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E' il blog dei viaggiatori, dei sognatori, come Claudio Baglioni, come tanti, come me, di chi crede che oltre non c'è il nulla nè un totale, ma solo un altro sogno da inseguire...

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mercoledì, dicembre 31, 2003

Come augurio di buon anno, mi piace ricordare "We shall overcome", questo spiritual afro-americano che divenne il celebre inno del movimento per i diritti civili negli StatiUniti all’inizio degli anni ’60. La musica fu ribattezzata Martin, in onore del reverendo Martin Luther King.

Che sia tempo di libertà per ciascuno, e perchè no, anche libertà di sognare.

Buon tempo nelle vostre vite nel 2004...

We shall overcome, we shall overcome,
we shall overcome some day
Oh, deep in my heart, I do believe We shall overcome some day

We'll walk hand in hand, we'll walk hand in hand,
We'll walk hand in hand some day
Oh, deep in my heart, I do believe We shall overcome some day

We shall all be free, we shall all be free,
We shall all be free some day
Oh, deep in my heart, I do believe We shall overcome some day

We are not afraid, we are not afraid,
We are not afraid some day
Oh, deep in my heart, I do believe We shall overcome some day

We are not alone, we are not alone,
We are not alone some day
Oh, deep in my heart, I do believe We shall overcome some day

The whole wide world around, the whole wide world around,
The whole wide world around some day
Oh, deep in my heart, I do believe We shall overcome some day

We shall overcome, we shall overcome
We shall overcome some day

Oh, deep in my heart, I do believe We shall overcome some day














martedì, dicembre 30, 2003

A volte anche un incontro può essere un sogno realizzato. Un incontro breve, fatto di poche parole, o magari solo di sguardi, un sorriso, una stretta di mano, un timido abbraccio. In questo tempo così acerbo, così povero di motivi per gioire, un'amica ha voluto raccontare il suo incontro-sogno. Grazie anche a momenti speciali come questo si può trovare (e qui rubo una bellissima frase di Claudio Baglioni) "l'energia di guardare dietro le mille porte chiuse che orlano il corridoio dell'anima e ritrovare quella capacità di essere fino in fondo quelli che siamo, e - perchè no? - provare sopresa e incanto di fronte alle cose". Un grazie lungo un sogno per Paola che ha provato a tirare fuori le sue sensazioni, cosa peraltro difficile e meritevole sempre di intimo rispetto. Alex

Il mio incontro con Claudio Baglioni

di Paola (da Trieste)

