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E' il blog dei viaggiatori, dei sognatori, come Claudio Baglioni, come tanti, come me, di chi crede che oltre non c'è il nulla nè un totale, ma solo un altro sogno da inseguire...

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martedì, ottobre 28, 2003

Una parola per...voi

Desidero ringraziare tutti gli amici del sito http://www.unaparolaperte.net ispirati magistralmente dalla fantastica Silvia , per aver voluto visitare questo piccolo angolo di cielo dove un sogno è ancora libero...

Invito tutti coloro che hanno voglia di sognare e di capire cosa c'è dietro noi pazzi-sognatori-viaggiatori che seguiamo Claudio Baglioni a dare un'occhiata ai nostri racconti, che in fondo altro non sono che amore per la vita e amore di condividerli ancorassieme... http://www.unaparolaperte.net/concerto.htm

sabato, ottobre 25, 2003

Baglioni - Morandi: emozioni in diretta!

Straordinario il duetto tra Claudio Baglioni e Gianni Morandi questa sera a Torno Sabato...e Tre!, la trasmissione di Giorgio Panariello. I due cantanti hanno iniziato il mini-show rigorosamente dal vivo con un classico degli anni 60, "Io che amo solo te", per poi proseguire con "Poster" e "Un mondo d'amore" con finale trascinante a cui ha partecipato anche Paolo Belli.

Vorrei dedicare quelche ora di ascolto a questa stupenda canzone (che farĂ  da sottofondo al blog per i prossimi 3 giorni) , scritta da Sergio Endrigo e stasera rivisitata da Claudio e Gianni, "Io che amo solo te" e relativo testo qui sotto:

Io Che Amo Solo Te.
(Sergio Endrigo).

C'è gente che ha avuto,
mille cose
Tutto il bene, tutto il male del mondo
Io ho avuto solo te,
E non ti perderò,
Non ti lascerò,
Per cercare nuove aventure.

C'è gente che ama mille cose
E si perde per le strade del mondo,
Io che amo solo te,
Io mi fermerò,
E ti regalerò
Quel che resta della mia gioventĂş.

Io che amo solo te,
Io mi fermerò
E ti regalerò
Quel che resta della mia gioventĂş.

C'e' gente che ama mille cose
e si perde per le strade del mondo.
Io che amo solo te,
io mi fermerò
e ti regalerò
quel che resta
della mia gioventĂą.




























Il piccolo principe e le stelle...

  • "Le stelle non sono le stesse per tutti gli uomini. Per gli uni, quelli che viaggiano, le stelle sono delle guide. Per altri non sono che piccole luci. Per altri, che sono sapienti, sono problemi. Per il mio uomo d’affari erano oro. Ma tutte queste stelle stanno zitte. Tu, avrai delle stelle come nessuno ha..."
  • "Che cosa vuoi dire?"
  • "Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, allora sarĂ  per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere"
  • E rise ancora.
  • "E quando ti sarai consolato (ci si consola sempre), sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, così, per il piacere... E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu dirai:-"Si, le stelle mi fanno sempre ridere!" E ti crederanno pazzo. T’avrò fatto un brutto scherzo..."
  • E rise ancora.
  • "SarĂ  come se t’avessi dato, invece delle stelle, mucchi di sonagli che sanno ridere..."

da "Il piccolo principe" (Antoine de Saint-Exupéry)

venerdì, ottobre 24, 2003

Sotto il davanzale della mia finestra-finestra sul mondo ci sono due piccioni che tubano. Ho creduto di riconoscere un lui e una lei. Un bacio lunghissimo. In fondo se consideriamo la vita media dei piccioni due colpi di becco che durano in tutto 5 secondi possono rappresentare un bacio simile a quello fra Ingrid Bergman e Cary Grant in Notorius. Dopo un pò lei, o meglio l’animale che ho creduto si identificasse con la lei della situazione, si sdraia supina e lui salta in piedi sulla sua schiena. Come a dire, "tu sei mia, appartieni a me, ora sono problemi tuoi se vuoi cornificarmi con un bel piccione grassoccio e paffuto nonchè veneziano dotato di colombaia sulla piazza San Marco. Io credo almeno che tu sia mia, ma sì, lasciamelo credere".

