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E' il blog dei viaggiatori, dei sognatori, come Claudio Baglioni, come tanti, come me, di chi crede che oltre non c'è il nulla nè un totale, ma solo un altro sogno da inseguire...

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giovedì, febbraio 26, 2004

Ricevo da Alberta un altro preziosissimo intervento sul pruriginoso interesse di alcuni "fans" di "molicchiano stampo", che si riallaccia per ovvie ragioni al suo precedente scritto (da me indegnamente intitolato "Atti privati in luogo pubblico"). Ciò che è stato cosi mirabilmente riportato da Alberta, mi permetto di dire con veemente passione ma anche con "storiografica" lucidità, mi richiama ad alcune riflessioni che andavo facendo da un pò di tempo. Uno, sul modo di trattare la musica in televisione. Due, sull'autodefinizione di fans di alcuni personaggi in libera circolazione. Tre, sul mio modo di vedere le cose in avversione alla "massa" (ma questo è un discorso più lungo) che trova di tanto in tanto degli alleati insperati. Quattro, sui modi di deturpare l'arte. Cinque, sulla libertà in generale. Non tratterò ora questi argomenti perchè gli spazi di un blog sono ristretti, ma questa è la "casa di tutti" e sarei curioso di conoscere il pensiero di tutti, leggendo queste parole di Alberta. Fans della prima, della seconda e dell'ultim'ora, mollichiani, sognatori, detrattori, ignari, ignavi o anti-baglioniani che siate. Per inciso mi limito a dire che condivido il 100% di ciò che dice Alberta e che ringrazio moltissimo per aver trasmesso e in conclusione indegnamente intitolerei il suo scritto come segue...