"Non sono brava a scrivere le emozioni come Alex e tanti di voi che seguite questo blog dei sognatori...ma ci proverò..Dopotutto me lo ha chiesto proprio Alex...e come dire di no... Dico solo un paio di cose su di me...Sono Paola, una giovane ragazza afflitta da "baglionite" che a tratti si manifesta in forma acuta mentre altre volte ne sono solo portatrice sana...eheh...o "insana"..fate voi.. Comunque è da sei anni che tra alti e bassi seguo Clà... (ne ho 18...)...lo reputo un grande cantante che con le sue canzoni mi rende la vita più piacevole..lui assieme a tanti altri...che fanno parte della mia vita..chi più indirettamente..chi più direttamente...Beh...dicevo..Clà l'ho potuto seguire direttamente tre volte...durante il tour blu che ha fatto tappa qui a Trieste, quest'estate a Padova...e nuovamente qui a Trieste l'8 Dicembre 2003...non ho mitizzato la sua immagine..forse a 12-13 anni...ma lo ritengo un uomo speciale, come tanti di noi lo possono essere... Sono socia clab da quest'anno...e così..questa volta ho potuto assistere anche alle prove...dove ho potuto realizzare uno dei miei sogni...Perché io, come tutti voi, sono un'inguaribile sognatrice...sogno in continuazione..ad occhi aperti soprattutto...e spero sempre che qualcuno di questi sogni si realizzino prima o poi...beh...un giorno passavo di qua e leggendo il blog di Alex con le sue riflessioni sul concerto di Alex mi sono riconosciuta in una sua descrizione... "Mi porto via l’immagine di una ragazzina che riesce, non si sa come, a forzare i cordoni di sicurezza, scendere pacificamente nel parterre accanto al palco e scambiare qualche parola con Claudio, mi porto via il suo volto raggiante quando torna a raccontare "l’avventura" ai suoi amici. " L'immagine che si portava via ero io...la ragazzina che ha potuto realizzare un suo sogno...grazie a tanta fortuna! Grazie all'incontro felice e inaspettato di un'amica che lavorava nel bar del palazzetto...mi sono ritrovata tutta d'un tratto libera di scorazzare nel parterre...non vi dico quanto batteva all'impazzata il mio cuore...che lo sentivo sempre più in gola...per la paura di essere "scoperta"e di essere scacciata...e per la sensazione che provavo in quanto uno dei miei sogni si stava realizzando...c'è voluto sangue freddo però...Clà se ne stava sempre in mezzo al parterre..con il suo inseparabile bodyguard e se avessi tentato di raggiungerlo in quegli istanti, sarei stata sicuramente fermata..ma io intanto aspettavo..."nascosta" sotto la tribuna con la gente dello staff che si aggirava attorno a me con il pass..che io non avevo...e la paura di non farcela veniva a galla...e i miei sogni venivano fatti a pezzi anche da un volontario della croce rossa,al quale mi ero rivolta per chiedere un "aiuto"..beh...mi veniva detto che potevo continuare a sperare...che oltre al suo bodyguard non sarei andata..che era l'artsta più inavvicinabile che aveva mai incontrato..beh..io continuavo a sperare...finché Clà si era spostato verso un'uscita...era la mia unica possibilià..aggirarlo e trovarmi di fronte a lui..mi sono incamminata...con blocchetto e penna in mano e la macchina fotografica...che rischio correvo!?solo che mi fermassero...ma così non è stato..e mi sono ritrovata di fronte a lui...il mio sogno si stava materializzando proprio di fronte a me..con voce tremante l'ho richiamato e gli ho chiesto l'autografo...gentilmente mi ha chiesto il mio nome per farmi la dedica...e io non ci potevo credere..ero lì di fronte a lui...che gli stavo chiedendo come stava,e lo guardavo...e mi scusavo per il disturbo...e lui rispondeva che andava tutto bene..che non c'era nessun problema...e poi ho chiesto una foto con lui..ma qualcuno ci avrebbe dovuto scattare la foto..non ho visto lo sguardo d'intesa ma il suo bodyguard si è offerto...Clà ha fatto in tempo a dare la sua stampella a qualcuno per non fare una foto che altrimenti sarebbe "drammatica"...gli ho potuto chiedere un bacio..e lui me ne ha dati due...e poi correre subito su...al mio posto..e vederlo da lontano..pur sapendo che gli ero stata così vicino per un breve momento...con la vista annebbiata di ricordi...non ci crederete..ma finché non ho potuto vedere la foto assieme a lui non riuscivo a raffigurarmi quel momento...era tutto sfocato...quando aspetti tanto che accada qualcosa..cerchi di far capitare tutto in poco tempo...l'autografo..i baci..la foto...e magari non riesci nemmeno a fermarti un attimo a guardare e osservare quello che hai davanti...e mi dispiace molto..ma di quel momento "turbolento"ho una foto,calma che mi fa riaffiorare il ricordo ogni qualvolta la guardo...e mi fa ricordare che se uno ci crede...un sogno può diventare realtà...non solo in una favola... Grazie a tutti voi che vi siete soffermati a leggere queste mie parole...e grazie ad Alex...che mi ha chiesto se volevo scrivere...forse mi sarò dilungata parecchio...ma dire tutto a parole è già difficile..figurarsi essere brevi.. Grazie a tutti..e...Il sogno è sempre... Paola".

lunedì, dicembre 29, 2003

Fine anno

Mi trovo in grande imbarazzo. Sono in imbarazzo per trovarmi a dover condividere per forza cose che non ho nessuna voglia di condividere con gli altri e soprattutto a "orologeria". Per fortuna quest'anno non cederò al ricatto, forse per la prima volta ne ho trovato la forza. Il ricatto del Capodanno non mi avrà. Tuttavia bisognerà pur giustificarsi? Bisognerà pur far capire alle persone che ti guardano allibite il perchè di codeste tue scelte anti-conformiste e asocializzanti? Ed ecco che bisogna tornare a indossare maschere di fango.

Il fango seppelisce 25.000 o 30.000 o non si più quanti esseri umani a Bam, città storica dell'Iran. Un terremoto disastroso. Una tragedia immane. Se ne parla come se fosse caduto un cornicione nel centro di Milano. Nel clima forzato della nostra festa non ho voglia di festeggiare un bel niente.

