
domenica, novembre 28, 2004Provare a capire cosa ci attira verso il rosso... Il colore del fuoco, della passione si accende a intermittenza... Il sangue che è in noi ritorna a girare per le vie del mondo... Sentirsi vivi e il vento che agita le sciarpe... Il rosso non è altro che giallo al tramonto... Serrare i lacci dello zaino e mettere le scarpe ai piedi per imparare a volare assieme... Non serve altro, per entrare nel vortice...
c'era un cavaliere rosso che sali' sul dosso di bufere sopra il fosso delle sere di cittĂ dietro un cielo mosso di ringhiere dentro il mare grosso di un braciere di immensitĂ
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da alexdio alle ore: 11:47 | commenti (6)
mercoledì, novembre 24, 2004
E allora mettere da parte per un attimo le tensioni, le noie, i bui pesti della vita, e perchè no, guardare ancora una volta Oltre i nostri piccoli cieli tempestosi... Prendere le borse cariche di sogni e mettersi ancora in viaggio... Partire, senza voltarsi più indietro e domani ci sarà sempre tempo per tornare a pensare... Rubare il tempo, fermarlo nell’agonia di un attimo fugace e tenerlo con sè... Tornare a guardare anche solo nello spazio di un battito di ciglia umide, il mondo... Da un’altra angolatura...vivere un pò... E che nessuno provi a fermarci... E’ di nuovo tempo di camminare tutti insieme su LEVIEDEICOLORI
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da alexdio alle ore: 22:32 | commenti (11)
domenica, novembre 14, 2004Il bacio Pioveva quella mattina a Milano. Attraversai svelto il cortile della Pinacoteca, il cappotto imperlato di goccioline d’acqua e di malinconia. Erano anni che desideravo salire quella scalinata. Lavori in corso, come sempre. Impalcature che recintano i sogni, ancora gabbie arrugginite che limitano lo sguardo della corsa, la corsa dello sguardo. A volte mi lasciavo attirare da piccoli quadri insignificanti che nessuno sembrava notare. L’arte forse è più presente li, in quegli angolini bui cosi come, dove c’è un uomo dimenticato c’è, accanto a lui, un po’ più di Dio. Amo perdermi nelle sale buie dei musei quando le comitive di vocianti turisti hanno lascito il passo al silenzio. Altri mondi, e penso che li eravamo anche noi. Ognuno nella sua epoca. Scegliersi un mondo dove stare e mettersi in un cantuccio per lasciarsi andare piano. Il capolavoro, il ricordo di una foto ingiallita su un vecchio libro, la cultura che alza la voce, mentre un giovane custode noncurante guarda un giornale ma non legge. Il ronzio di un calorifero, poi un capolavoro dietro l’altro. Ma niente da fare, mi attirano ancora gli angoli, quelli di cui nessuno forse ha mai parlato, vado oltre con il pensiero. Bisogna sempre guardare dietro vero? E’ cosi che mi perdo ciò che c’è davanti. I passi stanchi prima di uscire. Dalle tendine intravedo appena un raggio di sole, forse non piove più sui tetti della città buia come un antro e amabile come una vecchia signora canuta. Un altro raggio si poggia su una piuma di cappello. Non c’è nessuno davanti alla tela. Una fine od un inizio? Un arrivo o una partenza? Un tradimento o un amore alla luce del sole? Vedo solo l’ombra degli amanti che si proietta sullo scalino scosceso. E ora di andare via. Il bacio rimane perso lì, e sospeso in un altro tempo da vivere.
"Il bacio" di Francesco Hayez (Milano - Pinacoteca di Brera) Scritto
da alexdio alle ore: 16:13 | commenti (8)
martedì, novembre 09, 2004“CERCANDO” UN GRAN FINALE Martedì 7 Dicembre 2004, ore 21 Auditorium di Roma – Sala Santa Cecilia Saranno stati gli "uomini della luce", il fascino tutto particolare dei luoghi che abbiamo toccato -teatri di pietra, parchi, ville, aree dismesse- il calore e l'affetto del pubblico o l'energia, ancora più frizzante e stimolante del solito, del popolo dei Clabber, ma anche "Cercando" è stato uno di quei viaggi che avremmo voluto non finisse mai. Per questo, quando ci siamo trovati a doppiare la boa dell'ultima data, ci siamo sentiti un po' storditi. Confusi. Ci sembrava mancasse qualcosa. Come dopo i fuochi d'artificio, quando tutti restano con gli occhi alzati ad aspettare l’ultimo botto. Come una fine senza un gran finale. C'era ancora voglia di voi, di un altro giro insieme, di dare canzoni e ricevere emozioni, di un nuovo lampo per illuminare il nostro cielo che, come un bengala, scendesse piano a far luce tra i nostri desideri e i nostri pensieri. Ecco perché martedì 7 dicembre 2004, presso l’Auditorium di Roma, Sala Santa Cecilia, alle ore 21:00, andrà in scena una data straordinaria di "Cercando". Un appuntamento assolutamente fuori calendario. E perché nulla -non un istante, una sfumatura, un'espressione, una nota- si perda nelle trappole del tempo e la memoria possa essere aiutata a farci rivivere questi momenti, filmeremo questo incontro ravvicinato per dar vita ad un documento che fermerà il tempo e ci farà ritrovare, sempre intatte e sempre nuove, le suggestioni che stavamo "Cercando". Con la promessa di un finale a sorpresa, di un dopoconcerto a suggellare l’incontro. Un incontro ravvicinato Saranno solo i Clabber, infatti, a poter partecipare all’evento musicale. Un gran finale, quindi, per stringerci tutti in un abbraccio, salutarci e augurarci di non smettere mai di trasmettere. E mai di cercare. Perché -come per ogni viaggio- più della meta conta il viaggiare e -come per ogni impresa- più del tesoro vale il cercare.
E allora vestiamoci di bianco e di nero come Clabber cavalieri di un tempo mai passato per un'altra avventura sotto le mille e mille stelline gialle del cielo dell'auditorium, tra le poltrone rosse del teatro di un nuovo torneo di musica e festa, sulle onde blu della scena, luci del palco di un'altra notte di note e di altre note di notte.
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da alexdio alle ore: 15:56 | commenti (14)
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