Le Molliche dei fans

Ciao, sono di nuovo ALBERTA. Caro Alex, ritorno di nuovo sull'argomento, invadendo il tuo bel blog in maniera sicuramente eccessiva (perdonami) perchè ho scoperto, capitando per caso in una specie di forum chiamato it.fan.musica.baglioni (il cui link avevo accidentalmente cliccato mentre mi trovavo su ANCORASSIEME per rivedere le foto del Classico Village) l'esistenza di un'intero esercito di fans (?) di Claudio Baglioni rivelatisi ben più pettegoli di Vincenzo Mollica, i quali hanno dato vita ad infuocate ed indignate discussioni relative alla forte "delusione" in loro asseritamente provocata dalle affermazioni rese da Claudio allo Speciale TG1 e concernenti l'individuazione della "musa ispiratrice" di alcune tra le sue più famose canzoni ... I suddetti fans (?), autori di messaggi dai titoli giovanilistico-repellenti come "Ma allora a ki l'ha dedikata?!!", si sono prodotti in questo ricorrente commento "Ma come? Da una vita siamo tutti convinti ke QPGA, E tu, Mille Giorni di te e di me siano tutte dedicate a Paola Massari, ed invece lui ci dice ke ciascuna è dedicata ad una donna diversa?". Le risposte all'interessantissimo ed alato (?) quesito pieno di gutturali lettere "k" spesso contenevano vere e proprie considerazioni altamente offensive - e sostanzialmente diffamatorie - nei confronti di Claudio, di volta in volta definito da questi fans (?) come un libertino, un ingrato, un bugiardo, un manipolatore del suo pubblico, una persona che non ha mai il coraggio di chiamare la madre di suo figlio per nome quando viene intervistato, ed ed altro ancora ... Che squallore, che tristezza. Cari signori, tutto ciò non è per niente affar vostro, ed un'opera d'arte è tale anche e soprattutto perchè il suo fruitore può lasciare libero campo alla sua fantasia, alle sue personali emozioni ed alla sua anima nell'interpretarla. Ho sempre odiato l'idea che un'opera d'arte vada "spiegata" (già questo, in sè, è uno stridente ossimoro), vada sminuzzata ad unghiate, vivisezionata, fatta oggetto di filologiche esegesi ... Ancor più mi ripugna che gli "esegeti" entrino a colpi di machete nella sfera personale di chiunque, specialmente in quella di Claudio, il quale ha già ampiamente dimostrato di non gradire l'invasione, ed a buon diritto. In ogni caso, a voler proprio fare gli esegeti - nel senso meno squallido del termine, e per quel poco o nulla che ciò può valere - rilevo come in quel berciante "mucchio selvaggio" praticamente nessuno, salvo due persone rimaste peraltro inascoltate, abbia colto alcuni semplici dati: a) "E tu", per chiunque abbia un minimo di dimestichezza con la discografia di Claudio Baglioni, non è che una versione riveduta e corretta, rinnovata e raffinata di "E ci sei tu", brano composto nella preistoria, ben prima di "Questo Piccolo Grande Amore", ben prima dell'incontro tra Claudio Baglioni e Paola Massari; Claudio stesso ha precisato che lui non è solito scrivere canzoni "ad orologeria" (come potrebbe, aggiungo io ?!! E' un Artista nel vero senso della parola e con la A maiuscola). Un esempio? Serenata in Sol (anno 2003), a dire di Claudio stesso, riproduce fedelmente un suo stato d'animo risalente all'epoca in cui stava componendo OLTRE (1989-90) ed era in crisi di ispirazione; b) Claudio non ha certo negato allo Speciale TG1 che Paola Massari fosse la titolare della maglietta fina (circostanza che ricordo essere stata teneramente confermata da Paola stessa in varie interviste del 1993, tutte rinvenibili sul suo bel sito http://www.chissalenuvole.it, nelle quali essa disse altresì che la maglietta fina esiste ancora, in una qualche cassapanca a casa di sua madre, e che Claudio compose la canzone omonima quale regalo per il sedicesimo compleanno di lei, primi di marzo 1971), nonchè l'ispiratrice dell'intera deliziosa "opera omnia" chiamata QPGA. La massa berciante non si è accorta che Claudio in quel momento, pur pressato dal pettegolo Mollica in un modo indegno ed irritante, ha sorriso molto dolcemente, definendo "quella persona" -pudicamente mai nominata, il che mi sembra tutto fuorchè irrispettoso - "un dato cardine della mia storia", ed ancora si è aperto in un largo sorriso nel dire "Certo, certo che lei lo ha saputo [che le avevo dedicato la canzone] ..." c) nell'imbarazzatissimo momento seguito all'interrogatorio stile-Gestapo di Mollica riguardo a "Mille giorni di te e di me", quando Claudio è stato maggiormente violato nel suo pieno diritto a tenersi per sè tutto quel che desidera tenersi dentro, lui non ha usato l'espressione "altra persona" nel parlare della donna ispiratrice della canzone in questione; ha parlato di una "persona nuova", che "non è più la stessa". I fini esegeti non sono evidentemente in grado di cogliere l'abissale differenza esistente tra queste espressioni verbali, e che si riferisce alle evoluzioni e trasformazioni subite nel tempo da tutte le coppie, da tutte le persone, da tutti noi. Probabilmente questi "fini esegeti" sono gli stessi che, come Claudio - assai divertito - ha ricordato nel corso della medesima trasmissione, storpiano il testo di QPGA cantando "Quella sua maglietta finaaaa/tanto stretta al punto che/je se vedeva tutto" ... e sono convinti che il testo vero sia proprio quello lì. Grazie, Alex, per avermi fatto trasmettere uno sproloquio così lungo, ma davvero mi stava qui ... Alberta