Tanzi si imbosca 10 miliardi di euro come fossero noccioline e tutti si preoccupano molto più del calcio Parma che svenderà i suoi "gioielli" che dei lavoratori a rischio e dei risparmiatori sul lastrico.

E veniamo al veglione di fine anno, altro rituale della nuovo vuotismo moderno. Stasera la televisione pubblica (TG1) ha prodotto il seguente commento giornalistico:"per una volta, andando a comprare il vestito per il veglione, nessuno guarderà i cartellini dei prezzi". Imbecille.

Ma che tempo assurdo che stiamo vivendo. Che voglia di festeggiare...

 

domenica, dicembre 28, 2003

Un grande abbraccio...da me a tutti voi

Tornando a leggere i commenti che sono stati lasciati su questo blog dopo qualche giorno di forzata assenza dovuta alle festività, mi sono imbattutoin tante dichiarazioni di affetto di amici vicini e lontani, conosciuti e sconosciuti, ma tutti unificati, non voglio dire dalla passione per Claudio Baglioni perchè non è così...ci mancherebbe, ma uniti dal desiderio di non far mancare un parola, un pensiero, un gesto d'affetto.

E so che ciascun pensiero lasciato qui, che ai più potrebbe sembrare sterile o obbligato, è in realtà desiderio di comunicare un sentimento altrimenti sopìto nella vita di tutti i giorni. E se questo mezzo può servire a far aprire le persone che tengono segregati nel cassetto i propri sogni, avrà in parte raggiunto il proprio umilissimo scopo.

Fra tutti, che ringrazio indistintamente con un abbraccio che tutti comprenda e tutti riscaldi, desidero portare all'attenzione il saluto che mi ha lasciato un gentile anonimo, tale "clab417". Non c'è molto da commentare, io ho letto il suo messaggio con il cuore in mano, e lo rigiro a chi avrà la pazienza di rileggerlo, come me cogliendo la potenza che una canzone, un suono, un'immagine hanno di evocare certe sensazioni che per lungo tempo possono restare nascoste nel proprio cuore.

"per me è stato un dolce risveglio stamattina imbattermi per caso in questo blog...e ascoltare queste note che non ascoltavo da tempo....che hanno fatto riaffiorare lacrime che portavo dentro.... dentro quei sogni che non mi hanno lasciato mai.... qualche giorno fà come 9 anni fà l'emozione era la stessa...un'incontenibile esplosione...un rumore sordo...che ti imprigiona lasciandoti libera di volare ancora una volta....un morbido atterraggio sul passato...unosguardo verso il presente e un saluto al futuro....non c'è più il tempo.....esiste solo l'eternità che ti cattura....un dolce farsi cullare.....sentire i colori e vedere i suoni....senza far uso di allucinogeni!!!!...ma con la sola forza del cuore.....di quel cuore bambino che non ci abbandona mai......e allora grazie ancora Claudio..... e grazie a te.....per aver creato questo blog così bello.....................clab417"

Grazie a te "clab417" di aver lasciato il tuo segno, con la speranza di tornare a leggerti presto.

 

mercoledì, dicembre 24, 2003

Che ognuno possa avere la forza di continuare a sognare... Buon Natale.

