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E' il blog dei viaggiatori, dei sognatori, come Claudio Baglioni, come tanti, come me, di chi crede che oltre non c'è il nulla nè un totale, ma solo un altro sogno da inseguire...

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giovedì, novembre 27, 2003

CRESCENDO...COMUNQUE....

La sfortuna fa parte della vita.

Cose che succedono anche a chi crediamo indistruttibile, eterno, sempre presente a sè stesso e agli altri.

Ciò può solo farci amare di più Claudio Baglioni uomo.

Temo che questa possa essere l’ultima tourneè di Baglioni.

Ma tanto l’ho sempre pensato ad ogni inizio di tourneè di concerti a partire dal lontano tour rosso!

Quindi spero come sempre di sbagliarmi.

L’attesa si fa ancora più incerta e nervosa...

Dal sito TG5com.it, riporto quanto segue: "...A causa dell'infortunio, slittano alcune date della tournée. a replica del 27 novembre a Treviglio sarà recuperata il 19 gennaio 2004, quella di Bologna in programma sabato 29 novembre, sarà recuperata il 17 gennaio, quella di Pesaro del primo dicembre il 15 gennaio, e quella di Varese del 3 dicembre il 21 gennaio. Per le date recuperate sono validi i biglietti già acquistati.
Il tour "Crescendo" riprenderà con regolarità da Verona (5/6 dicembre, Palasport) e proseguirà con le date di Trieste (8 dicembre, Palatrieste), Trento (10/11 dicembre, Palasport), Arezzo (13 dicembre, Centro Affari), Montecatini (PT) (15 dicembre, Palasport), Cuneo (17 dicembre, Palasport)."


CRESCENDO...LA SFORTUNA

Dopo i fatti del concerto di Genova di alcune sere fa (concerto sospeso, risse e intervento della polizia per le gravi carenze degli organizzatori nella vendita dei biglietti), continua il CRESCENDO... di sfortuna....


Malore di Baglioni sul palco, sospeso il concerto
Mancavano tre canzoni alla fine del primo dei due concerti di Claudio Baglioni al palasport di Treviglio. Dall'inizio dello
spettacolo, davanti a una platea di 3.500 persone entusiaste, erano passate quasi tre ore di musica intensa e coinvolgente.
Ma all'improvviso il cantante ha avuto un malore, un lieve mancamento, si è accasciato sul palco ed è stato accompagnato
dietro le quinte e, successivamente, al pronto soccorso dell'ospedale di Treviglio per accertamenti.

Claudio Baglioni ha perso l'equilibrio e si è ferito contro lo spigolo aguzzo della struttura: un taglio alla gamba che ha
reso necessario il trasporto al pronto soccorso dell'ospedale. Il concerto quindi, poco dopo le 23.30, è stato sospeso. Un
addetto dell'organizzazione è salito sul palco per dare l'annuncio: «Nulla di grave, ma Claudio non può tornare in scena».


da "L'Eco di Bergamo" (27/11/2003)












mercoledì, novembre 19, 2003

C’è un viaggio da ricominciare per tutti noi.

Un sogno che non muore ancora, deve rivivere.

La tristezza deve abbandonarci, deve far posto alla speranza.

Rimane un unico grande abbraccio che in questo tempo ci ha fatto sentire meno soli.

Quando un nuovo freddo scenderà a tagliare il cuore di ognuno,

il calore di quell’abbraccio renderà la sua lama meno tagliente.

Si ricomincia...

Perchè il sogno è sempre...

domenica, novembre 16, 2003

Quei ragazzi che non ci sono più hanno forse sognato ciò che oggi noi abbiamo la fortuna di continuare a sognare.

L'Italia piange i suoi figli ma anche il sogno della pace...è sempre.