lunedì, febbraio 23, 2004

Atti privati in luogo pubblico

di Alberta

Impressioni sullo Speciale TG!? Che meraviglia sentirlo cantare i suoi pezzi preferiti di De André, Battisti, Gaber, Endrigo (e molti altri) con tanto autentico amore ... ... e che carini quei buffi filmati d'epoca in bianco e nero dei primissimi anni '70 (con quel Claudio occhialuto ed imberbe, timidissimo), alternati al Claudio super-rilassato, affabile, sorridente e sicuro di sè dei giorni nostri ... ... anche se ci sono stati un paio di momenti in cui non l'ho visto proprio così spavaldo e sicuro di sè ma al contrario un po' commosso: il primo quando il Mollicone gli ha chiesto se la maglietta fina "avesse un corpo" (testualmente!) e se lui poi l'avesse rivista (risposta: "Certo, certo che l'ho rivista ... lei è una figura cardine nella mia storia .."); il secondo momento, naturalmente, quando l'ineffabile Vincenzo gli ha chiesto se la "lei" di "Mille giorni di te e di me" fosse la stessa delle altre canzoni od un'altra persona, e Claudio, serio, letteralmente chinando il capo, si è avventurato in una complessa argomentazione a base di "No, è una persona, sì, che ... Che non è più la stessa ... E' una persona nuova", per poi rialzare il viso e regalarci quella bella sua immagine, già altre volte da lui evocata, della canzone in questione quale atto privato in luogo pubblico: "Succede che ci siano molti atti privati in luogo pubblico, e ... questo è uno, infatti ...". Il suo pudore e la sua commozione in quel momento di una trasmissione altrimenti assai scanzonata e giocosa mi hanno fatto un'immensa tenerezza.

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Aggiungerei a questa perfetta fotografia di uno stato d'animo imbarazzato, ma così reale da sembrare irreale a chi non si "ciba" dell'uomo-Baglioni, l'insipienza di certe domande, la pochezza di certi giornalisti, e perchè no (facciamo autocritica!) anche la nostra avidità di fruitori di scoop sul privato della gente. Segnatamente quando la gente si chiama Baglioni dovremmo a volte fermarci a riflettere su cosa ci viene dato e smettere di cannibalizzare chi carne da macello non è, non solo per coerente scelta ma per il rispetto che si deve a ciascun uomo quando scendono i riflettori su uno dei qualsiasi palcoscenici di contatto con un qualsivoglia pubblico. Cosa ci viene restituito in cambio del feticcio immateriale di un sentimento violato se non un sottile e perverso piacere dei mali altrui? "Dacci oggi il nostro disco quotidiano, dai la mano, dai il bacetto a mamma e zia, dì la poesia, questo strimpellatore dov'è dov'è da quanto non ti confessi dove vai che fai dicci di che segno sei stai sull'attenti che disturbi lamenti dacci le generalita' dacci la tonalita' ". Allora mi avrebbe fatto piacere vedere e forse un giorno avrò la fortuna di assistere a una scena del genere, che al secondo e poi al terzo affondo di lama di un intervistatore imbecille, il nostro "strimpellatore" si decida a sfasciargli la sua Fender sulla testa! Oltre a tenerezza, tanta rabbia Alberta e grazie per aver trasmesso. Alex

domenica, febbraio 22, 2004

Stasera, "L'eterno ragazzo" su Raiuno alle 22.45 (Speciale TG1)

Definizioni...

Secondo me non è "l'eterno ragazzo" ( nessuno lo è..per fortuna) ma piuttosto il ragazzo di sempre.....ed è l'entusiasmo di "quel ragazzo" che vedo sempre più in lui.

Pat

Concordo appieno con Pat di "Il sole e la luna" (un altro bel blog, siete tutti bravissimi!) sulla stupidità di una definizione come "eterno ragazzo", peraltro già appioppata - a suo tempo - a Gianni Morandi e ad altri ancora ... Se c'è un artista - ed un uomo - che nel corso degli anni si è sempre distinto per essere in continua evoluzione e maturazione, nonchè per accettare con serenità ed autoironia i mutamenti fisici indotti dall'età, questo artista - e questa persona - è proprio Claudio.

Alberta

 

ESSERE UN ETERNO RAGAZZO A MIO AVVISO E' QUALCOSA DI MERAVIGLIOSO....SE QUALCUNO LO DICESSE A ME, LO CONSIDEREREI UN COMPLIMENTO!

Cyta

sabato, febbraio 21, 2004

SPECIALE TG1 - DOMANI SERA ORE 22.45 - RAIUNO

 

“L'ETERNO RAGAZZO”

 

Un’ora da solista, con chitarra e pianoforte, in un continuo contrappunto tra canzoni e racconto. E’ così che si svolge l’incontro di Vincenzo Mollica con Claudio Baglioni.