domenica, dicembre 21, 2003

IX Raduno Clab - Marino 20 dicembre 2003

Dopo oltre tre ore di parole e musica (molta più musica che parole rispetto ai precedenti appuntamenti), Claudio Baglioni ha salutato i fans venuti ad acclamarlo a Marino (RM) per l'annuale meeting di Clab con un corale canto natalizio. Dopo le pecche del raduno dello scorso anno, quest'anno l'organizzazione è migliorata, e il Palaghiaccio è sembrata una struttura più idonea a contenere l'entusiasmo dei fans anche se ha dovuto costringere molti a restare imbaccucati nei cappotti a causa della mancanza di riscaldamento. Ma il ghiaccio è stato subito sciolto dalla performance di Baglioni che, dopo una prima parte intimista, in cui ha voluto condividere da solo con alcuni ospiti-amici chiamati via via sul palco, i suoi percorsi di musica e parole, ha fatto ben presto alzare dalla sedia anche gli spettatori più riottosi chiamando a sè la band che lo sta accompagnando in tour capitanata dall'inossidabile Paolo Gianolio. "Sulla via di casa mia" apre il festoso happening, quasi a voler testimoniare la felicità di essere di nuovo in mezzo ai suoi fedelissimi di sempre. E il tema della casa che la fà da padrone come in Crescendo, punto di intimità per sè stessi ma anche di incontro con le persone importanti, con gli amici, con chi ha un sogno da condividere. Il pubblico accoglie bene anche l'esecuzione dei brani del nuovo album, tra cui spicca "Quei due", pezzo che richiede e ottiene notevoli sforzi vocali. Le solite incertezze nei testi con "Tienimi con te", sottolineate dagli applausi di incoraggiamento dei clabbers, segno di immutata stima, nonostante le labilità di memoria. E nonostante, perchè no, la strana esibizione di una giovane e bravissima cantante dal vocalizzo virtuoso (era al premio Lunezia nella sezione nuove proposte), ma dallo scarso impatto nel duetto in una canzone come "Mai più come te". E c'è anche l'amico imitatore che scimmiotta Claudio in "Signora Lia", decisamente meglio anche del peggior Anonimo Italiano. C'è il sosia di Guccini che lo accompagna alla chitarra durante l'esecuzione di Yesterday. E c'è anche una ottima violinista che rende alla perfezione il triste sottofondo di "Con tutto l'amore che posso". Poi, finalmente, fuori i secondi e dentro la band, ed è adrenalina pura. E via via scorrono i pezzi che hanno un effetto-termosifone sul pubblico, come "Quante volte", "Dagli il via", "Un nuovo giorno un giorno nuovo", "Sono io", "Cuore di aliante". Ma anche nella seconda parte, mini-concentrato al risparmio energetico e vocale del tour Crescendo, non mancano i momenti più soft come quando Claudio esegue "Notte di note note di notte", la splendida "Tamburi lontani", E soprattutto quando augura a ciascuno dei presenti di trovare pace nei propri cuori, nella vita di tutti i giorni, quasi come a voler esorcizzare le sue vinte paure del passato e le sempre in agguato paure del futuro; è forse il momento più bello del raduno, Claudio parla ai cuori e lo fa con il suo. La commozione scende su ciascuno degli spettatori, sfidando il gelo, e la bellissima e impeccabile esecuzione di "Pace" da solo con la chitarra e investito da un fascio di luce, ne suggella le personali emozioni. A seguire non può mancare, come in tutte le esibizioni di Baglioni, la storica "Mille giorni di te e di me". Il finale è ancora una volta in crescendo, con la nuova band che forse non brillerà per originalità e fantasia e che forse a volte fa rimpiangere il "nocciolo duro" del lontano tour rosso o del più recente mega-tour estivo, ma che riesce comunque a rendere l'intensità della atmosfera che Claudio vuole creare. E pazienza se il rapporto tra Claudio e il fonico (già teso durante i concerti di Crescendo) non teminerà "tutto in un abbraccio", o se la voce di Claudio rimarrà per tutto il concerto ampiamente al di sotto delle sue massime espressioni, o se a volte emergerà la fretta di concludere per concedersi il meritato riposo. Pazienza perchè i migliaia di cuori vanno a casa contenti di aver ancora una volta condiviso il sogno di esserci. Claudio ringrazia, stanco ma appagato dall'ennesima fatica e si scusa di non aver potuto leggere qualcuno dei pensieri che i fans gli hanno dedicato sui bigliettini distribuiti prima del concerto e che gli sono stati recapitati. Lo farà regalando le famose "palle luminose di Buona Fortuna" ai tre pensierini più belli. E' Natale e parte il coro natalizio. E' ognuno avrà il suo Natale, bello o meno bello, ma ciò che ha accomunato tutti, almeno per poche ore nella gioia e nella familiarità del raduno è stato ancora una volta un'emozione da condividere che si chiama Claudio Baglioni.

giovedì, dicembre 18, 2003

E si torna a scendere in pista, un altro viaggio...

Non so che dire per quest’altra vigilia...non quella di Natale, che quest’anno non sento mia...ma quella del mio personale natale...il nuovo incontro, il nuovo viaggio per sognare.

Buon tempo di raduno e chi ci sarà.

Torneremo a raccontare a chi non ci sarà stato il calore di un abbraccio...fino a che ce n’è ancora un pò.

mercoledì, dicembre 10, 2003

Foto-cronaca di un sogno annunciato

Trieste 08/12/2003

Le prove

...

Il concerto

...

...





martedì, dicembre 09, 2003

Portateci un pò con voi...

Mai come questa volta sono andato incontro al sogno così carico di tensioni,di paure, di pensieri contorti che mi dannavano l’anima.

