chi non c'era ed aspettava in casa...a chi ascoltava con il cuore... a chi ha pianto perchè non c'era e a chi ha pianto perchè c'era...a chi ha amato un cuore lontano in un ricordo...a chi è tornato a salire i gradini di un sogno...
Grazie a tutti per aver la capacità di insegnare ancora a chi sta accanto che vale sempre la pena di riprovare a saltare sulla vita...
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da alexdio alle ore: 22:26 |
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venerdì, dicembre 17, 2004
Crescendo & Cercando – Milano, Piazza Duomo
Ancora un viaggio per vedere...forse un pò anche per capire...ma sempre per sognare...buon tempo di festa...
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da alexdio alle ore: 18:13 |
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martedì, dicembre 14, 2004
E FESTA SIA...!!!


VIDEOITALIA E RADIO ITALIA SMI
MEDIA PARTNER UFFICIALI DELL'EVENTO
presentano
IN ESCLUSIVA NAZIONALE
"E FESTA SIA! CRESCENDO E CERCANDO"
il progetto live di CLAUDIO BAGLIONI
3 GRANDI CONCERTI GRATUITI A MILANO, PALERMO e ROMA
Radio Italia solo musica italiana e Video Italia saranno i media partner esclusivi di "E festa sia! Crescendo e cercando" il grande progetto live di Claudio Baglioni che porterà uno dei più autorevoli interpreti italiani ad esibirsi in tre imperdibili concerti ad ingresso gratuito, in altrettante prestigiose piazze nazionali:
18 Dicembre 2004 - Piazza del Duomo, Milano
31 Dicembre 2004 - Capodanno in Piazza Politeama, Palermo
5 Gennaio 2005 - Piazza San Giovanni, Roma
'e telecamere di Video Italia riprenderanno interamente in esclusiva il Concerto di Milano e le immagini dei tre eventi, presentate da Paola Gallo, daranno vita ad uno Special in onda il 10 marzo 2005 in contemporanea radiofonica e televisiva.
Radio Italia solo musica italiana sarà inoltre presente il 18 Dicembre 2004 a partire dalle ore 21:00, in Piazza del Duomo a Milano con 4 dirette radio che avranno come protagonista assoluto lo stesso Claudio Baglioni.
Trent'anni di musica italiana riassunti in un unico grande "progetto live", un evento senza precedenti che vede riuniti, in una collaborazione ideale, due simboli indiscussi della storia musicale nazionale: CLAUDIO BAGLIONI e il GRUPPO RADIO ITALIA S.P.A.. Tre spettacolari serate firmate da uno dei più autorevoli interpreti nazionali e puntualmente sostenute e trasmesse dall'emittente radiotelevisiva di Mario Volanti, riconosciuta come il più esclusivo portabandiera della musica Made in Italy.

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da alexdio alle ore: 21:59 |
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domenica, dicembre 12, 2004
Grazie Generale Walter
Invito caldamente chi non lo avesse ancora fatto, a collegarsi sul sito del Generale Walter Savelli, http://www.waltersavelli.it/waltersavelli/contatto.php per scaricare (in versione 56K o ADSL) il
Concerto Piano Pianissimo n. 2 Acustico
L'atmosfera caldissima e speciale assicura una mezzora di soffuse emozioni in musica.
Ringrazio Walter che mi ha scritto per ringraziarmi dell'attenzione e dal cui scritto traggo questa frase, auspicio per i futuri incontri:
Stai tranquillo, "trasmettero'"sempre quello che provo perche' solo cosi riesco a vivere:-))) (WS)