In fondo noi uomini-uomini non siamo simili agli uomini-piccioni? Solo che, pensavo, questi due bellimbusti che vengono a tubare sotto la mia finestra-finestra sul mondo mentre ancora fatico a mettere a fuoco il mondo dopo la sbornia più colossale della mia vita, non si preoccupano minimamente del gatto che li osserva, della cenere che gli casca addosso, del grigio grigiore che li sovrasta. Particolari che lasciano a noi uomini-uomini. Forse hanno gli stessi problemi di noialtri a dover cercare un luogo dove la nostra compagna stia al calduccio, eccetto per il fatto che non devono pensare a pagare un affitto improponibile o un indegno mutuo. Ecco basta solo un goccio per impedirci di vedere ciò che i piccioni non vedono normalmente per loro natura. E noi uomini-uomini, di natura divina come siamo, noi riusciamo più a capire nemmeno la differenza tra un bacio e un colpo di labbra a volte.

La finestra-finestra sul mondo a volte appare piccola, maledettamente piccola...

mercoledì, ottobre 22, 2003

Il letto un nido caldo e i due come pugili che si abbracciano sfiniti lo hanno girato piĂą volte seguendo i quattro angoli della solitudine.

Il letto è in un ventre di balena.

Cucaio si chiuse a chiave e la perse.


Si erigono muri di comunicazione tra le persone. Chi sono io? Quello sempre pronto ad avere una parola di speranza per gli altri, un gesto d'affetto, si io ci sono sempre e pur di esserci per chi dico io mi becco sputi e insulti. Povero demente. Nessuno ti ripaga nella vita di ciò che fai o di ciò che dai. Se ciò che dai di te non corrisponde a ciò che gli altri si aspettano da te, allora sei finito. Quindi devi essere come ciascuno ti vuole. I muri sono fragili quando ognuno domina sè stesso e dona all'altro la capacitĂ  di ascoltare. Se si chiudono le orecchie, gli occhi, se si ritirano le mani, si inaridisce il cuore ecco che un muro di acciaio frantuma la speranza, annienta i sogni. Qualcuno mi ha detto "siamo comunque da soli, le scelte sono nostre, le esperienze sono nostre, i pensieri e le sensazioni sono nostri, e infine la vita, il sognare, il vedere, il sentire, l'ammalarsi, fino ad arrivare alla morte..e' tutto solo e solamente nostro". Soli. In punta di piedi Alex...

martedì, ottobre 21, 2003

Urbino, c'è Baglioni in facoltà!

Doveva essere una mattina come tante altre quella di ieri nella
cittĂ  ducale, con l'affollamento di studenti reso
ancora piĂą fitto dagli ombrelli aperti per ripararsi dalla pioggia e le sedi
universitarie che traboccano perché le lezioni
sono riprese a pieno ritmo, poi . ecco che alla facoltĂ  di Giurisprudenza la
mobilitazione aumenta, c'è quasi la ressa,
quando a sorpresa arriva Claudio Baglioni, sì proprio lui, in carne ed ossa.
Il famoso cantautore accompagna un'amica impegnata a discutere la tesi di
laurea in diritto penale. Per Baglioni, un vero
bagno di folla, calorose strette di mano e un dialogo che si apre con gli
studenti all'insegna della spontaneitĂ  come tra
vecchi amici da sempre.
Claudio era giĂ  stato a Urbino un paio di anni fa a Teatro, ma questa visita
del tutto inattesa e privata è davvero gradita.
"Ho viaggiato sotto la pioggia che ci ha accompagnato da Roma fino qui
perché volevo essere accanto ad Anna Boccardo,
un'amica impegnata a discutere la tesi di laurea in questo ateneo, ma devo
ammettere che la mia scelta è stata favorita anche
dalla voglia di rivedere Urbino, una cittĂ  magica dove si crea una atmosfera
unica!".
Claudio Baglioni si è immerso nel ritmo nel particolare clima di un ateneo.
"Avevo proprio voglia di vivere da vicino le emozioni, il clima che si
respira nell'ambito universitario. Ho mio figlio che
studia legge ed io stesso che presto discuterò la tesi di laurea in
architettura all'universitĂ  La Sapienza di Roma, per cui
l'esperienza di questa mattina me la tengo ben stretta".