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LA PACE E' DIFFICILE PIU' FACILE E' UCCIDERE di Claudio Baglioni

"Giochiamo ai buoni e ai cattivi?" - "Si, ma come si gioca?" - "E facile: i buoni dicono chi sono cattivi!"
Cito a memoria - da una vecchia frase dei Peanuts - quello che mi è sempre sembrato un paradigma particolarmente efficace della semplicità, agghiacciante, con cui produciamo il vibrione della guerra. L'unica malattia mortale che l'uomo non contrae, ma genera. Guerra e pace sono parole difficili da usare. Troppo grandi per il dizionario tascabile della coscienza. Un'edizione, ormai, così ridotta da non riuscire a contenere il senso autentico delle parole. Parole che, forse per questa grandezza comune, siamo indotti a considerare sullo stesso piano. Ma non è così. La pace è difficile. La guerra è facile. Si fa. E Basta. La pace si conquista. La guerra è conquista. Non c'è alcun merito nella guerra, perché i meriti li incarna tutta la pace. La guerra contiene in sé solo i rischi: gli stessi rischi che la pace è capace di annullare con il semplice apparire. La pace è progetto. La guerra, rigetto. Al contrario di quello che i cattivi maestri del passato e del presente predicano, la guerra non è necessaria alla pace.
Così come la pena di morte, infatti, non è mai riuscita (né mai riuscirà) ad eliminare il crimine, la guerra non è mai stata, né sarà mai necessaria alla pace. Altrimenti, a quest'ora, con tutte le guerre che ci sono state, non solo il mondo avrebbe, da lungo tempo, debellato tutti i propri mali, ma avrebbe maturato un tale crediti di pace, da garantirsi una prospettiva millenaria di crescita e sviluppo in piena serenità e armonia. Purtroppo, invece, ogni giorno, sotto i nostri occhi, va in onda l'evidenza del contrario. Se c'è qualcosa di necessario alla pace, è la giustizia. Visto che, senza giustizia, la guerra diviene un passaggio obbligato e la parola tace un insieme vuoto di quattro lettere che ci riuniscono solo per inutili occasioni di circostanza. Riconosciamolo una volta per tutte: chi predicava che la storia è maestra di vita, sbagliava. La storia - almeno in questo - non ha mai insegnato niente a nessuno. Non perché sia una cattiva maestra, ma perché ha tra le mani un pessimo scolaro. Un perenne ripetente (dalla memoria scandalosamente corta), non ha capito - ad esempio - che dividere risorse e ricchezze significa moltiplicare e non perdere. E, invece, no. Sazi delle infinite varianti del più qualunquistico dei luoghi comuni: "così è la vita", consideriamo la guerra il gas di scarico inevitabile al funzionamento del veicolo-mondo, senza capire che queste emissioni letali significano una sola cosa: che dobbiamo riprogettare il motore. Arrendersi all'idea che la guerra sia un l'unica soluzione è un insulto. Un insulto alla intelligenza dell'uomo. Cosi come è inutile e deprimente doversi schierare ogni volta sull'avamposto della pace. La guerra è l'unico gioco che non ha vincitori. Siamo tutti vinti. Eppure non ci riesce di smettere di giocare. Forse perché giocare alla pace è più noioso. O, forse, perché non fa gioco a nessuno. E questo è un gioco più grande dei giocatori. E' lui che gioca con noi, con la nostra storia, con le nostre speranze, i nostri destini. E ogni giorno - per quanto triste e dolorosa sia stata la nottata che l'umanità si è finalmente lasciata alle spalle - ci porta a rituffarci nello stesso pozzo nero dal quale abbiamo appena tirato fuori la testa. Fino a quando non impareremo - come diceva un illuminato americano - che "non c'è mai stata una buona guerra o una cattiva pace" e troveremo la forza, la lucidità e il coraggio di licenziare il croupier e dichiarare solamente la pace.






venerdì, novembre 14, 2003

Sorrisi&BaglioniTV

Le riflessioni sulla partecipazione di Baglioni al Costanzo Show sono "finite" persino su "Sorrisi e Canzoni TV"

Grazie Silvia!