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da alexdio alle ore: 14:04 |
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giovedì, dicembre 09, 2004
"Navi in fiamme al largo dei bastioni di Orione"
CONSIDERANDO...
Sono tante le considerazioni che vorrei fare su Cercando un gran finale.
Moltissime le ho gia lette, e sono contento di non essere l'unico a pensarla così, pur precisando che rimangono solo opinioni personali.
L'organizzazione: non so di chi sia la colpa di ciò che è successo, la sig.ra Barattolo darà la colpa al sig. Auditorium, il sig. Auditorium alla sig.ra Barattolo. E' questo mi sta bene, è umano. Ma vi assicuro che vedere certe scene, a mio avviso peggiori di quelle già viste al Gran Teatro, fa male.
Fa male perchè vedi i tuoi amici che non possono respirare e si sentono male, fa male perchè senti parlar male del tuo idolo, fa male perchè tutte le energie positive che ti sei portato da casa strappandole ai tuoi problemi della tua vita cominciano ad andare in fumo ancor prima di iniziare.
Mi chiedevo ieri se noi meritiamo tutto questo, ma subito trovavo una risposta amara: si, penso che noi ce lo meritiamo e non abbiamo il diritto di chiedere un'organizzazione migliore se non siamo in grado di gestire il nostro comportamento in maniera leggermente dissimile dalle bestie. Perchè il comportamento tenuto da tutti noi è censurabile ai massimi livelli. Non mi riferisco tanto alla pazienza andata in frantumi, quando i cordoni di sicurezza sono stati infranti con la forza, ma anche e soprattutto le scene penose "andate in onda" all'interno del teatro, per conquistarsi mezzo sedile più avanti. I soliti noti nelle prime file, forse calati dall'alto, mentre gente che era in fila da 4 ore sbattuta in piccionaia. E poi insulti, gomitate, gente travolta per le scale, cerchi i tuoi amici e non li vedi più, cerchi di salvare chi ti sta accanto tirandolo a te per evitare che si faccia male, le maschere del teatro dai volti pallidi e terrorizzati, no così non va bene!
Il concerto: non mi ha dato emozione, per la prima volta da quando assisto ad una performance del mio idolo, per larghi tratti della serata mi sono annoiato. Non solo a causa di cio che era successo prima, ma anche per la freddezza del tutto. Le telecamere che riprendevano il tutto per il dvd, e l'idolo distratto e svogliato che eseguiva l'ennesimo Cercando pre-confezionato, senza un minimo spazio per divagazioni nè verbali nè canore.
Ho ritrovato Claudio solo nel finale, con i pezzi sussurrati al pianoforte, quando anche il pubblico ha ritrovato un pò di magico incanto, ma è troppo poco.
Forse noi non meritavamo piu di ciò che ci è stato dato, Walter Savelli si però, meritava una cornice più degna per tornare ad allietarci con la sua arte.
Una notazione personale: l'ultima volta che vidi Claudio fu a Lampedusa. Solo chi c'è stato avrà potuto capire il mio disagio, vedendo riapparire l'artista nella cornice dell'altra sera. Infatti lo ha capito. E gliene sono grato perchè forse non mi biasimerà se la mia passione non è stata quella di sempre.
Alex

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da alexdio alle ore: 21:51 |
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lunedì, dicembre 06, 2004
c'era un cavaliere bianco e nero prigioniero senza un posto né un sentiero senza diavolo né Dio senza un cielo da sparviero senza un grido di un guerriero io ti lascio senza perderti e ti perdo un po' anche se poi lasciarti è un po' perdermi o bella mia o bella ciao io sono via con un pensiero di te immenso e un nuovo senso di me

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da alexdio alle ore: 23:19 |
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giovedì, dicembre 02, 2004
E poi il colore del mare, per respirarne l’anima
Ma anche quello della notte, quando già l’ombra si porta con sè il soffio di vita
Saltare e saltare ancora sulle onde che l’anima disegna dentro ognuno
Ma è già ora del risveglio, per aprire gli occhi alla nuova luce
E ritrovarsi sotto un blu piu luminoso, quello che ci accompagna sempre
Il cielo... stelline colorate...siamo tutti noi...ma siamo tanti io...per una volta
c'era un cavaliere blu che catturò la gioventù di primavere che portò chimere in schiavitù liberò le gru dalle lamiere di un cantiere verso un campo di preghiere laggiù
Scritto
da alexdio alle ore: 20:31 |
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