Un inedito ritratto in musica del cantautore romano, realizzato sul palco vuoto prima di un concerto dell’attuale tournée. I versi delle canzoni, sue e di altri, s’intrecciano con episodi autobiografici.

Dagli esordi come musicista di piano bar suonando De Andrè perché “con la sua musica si rimorchiava”, al primo album con un’etichetta discografica importante ed un soprannome, Agonia, difficile da scrollarsi di dosso, fino al trionfo dei grandi stadi italiani.

Improvvisando con incredibile talento e memoria, Baglioni accenna decine di canzoni di artisti importanti, per lui e per un’epoca di grandi fermenti come gli anni ’70: Francesco Guccini, Giorgio Gaber, Fabrizio De Andrè, Lucio Battisti, Mina, Francesco De Gregori, i Dik Dik, i Rokes, i Beatles.

Di alcuni ricorda anche aneddoti gustosi. Come quando, dopo un pranzo di rappacificazione con De Gregori, un po’ alticci decisero di mettersi a suonare per strada al Pantheon. Nessuno li riconobbe, ricevettero solo l’elemosina di qualche turista giapponese e ci vollero giorni per smaltire lo smacco alla notorietà.

Tra i tanti “inediti” proposti dallo Speciale Tg1, un frammento della prima canzone d’amore che Baglioni ha composto e che non ha mai cantato in pubblico, e il suo debutto televisivo in una trasmissione del 1970.

dal sito http://www.tg1.rai.it/SITOTG/TG1_rubriche/0,8547,22,00.html

Grazie a Diana di www.nuvolasenzainverno.splinder.it

venerdì, febbraio 20, 2004

Fotografie

Le fotografie fermano i ricordi. Guardo il sorriso, che ho tanto amato, e sgorga giù una lacrima. Le mie "foglie arrugginite in fondo al viale" rimaranno ancora in un’ombra tenute di sapori antichi. E’ bello a volte passeggiare su quel tappeto di sogni, per sentire il proprio corpo vivo, nella smania di soffrire, finalmente. La carta ingiallirà, un giorno, priva di senso, diverrà cenere come i nostri capelli. Il sapore di ciò che fummo, mai. Esso vivrà, attraverso quella fotografia sbriciolata, e la vedrò navigare sul mare della vita. E si poggerà lì dovrei avrei voluto portare il sorriso, dove il mare e il vento vanno a dormire. Il suo porto sarà la mia anima, ormai libera. Di quel viale percorso tante volte, ormai calpestato non ricorderò che quella piccola fotografia.

martedì, febbraio 17, 2004

Immagini di un altro sogno

Sono on-line le 100-foto-100 del concerto di Crescendo a Caserta dello scorso 2 Febbraio, eseguite dal sottoscritto.

Grazie all'amica Silvia che ha voluto donarmi un angolino della sua "casa" per condividere con tutti le emozioni in immagini e per aver incorniciato con le sue splendide parole l'ennesimo piccolo-grande sogno vissuto.

Per chi ha tempo il link è:

http://www.unaparolaperte.net/gallerycaserta/



lunedì, febbraio 16, 2004

Ancora un'emozione infinita ascoltare parole tante parole e piccole-grandi perle musicali nel concerto radiofonico di questa sera.

Mentre le ultime note di Strada Facendo scorrono via in sottofondo, mi porterò in questa notte le parole con cui Claudio ha chiuso il suo incontro:

"La cosa straordinaria è esserci, è essere in vita"

 

 

RTL 102.5

In diretta in questo momento su radio RTL102.5, il concerto (solo chitarra e voce) di Claudio Baglioni, dal Classico Village di Roma