E mai come questa volta porto a casa con me tanta carica e tanta voglia di ricominciare.

Cominciando dalla fine: "portateci un pò con voi". Così Baglioni ha salutato i quattromila irriducibili del Palatrieste, non paghi delle 3 ore e un quarto di musica e magia.

Niente di più vero. E’ proprio quello che mi son portato via. Un pò di chi mi ha dato la possibilità di scacciare i pensieri. Un pò di più di ieri e spero meno di domani. Mi porto via un pò di quel vento gelido che ha spazzato via l’umidità dei giorni precedenti ma non la voglia di esserci a tutti i costi. E così si può giustificare l’attesa di lughi interminabili minuti al gelo per assistere alle prove. Mentre ero in fila davanti all’ingresso riservato mi hanno colpito due o tre ragazzini, avranno avuto 15 anni, che si erano pazientemente messi anche loro in fila senza il pass del Clab. In pratica attendevano l’apertura regolare dei cancelli che ci sarebbe stata almeno 3 ore dopo! Avevano un biglietto non numerato, magari acquistato a prezzo di enormi sacrifici e volevano forse essere davanti agli altri, forse avevano più voglia di sognare. Non ho più badato a loro. Ero ormai al tepore del palazzetto.

Mi porto via l’immagine di Claudio che entra tra le maestranze intente a montare il palco appoggiato su una stampella bianca e nera. Si percepisce che non vede l’ora di liberarsene. Per un attimo ci abbraccia con uno sguardo e un saluto. Si può abbracciare con uno sguardo e lui lo ha saputo fare. Le prove sono brevi, e tra un gorgheggio e un’altro, Domani mai, Fammi andar via, E tu. L’acustica del palazzetto è pessima e Claudio sembra seriamente preoccupato per l’esito della serata, ci scherza su ma nemmeno tanto. Mi porto via l’immagine di una ragazzina che riesce, non si come, a forzare i cordoni di sicurezza, scendere pacificamente nel parterre accanto al palco e scambiare qualche parola con Claudio, mi porto via il suo volto raggiante quando torna a raccontare "l’avventura" ai suoi amici.

Mi porto via l’immagine di uno striscione con un enorme cuore rosso che campeggia in tribuna che alcuni ragazzi non sapevano dove mettere per evitare di creare fastidio agli spettatori.

La gente all’esterno inizia a scalpitare. Alle 20 i cancelli "regolari" vengono aperti. Inizia Crescendo.

Il palco-casa si materializza. La cantina con vecchi bauli, il primo piano con tanto di divano e cucina e poi la terrazza-finestra sul cielo, infine il cielo vero e proprio.

Mi porto via con me almeno un’ora di concerto vissuta in una posizione indescrivibilmente scomoda, con un vetro davanti che rende difficoltosa la vista di gran parte della scena. Ma chi se ne frega del posto che ho pagato, mi alzo e me ne vado dove si vede meglio e resto in piedi per altre due ore di concerto aggrappato al parapetto, da lì sembra di essere sul palco. Voglio entrare in casa stavolta. Voglio sentirmi parte dell’atmosfera che, una canzone dopo l’altra Claudio sta creando. Il pubblico è freddo all’inizio, si muove solo il parterre. La bora è ancora nelle ossa, ma non per molto.

Mi porto via anche la voce di Claudio che è decisamente inferiore ai suoi standard. Un pò di raucedine o forse stanchezza, non so, ma non lo avevo mai sentito dal vivo così. Alcuni pezzi sono eseguiti con qualche ottava in meno rispetto alle versioni originali. Il concerto sale sempre più di tono. I pezzi nuovi Tienimi con te e Al di là dal ponte emozionano. Intanto da un baule vengono su bolle di sapone. Poi Claudio a nanna con Notte di Note e ai fornelli con E adesso la pubblicità. Anche i bodyguard hanno il loro momento di gloria quando giocano a carte durante Serenata in Sol, nel passaggio più divertente del concerto. Mi porto via il telescopio che viene puntato sul pubblico ad indicare che ciascuno è protagonista di questa stupenda notte di sogni. Mi porto via il finale travolgente, che alterna pezzi storici in un medley appassionato a pezzi più rock che non possono più trattenere il pubblico. Mi porto via un gruppo di anziane signore che si mettono ad ancheggiare sulle note di Sono io. Il palasport decreta il trionfo di Crescendo in un crescendo di adrenalina. Nessuno riesce più a star fermo. Il solito pezzo finale Via, decreta la fine dell’ennesimo viaggio.