http://www.sorrisi.com/sorrisi/ivostrisiti/art023001006110.jsp

martedì, novembre 11, 2003

ClaudioBaglioniShow (commenti di una serata)
Confesso che temevo un pò la partecipazione di Baglioni al circo mediatico del Costanzo Show, una trasmissione che a volte stritola i suoi miti e innalza i suoi falsi miti.
Ma mi sono dovuto ricredere quasi subito. Ho visto un Costanzo remissivo, quasi sottoposto a un timore reverenziale piuttosto raro per il conduttore, di fronte a un Baglioni come non mai privo di remore a raccontarsi. Ho visto anche (ed era ora, finalmente!) giornalisti di calibro e non, porre domande intelligenti, e non le solite banalità da incompetenti. Una su tutte, quella sulle droghe leggere, ha costretto Baglioni a prendere posizione su un tema scottante e lui lo ha fatto, non senza difficoltà, ma molto chiaramente. Era la risposta che mi attendevo da Claudio che ancora una volta si conferma il cantante dei valori, dei contenuti, ieri meno ingessato che mai, molto vero, ruspante,a tratti quasi commosso e sinceramente stupito dalle storie che in sala testimoniavano l'affetto della sua gente.
Claudio Baglioni uomo, quando riappaiono i genitori in video, abbatte la maschera del personaggio, ieri sera comunque e come sempre ridotta ai minimi termini, e non esita a mostrarsi per cio che è, dando anche il giusto tributo a chi gli ha permesso di essere ciò che è oggi: "lui oggi mi segue da un pò più lontano".
Sinceramente imbarazzato quando il conduttore mostra, come da copione, il suo CD alla telecamera che impietosa mostra anche tutti i segni dell'età che avanza, ma per Claudio "non si è mai arrivati". E si vede che lui ancora sta compiendo un suo percorso, sembra a volte che sia ancora agli inizi, dalla passione con cui si mette in discussione, a 52 anni, davanti a platee cosi vaste che spesso giudicano dalle apparenze, macinano i propri miti come tritacarne, sono impietose e ingrate verso chi concede emozioni con la E maiuscola.
Claudio e le donne, difficoltà a raccontarsi in modo non ironico, ma i suoi occhi brillano veramente quando parla della mamma, che "organizzava i pulmann per i parenti dell'Umbria" e alla fine teneramente dice "spero che continui a seguirmi ancora per tanto tempo". E sta tutta qui la sostanza di un cantautore per il quale forse non c'è più posto nel mondo dello showbusiness attuale, ma che resta più di ogni altro nel cuore della gente che lo segue da decenni con stima immutata, anzi se possibile in un continuo CRESCENDO (come il titolo che ha inteso dare alla sua nuova tourneè). E lui sente il calore della gente, che ho continuato a seguirlo anche quando i suoi testi si sono fatti di difficile comprensione, quando è uscito definitivamente dal clichè di "cantautore popolare" che ancora si porta addosso ma che non lo imbarazza, "mi è sempre piaciuto sentirmi definire un cantante popolare". Forse Baglioni vuol trasmettere ancora una volta il messaggio che forse noi siamo ciò che siamo stati, ad esempio quando racconta degli inizi difficili, del famoso "divano letto che tutte le sere si tirava su", vuole invitarci a non perdere mai di vista ciò che abbiamo ottenuto a prezzo di enormi sacrifici nella vita, nulla ci è regalato nemmeno l'affetto dei genitori, come i suoi che quasi lo costrinsero a partecipare all'edizione del '91, lui timido, introverso, pieno di paure.
Ed è ammirevole quando parla della sua crociata contro la pirateria. Le sue parole intaccano la coscienza di ciascuno di noi che ci cibiamo oramai della "falsa musica". Sta qui tutta la sostanza di Claudio Baglioni di oggi, nel suo appello che a molti può apparire patetico o di comodo, ma che per chi sente da vicino l'amore che mette nelle cose che fa e l'amore che trasmette con le sue canzoni, racchiude la genuinità e l'essere vero di un autore per cui forse oggi non c'è più posto, ma che rende meno duro il viaggio di chi lo ama e meno evanescente il sogno che ci portiamo dentro.