 

domenica, febbraio 15, 2004

Il pirata non naviga piĂą

E' partita la nave dei sogni. E' approdata nei nostri cuori. Chi temeva l'ignoto si è ricreduto. La fatica di un sogno spezzata, per le strade polverose e sudate. Sulla nave dei sogni c'era un pirata che ora non naviga più. Ancora un pezzo della mia nave che è alla deriva della memoria. Ma i sogni viaggeranno ancora sulle strade sudate e polverose.

venerdì, febbraio 13, 2004

La cittĂ  virtuale

E' on-line "la cittĂ  virtuale", il nuovo sito ufficiale di Claudio Baglioni, all'indirizzo

www.patapan.it

oppure al vecchio indirizzo

www.baglioni.it

venerdì, febbraio 06, 2004

Caro Claudio…

(cronaca di un Crescendo speciale)

Caserta 2 febbraio 2004

Caro Claudio, il mio secondo Crescendo è teminato. Alcuni giorni dopo che le luci della serata di Caserta si sono spente, tra le ultime parole d’addio (perché ogni volta che ti saluto è triste come un addio) e quando la musica non va ormai più, riaffiorano i ricordi. Ogni volta riannodare il filo dei ricordi è un’impresa al tempo stesso titanica e naturale. Se da un lato è arduo raccontare su un foglio bianco un sogno appena realizzato, dall’altro emerge la voglia di farlo rivivere attraverso le parole, quasi come a continuare un incanto spezzato, un volerlo potare di forza nella mia vita. Caro Claudio, questo luogo basso, buio, amorfo che è il palazzetto dello sport di Caserta è per me un luogo speciale. Qui, infatti la passione con cui ti seguo ha avuto tanti e tanti anni fa la sua consacrazione nella tua prima esibizione dal vivo a cui ebbi la fortuna di assistere. E’ luogo della memoria di una vita oramai passata, di cose cambiate, di vite lasciate alle spalle, eppure entrando nel palazzetto non ho potuto di fare a meno di andare con lo sguardo a cercare il posto dove ero seduto in quel vecchio tempo, in un angolino nascosto, buio, sulle ultime gradinate, ad un passo dal cielo. Caro Claudio, da quella sera di tanti e tanti anni fa mi portai a casa la consapevolezza di aver incontrato sulla mia strada un nuovo amico, l’amico e domani…Domani è già qui, ed è stato tempo di scacciare i ricordi e vivere questa serata per osservare ogni minimo particolare che potesse darmi un senso della mia presenza in quel luogo a distanza di così tanto tempo e sapevo di trovarla in tante piccole cose, anche all’apparenza insignificanti. Caro Claudio, ti ringrazio di avermi dato l’opportunità di rivedere per caso l’amico Dino, che tu ben conosci, una straordinaria persona che ti segue da sempre con passione ammirevole e che mi ha preso con sé per portarmi a salutarti nei tuoi camerini, dopo le prove. Per una sfortunata coincidenza, non è stato possibile incontrarci, ma stavolta non me la sono presa più di tanto. Erano tante le cose che volevo vedere, osservare, erano tante le emozioni che mi aspettavano. Caro Claudio, alle prove hai voluto fare uno straordinario omaggio alla mia città, la patria della musica, cantando una canzone che è per me intrisa di ricordi e di significati profondi, Io te vurrìa vasà e poi altre note sotto altre parole in napoletano, mentre vicino al palco cercavo di cogliere i particolari delle tue chitarre, dei tuoi Bolero “appiccicati” sopra, dei brani della scaletta tutti colorati. Lì ho pensato alle vie dei colori, quelle strade che si aprono e si chiudono per ciascuno e che uno a volte imbocca, altre no, ma che fino alla fine vanno percorse per trovare il senso delle cose. Caro Claudio, le luci si sono spente e sei entrato, di nero vestito con la chitarra in mano, intonando Yesterday. E poi via via, i soliti cambi d’abito, bauli che si aprono e si chiudono, bolle di sapone, fornelli, giochi di carte, violini e belle violiniste, tamburi, telescopi, luci ed ombre, rosso e blu, flash, fiori, sciarpe, e ancora striscioni. Già gli striscioni. Li ho immortalati tutti: “Tienici con te fianco a fianco perché resti tutto in un abbraccio”, “Fino alla fine, fino al confine, fino all’ultimo, tienici con te”, “In questo grande sogno che noi chiamiamo Claudio”, “Mai più come te, nessun’altro mai, essere potrà…”, “Una storia accanto…siamo noi”. La musica e le parole, l’adrenalina e poi “Cuore di aliante”. Caro Claudio, ho potuto stringerti la mano mentre intonavi questa canzone, e io fui per attimi interminabili “l’onda che si alzò su dal mare scuro dell’umanità”, a portarmi dentro energia e solo energia. Pochi attimi, ma secoli per me. Non potrò dimenticare. E volavo, “Cuore di aliante” e ancora adesso io volo, “Cuore di aliante”. Caro Claudio, chissà se ci sarà un altro tempo per entrare in quel luogo e poter ricordare quando volavo “Cuore di aliante”. So per certo che ci sarà ancora un tempo per ringraziarti e per dire che tutto quanto ho fatto non l’avrò fatto invano.