"Portateci un pò con voi" sentenzia Claudio salutando il pubblico oramai alle stelle dell’entusiasmo. Non c’è bisogno di ribadirlo.

Mi porto via un pò di tutto questo e un pò di questo carburante per il mio sogno che ho rubato dal focolare della casa di Crescendo.

Mi porto via la via di casa mia, sferzata dal freddo vento di bora, che fa un pò meno paura di ieri ma sempre più di domani.

domenica, dicembre 07, 2003

La mia attesa è già cominciata... Domani sera entrerò nella casa di "Crescendo..." Dopo tante disavventure un pò di spazio per me e per i sogni... Buon tempo di attesa a tutti.

mercoledì, dicembre 03, 2003

Non conta vincere o perdere,

ma poter continuare ad avere il privilegio di vivere ancora"

(Claudio Baglioni, in una intervista del 1995)

tra sparare oppure sparire
scelgo ancora di sperare
finche' ho te da respirare
finche' ho un cielo da spiare




martedì, dicembre 02, 2003

Claudio...sull'infortunio

Cosa volete che vi dica? Evidentemente hanno ragione le statistiche! Secondo loro, infatti, il maggior numero di incidenti
avviene proprio dove ci sentiamo più sicuri: tra le quattro pareti di casa. Sul palco di "Crescendo" le pareti non ci sono,
ma la casa si, e nemmeno io sono risultato immune dalla dura legge delle statistiche. Mercoledì scorso, infatti, a Treviglio,
quando ormai mancavano pochi minuti alla fine del concerto, sono stato vittima di un piccolo infortunio, che mi costringe a
qualche giorno di riposo forzato. Stavo suonando "Io sono qui", non mi sono reso conto che mi muovevo pericolosamente vicino
al bordo della pedana rialzata che occupa il centro del palco a quel punto dello show. Ho messo un piede nel vuoto e sono
piombato sul palco sottostante. Devo riconoscere di essere stato, ancora una volta, fortunato. In quella situazione, quel
tipo di caduta avrebbe potuto avere conseguenze ben più serie. Invece, me la sono cavata (si fa per dire) con un certo
spavento (soprattutto tra quanti hanno assistito alla scena), una gran botta e una quindicina di punti di sutura alla gamba
sinistra. Un piccolo neo sulla pelle splendida di questo nuovo tour -"Crescendo"- davvero fortunatissimo, sia per quanto
riguarda l'accoglienza e il gradimento del pubblico, che per il giudizio della critica. Entrambi, infatti, parlano di
"Crescendo" come del tour più bello in assoluto tra i molti proposti in questi trentacinque anni di musica e devo dire
che...cominciano a convincere anche me! Un infortunio del genere si era verificato anche durante il "tour rosso" e, da un
momento che sembrava sfortunato, era venuto fuori un tour epico. Era l'ultimo segno che mancava per rendere epico anche
"Crescendo", che ora ha davvero tutte le carte in regola (anche sotto il profilo della tradizione scarmantica) per imporsi
nel mio cuore -e, mi auguro, anche nel vostro- come uno dei momenti più intensi, appassionati e appassionanti tra i molti,
bellissimi, che abbiamo trascorso insieme. Approfitto di questo piccolo spazio, per ringraziarvi per le straordinarie
manifestazioni di affetto e di simpatia che mi avete rivolto. In pochissime ore sono stato davvero sommerso da un oceano di
e-mail, lettere e telefonate, e direi davvero una cosa non vera se sostenessi che non mi hanno fatto piacere. Mi hanno reso
davvero felice e-ancora una volta- mi hanno fatto sentire tutto il calore e l'energia che dà camminare insieme a voi da così
tanto tempo su questa strada, e mi hanno trasmesso una carica ed una voglia ancora più grande e più forte di tornare a
percorrerla insieme al più presto. Ora che mi sono rimesso in sesto e questa "rammendatina" ha già fatto effetto, la porta
della casa di "Crescendo" si apre di nuovo per accogliervi tutti, nell'abbraccio più grande e più caldo tra quelli che musica
e parole sanno costruire. Ci vediamo a Verona il 5 e il 6 dicembre .
Claudio.




























lunedì, dicembre 01, 2003

Può mutare lo sfondo in cui un sogno cresce.

Tante cose accadono, intanto.

Ma ognuno ha diritto a cercare la sua "piana dei cavalli bradi".

Anche e soprattutto continuando a sbagliare.

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