Alex

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Le mie impressioni sono state positive, Claudio e' riuscito a domare quella lente deformante dello schermo mostrando una certa sicurezza e tranquillita' nonche' ironia. Anche se ascoltati e riascoltati, sempre carini gli aneddoti specialmente quando, nel raccontarli di nuovo, ci si diverte pure lui:-))) La voce sempre piu' calda :-)) e molto caldo e' stato il momento in cui un frammento di video risalente agli anni 90 ha portato in studio oltra alla sua mamma .... anche il suo papa'... Beh, insomma, personalmente ho trovato il tutto positivo. Quando Claudio si racconta starei a ore ad ascoltarlo:-)) quindi ben vengano anche le domande dei giornalisti alle quali Claudio risponde spaziando in lungo e in largo nel suo passato Beh, che altro aggiungere... Claudio non ci rimane che aspettarti, questo CRESCENDO finale d'attesa... ci portera' incontro ad un altrettanto CRESCENDO: L'inizio.

Silvia www.unaparolaperte.net

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Ho visto Claudione ieri notte!!! Che dire, emozionantissimo, soprattutto quando ha cantato Yesterday e Poster. Per motivi personali, devo dire che è stato difficile reggere fino alla fine... difficile sentire canzoni d'amore in questo periodo, Baglioni mi fa ancora troppa paura... è stata una grande colonna sonora. Comunque un grande Claudio, come sempre!!!

Diana http://nuvolasenzainverno.splinder.it

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Sai cosa mi ha colpito molto? l'inizio, Claudio molto emozionato con la voce che gli tremava un po' e credo, unicamente per ritrovarsi in quel posto dopo 13 anni e pensare a chi allora era in prima fila con gli occhi che brillano d'amore e d'orgoglio ed ora lo segue da lontano....poi, passato quel momento è stato lui il padrone della scena...GRANDE!! Come sempre!

Patrizia http://ilsolelaluna.splinder.it

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Ciao a tutti quelli che, come me, amano Claudio!! Io non ho un sito personale.. mi chiamo Valentina e scrivo dalla Sicilia. Claudio al Costanzo Show.. che dire: tantissime cose mi vengono in mente, ma sarebbe troppo lungo scriverle tutte; allora cercherò di riassumerle in poche righe.. anche per non rischiare di annoiarVi! Claudio è stato magnifico come non mai, trovandosi davanti alle telecamere televisive (cosa, in genere, non molto amata da Lui), e dentro a quel teatro, dove è stato "circondato" da un pubblico così fitto e bramoso di sapere quanto di sè avrebbe potuto regalare in quelle poche ore... A me ha regalato tanta emozione, vedere come un uomo, considerato da moltissimi come un'idolo, sia invece una persona come tutti noi, capace di raccontarsi con semplicità e autoironia.. e divertirsi mentre lo fà.. Il tempo, le esperienze, gli amori lo hanno maturato e, forse, cambiato...rispetto al Claudio che mi sembrava di conoscere o percepire fino a un po' di anni addietro; anche il Suo rapporto con la gente, i fan's, è cambiato.. in meglio.. anche a Suo stesso dire!! questo è vero: adesso Si concede molto di più.. non è più la persona schiva e riservata di un tempo! E lo ha dimostrato, permettetemi.. in maniera egregia, anche al MCS!! Dal canto suo, il padrone di casa, non ha potuto far altro che constatare "l'uomo.. Baglioni", nonchè l'artista che è in Lui, lasciando molto libero Claudio e senza, per una delle poche volte, contestare, polemizzare o mettere in ridicolo ogni singola parola venisse detta dal pubblico, dai gionalisti e dallo stesso Claudio!! Insomma, a mio modesto parere, meglio di così non poteva andare!! Per questo mi sento di dire: Grazie Maurizio!! per aver dato la possibilità a Claudio di raccontarsi, non solo come artista, ma come uomo... al Suo pubblico!