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P.S.: il servizio fotografico al gran completo e a grandezza originale sarĂ  presto su www.unaparolaperte.net ...

mercoledì, febbraio 04, 2004

Avrai

Avrai sorrisi sul tuo viso come ad agosto grilli e stelle
storie fotografate dentro un album rilegato in pelle
tuoni d'aerei supersonici che fanno alzar la testa
e il buio all'alba che si fa d'argento alla finestra
avrai un telefono vicino che vuol dire giĂ  aspettare
schiuma di cavalloni pazzi che si inseguono nel mare
e pantaloni bianchi da tirare fuori che è già estate
un treno per l'America senza fermate.

Avrai due lacrime piĂą dolci da seccare
un sole che si uccide e pescatori di telline
e neve di montagne e pioggia di colline
avrai un legnetto di cremino da succhiare
avrai una donna acerba e un giovane dolore
viali di foglie in fiamme ad incendiarti il cuore
avrai una sedia per posarti e ore vuote come uova di cioccolato
ed un amico che ti avrĂ  deluso tradito e ingannato...

Avrai, avrai, avrai il tuo tempo per andar lontano,
camminerai dimenticando, ti fermerai sognando...
Avrai, avrai, avrai la stessa mia triste speranza
e sentirai di non avere amato mai abbastanza
se amore, amore avrai...

Avrai parole nuove da cercare quando viene sera
e cento ponti da passare e far suonare la ringhiera
la prima sigaretta che ti fuma in gola un po' di tosse
Natale di agrifoglio e candeline rosse
avrai un lavoro da sudare
mattini fradici di brividi e rugiada
giochi elettronici e sassi per la strada
avrai ricordi ombrelli e chiavi da scordare

Avrai carezze per parlare con i cani
e sarĂ  sempre di domenica domani
e avrai discorsi chiusi dentro e mani che frugano le tasche della vita
ed una radio per sentire che la guerra è finita...

Avrai, avrai, avrai il tuo tempo per andar lontano,
camminerai dimenticando, ti fermerai sognando...
Avrai, avrai, avrai la stessa mia triste speranza
e sentirai di non avere amato mai abbastanza
se amore, amore, amore, amore avrai...

Dedicato alla nuova vita che nasce, in questa ennesima notte insonne. Dopo la precedente notte tutta fatta per sognare, arriva questa notte per vivere il presente.

Notti per star su...notti di alberi fioriti di nuovi nidi e nuove stelle...

In questa notte, in cui nasce il fiore piĂą bello, a te Giada...buona fortuna.













































lunedì, febbraio 02, 2004

CRESCENDO...IL TEMPO DI ATTESA:

E' FINITO !!!!!!!!!!!

domenica, febbraio 01, 2004

CRESCENDO...IL TEMPO DI ATTESA: - 1

Si avvicina...il mio secondo Crescendo...So che ci saranno altri fiumi di pianto...altre braccia tese al cielo....

Con queste braccia che son qui per te aperte...

(Foto gentilmente concessa da Dino del Vescovo, giornalista di PC World Italia)

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