Valentina

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Solo adesso ho acceso questa notte di "cristalli liquidi" dopo quello che è successo lunedi. Ho 26 anni, li ho compiuti due lunedi fa, nella mia casa e mentre entrava la sua voce da tutte le porte che la mia anima e casa potessero esistere, quella voce, quella musica trasmettevano emozioni indescrivibili che vanno dall'odio all'amore, dalla gioia alla tristezza, dalla noia alla felicità, dalla solitudine allo stare assieme; quella voce che ha scaldato il mio cuore rendendolo più rosso del normale, quella voce che ha trasformato le mie vene in autostrade mi appartiene, è un pò come se fosse mia. Lunedi quella voce che ascolto da quando ero un "PICCOLO SOGNATORE" ha pronunciato il mio nome e cognome! Dicei minuti interminabili e velocissimi, due foto, un abbraccio e quelle sue "pacche" sulla mia spalla quasi come per rassicurarmi e dire: "stai calmo sono qui!", la richiesta di un bacio e il suo dire:"certo!", lunedì ho ascoltato il suo profumo, parlato con lui; gli ho trasmesso 26 anni di emozioni in solo tre o quattro parole. Lunedì ho conosciuto CLAUDIO BAGLIONI. Dino, grazie! grazie per aver realizzato il mio sogno! grazie per aver reso ancora più grande questo cuore che non si è mai raffreddato; le mie orecchie ti ringraziano per aver sentito pronunciare il mio nome e cognome da quella voce che, dalle casse, entrava nella mente di questo "PICCOLO SOGNATORE". Lunedi usciva dalla sua bocca nelle orecchie di questo "GRANDE SOGNATORE". A presto.

Carletto

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lunedì, novembre 10, 2003

QUESTA SERA ALLE ORE 23.00

PUNTATA DEL

MAURIZIO COSTANZO SHOW

INTERAMENTE DEDICATA A:

CLAUDIO

BAGLIONI

domenica, novembre 09, 2003

L'Italia di Camilleri.

Si è detto e scritto tantissimo su Andrea Camilleri, sceneggiatore prestato alla letteratura in tarda età.

Mi incuriosisce sempre andare alla ricerca delle possibili motivazioni di un successo di un autore contemporaneo, nonostante la mia prevenzione di fondo verso i "fenomeni letterari" tout-court. E cosi negli anni ho provato a scoprire autori come Susanna Tamaro, Andrea De Carlo, fino ai più recenti Erri De Luca e Margaret Mazzantini, abbandonando temporaneamente la mia propensione per il classici della letteratura mondiale. E’ ovvio che bisogna accostarsi a questi "fenomeni letterari" con animo scevro da pregiudizi. Se, nel caso della Tamaro, la ripugnanza provata nel leggere il suo "Và dove ti porta il cuore"è stata per così dire ripagata dai successivi fiaschi letterari dell’autrice triestina, non altrettanto si può dire degli altri che ho citato che più o meno mi hanno lasciato diversi spunti di riflessione.

E torniamo a Camilleri, che macina vendite stratosferiche oramai da anni. Presentato alla grande attenzione come un vegliardo che improvisamente, di punto in bianco si è messo a fare lo scrittore, e già qui ci troviamo di fronte a una grossa forzatura, oggi Camilleri ha anche il suo fans-club con cui per caso mi sono imbattuto sul web. Originale nella prosa dialettale, non c’è che dire, anche simpatico, spiritosamente scorrevole, ma a mio giudizio povero di contenuti. Diciamo che forse la Sicilia di oggi non merita "solo" un Camilleri per rappresentarla, dopo che gente come Verga, De Roberto, Tomasi di Lampedusa fino a Sciascia avevano descritto l’universo siciliano senza mediazioni di tipo commerciale, lessicale, mass-mediatico come Camilleri sembra fare.

Forse i romanzi che descrivono la Sicilia ottocentesca, a tratti anche geniali, rendono più giustizia a questo scrittore "antico" col gusto della modernità. E secondo me i limiti pesanti di una prosa stucchevole e vuota vengono fuori tutti con la rappresentazione dell’Italia di oggi, incarnata dal personaggio del Commissario Montalbano. Gli intrecci polizieschi sono sullo sfondo di un tentativo di produrre un personaggio umano ma non saggio a tal punto da fare il moralizzatore dei costumi, in fin dei conti un arrivista che mal si pone, anzi non si pone per niente di fronte al problema della mafia (ma Camilleri sa che esiste ancora in Sicilia e non solo?). George Simenon, maestro ineguagliabile del genere, riesce a dare completezza ai suoi romanzi pur brevissimi, Camilleri, ma il paragone già mi sembra irriverente, lascia alquanto perplessi.

Non so, ho paura che possa esistere una Sicilia reale come quella descritta da Camilleri. Ho paura anche dei Montalbano che si aggirano nei commissariati di provincia. Ma non che ci sia un’Italia in cui uno scrittore, spinto da una gigantesca operazione commerciale, non disdegna di lasciare la sua vecchia casa editrice per pubblicare sulla casa editrice che di fatto appartiene a colui che svillaneggia nei suoi libri in maniera poco brillante. Quella Italia c’è già, è la nostra Italia delle ipocrisie e della non-cultura.

venerdì, novembre 07, 2003

Dagli il via!

Qui sotto locandina ufficiale dell'imminente tour di Claudio Baglioni.

Si preannuncia un grande successo di pubblico, a poco più di due settimane dal via.

Ci sono già due "esauriti" per cui si è resa necessaria una data aggiuntiva a Torino e a Treviglio (BG).

Anche a Verona, raddoppiata la data, in previsione del tutto esaurito.

E intanto Baglioni diventa "crociato" contro la pirateria musicale. Ha presentato ieri una denuncia contro ignoti ai Carabinieri per violazione dei diritti d'autore da parte di un noto provider internet (senza fare nomi....libero.it) che avrebbe posto in vendita sul web il DVD del concertone estivo, prima della sua uscita nei negozi e ad un prezzo inferiore al previsto.

giovedì, novembre 06, 2003

IX RADUNO CLAB

Il IX Raduno Clab si terrà al Palaghiaccio di Marino (Roma) il giorno 20 Dicembre, con inizio alle ore 17.00 (apertura cancelli ore 15.00)

Per partecipare al raduno è necessario presentare la tessera Clab, con validità precedente al 30 novembre e un documento di riconoscimento.

Per ulteriori informazioni cliccare qui http://www.doremifasol.org/9RadunoCLAB.htm#

mercoledì, novembre 05, 2003

Tour invernale: 2 nuove date.

La Gazzetta dello Sport ha pubblicato la notizia che sono state aggiunte due nuove date al tour invernale di Claudio Baglioni:

  • 10 Febbraio 2004 Palasport di Marsala

  • 24 Febbraio 2004 Palatricalle di Chieti

martedì, novembre 04, 2003

4 NOVEMBRE 2003

FESTA DELL'UNITA' NAZIONALE

Ecco il testo del Bollettino della Vittoria, il documento ufficiale emesso dal Comando Supremo che annunciava la disfatta nemica.

Il testo, fuso nel bronzo delle artiglierie catturate al nemico, è esposto in tutte le Caserme d'Italia. Ovunque sia a portata, senza cioè il bisogno di arrampicarsi su sedie o scale per raggiungerlo, l'unica parte sempre lucida sono state le parole "...è finita." divenute profetiche per generazioni di militari di leva.


Comando Supremo, 4 Novembre 1918, ore 12

La guerra contro l'Austria-Ungheria che, sotto l'alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l'Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 Maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi è vinta.

La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso Ottobre ed alla quale prendevano parte cinquantuna divisioni italiane, tre britanniche, due francesi, una cecoslovacca ed un reggimento americano, contro settantatre divisioni austroungariche, è finita.

La fulminea e arditissima avanzata del XXIX corpo d'armata su Trento, sbarrando le vie della ritirata alle armate nemiche del Trentino, travolte ad occidente dalle truppe della VII armata e ad oriente da quelle della I, VI e IV, ha determinato ieri lo sfacelo totale della fronte avversaria. Dal Brenta al Torre l'irresistibile slancio della XII, dell'VIII, della X armata e delle divisioni di cavalleria, ricaccia sempre più indietro il nemico fuggente.

Nella pianura, S.A.R. il Duca d'Aosta avanza rapidamente alla testa della sua invitta III armata, anelante di ritornare sulle posizioni da essa già vittoriosamente conquistate, che mai aveva perdute.

L'Esercito Austro-Ungarico è annientato: esso ha subito perdite gravissime nell'accanita resistenza dei primi giorni e nell'inseguimento ha perdute quantità ingentissime di materiale di ogni sorta e pressoché per intero i suoi magazzini e i depositi. Ha lasciato finora nelle nostre mani circa trecento mila prigionieri con interi stati maggiori e non meno di cinque mila cannoni.

I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli, che avevano disceso con orgogliosa sicurezza.

Diaz

Troppo frettolosamente, a mio avviso si cerca di archiviare il ricordo di una delle più grandi tragedie della storia dell'umanità. Forse perchè altre tragedie si sono ad essa sovrapposte. Il proclama della Vittoria è solo la parola fine di questa tragedia, scritta con il sangue di 680.000 nostri connazionali. Tante storie, tanti racconti, tante lettere, spulciate qua e là, una delle tante qui http://web.infinito.it/utenti/e/essere/giacomel/riviera.htm

Solo per non cadere nell'oblìo che troppo frettolosamente, annulla le nostre coscienze.

















lunedì, novembre 03, 2003

Claudio

Baglioni

commendatore !!!

ROMA 3 NOVEMBRE 2003 - Claudio Baglioni diventa commendatore. In occasione del 4 novembre il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha insignito alcuni cittadini per il lavoro svolto nella societa' in favore della solidarieta' sociale, dell'impegno civile, dell'arte, della letteratura, della musica, dell'imprenditoria, della ricerca, dell'universita' e della formazione.

Altri personaggi del mondo dello spettacolo hanno ottenuto le prestigiose onorificenze. Si tratta del regista Marco Tullio Giordana, del cantante Lucio Dalla (Grande Ufficiale), il musicista Mario Vio (Grande Ufficiale), il direttore d'orchestra William Mason (commendatore), il cantante lirico Salvatore Puma (commendatore
).



domenica, novembre 02, 2003

Il tema della morte trattato da molti grandi pensatori, da Seneca a Kirkegaard, fino a Foscolo, solo per citarne alcuni, rimane forse ancora di impaccio alle nostre discussioni quotidiane, quasi sempre rimosso, esorcizzato, in qualche modo evitato.

Leggevo alcuni pensieri di Seneca in proposito, di grande modernità secondo me che possono stimolare la riflessione in un giorno tradizionalmente dedicato al ricordo dei defunti (non si sa quanto per convinzione e quanto per convenzione):

"Nessun male è grande se è l’ultimo. La morte ti viene incontro. La dovresti temere se potesse rimanere con te. Ma o non è ancora arrivata o passa oltre. Non può vivere bene chi si preoccupa troppo di prolungare la vita. Preparati ogni giorno a lasciarla. Alcuni non vogliono vivere e non sanno morire. Possedere un bene non serve a niente se non sei pronto a perderlo. La sorte non ha innalzato nessuno tanto da non ritorcere contro di lui quanto gli aveva concesso di fare. Chiunque disprezzi la propria vita è padrone della tua. Chi si adatta bene alla povertà è ricco. "

Commento alle "Epistolae Morales ad Lucilium" di Seneca.

Dante, Inf. V, 31-33
La bufera infernal, che mai non resta,
mena li spirti con la sua rapina;
voltando e percotendo li molesta.




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