(dal "Corriere Adriatico" di oggi)


























lunedì, ottobre 20, 2003

Torno sabato...e Tre!

Claudio Baglioni sarà ospite della trasmissione “Torno Sabato...e Tre” condotta da Giorgio Panariello, in onda sabato 25 ottobre su Rai Uno in prima serata.

La trasmissione andrĂ  in onda in diretta dal Palazzetto dello Sport di Bolzano.

venerdì, ottobre 17, 2003

Cucaio sa che le radici della nostalgia non si fanno strappare.
Che ci si resta attaccati per sempre.
Cucaio aveva desiderato volare solitario alto come un falco lĂ  dove solo il falco va.
Ma era ancora un pulcino bagnato arruffato che appena rotto l'uovo fa i primi passi incerti a percorrere la vita e subito vorrebbe rientrare nel guscio. Così del falco pur non avendo le ali ebbe il naso. Cuore all'assalto saliva sugli alberi in un tempo freccia e arco per vedere oltre i confini del mondo. Dove un sogno era libero e l'aria non era cenere e non c'erano strade per perdersi come nel mare e nel cielo. Adesso pensa a una casa in alto magari avere una sedia sopra tutto il resto e lui sentinella. A vegliare con la sua lancia sul sonno degli uomini e della sua donna.

 




giovedì, ottobre 16, 2003

Non so se coloro che si sentono di vivere la vita da soli, quelli un pò strani, quelli che rifiutano la socialità a tutti i costi, gli eremiti, i barboni per scelta, ma anche gli uomini senza donne, i mariti senza mogli, i figli senza padri, i sognatori senza sogni, siano alla ricerca di un io perduto che trova in sè la propria necessità o non siano piuttosto i veri bisognosi di non essere mai lasciati soli.

Chi dice che sta bene da solo in realtà è solo soprattutto dentro di sè, forse credendo che nessuno possa comprendere la sua solitudine, spesso apparendo anche presuntuosamente tutto pieno della propria presunta superiorità intelletuale.

E' invece è un povero illuso della vita, del mondo, dell'amore, della realtà, allora non resta che il sogno...

martedì, ottobre 14, 2003

Noi lanciatori del cuore

Suonatori d’aria

Noi viaggiatori di dentro

Noi cacciatori di stelle

Attori d’arte varia

Noi scalatori del vento

Noi trovatori del niente

Autori di canzoni

Incantatori per gioco

Noi cercatori di tutto

Pittori d’illusioni

Noi mangiatori senza fuoco

Noi cavalieri di ieri

Pionieri del futuro

Noi forestieri del mondo

Noi guerriglieri di pace

Stranieri oltre il muro

Carovanieri sullo sfondo

Noi musi bianchi o neri

Bambini della fame

Noi prigionieri in un ghetto

Noi numeri con piĂą zeri

Per assissini e trame

Noi poveri senza tetto

Noi duellanti a vita

Emigranti senza terra

Anime urlanti tra bombe

Noi musicanti senza corte

Fanti di una guerra

Lacrime e pianti di tombe

Noi mendicanti di canti

Istanti dell’eterno

Sguardi sognanti a digiuno

Noi saltimbanchi del cielo

Santi dell’inferno

Noi tanti o noi nessuno

Noi no, noi mai piĂą

Se qualcuno si sarĂ  riconosciuto in una sola di queste categorie, allora forse in un tempo lontano, passato o futuro, sarĂ  stato o sarĂ  un piccolo sognatore come me...

giovedì, ottobre 09, 2003

Quando un sogno si materializza...

Per chi avesse perso il concerto-intervista a Claudio Baglioni dell’altra sera andato in onda in diretta contemporaneamente su Video Italia e su Radio Italia, mi permetto di ricordare che "SERATA CON...CLAUDIO BAGLIONI" sarà replicata nella notte tra giovedì 9 e venerdì 10 ottobre alle ore 03.00 am solo su Video Italia e domenica 12 ottobre alle ore 21:00 in contemporanea su Video Italia e Radio Italia.

NON PERDETEVELO!

Claudio ha ripercorso 35 anni di musica eseguendo alla chitarra acustica e al piano brani celeberrimi e brani meno noti al grande pubblico, il tutto rigorosamente dal vivo! E via, una dopo l’altra Notte di Natale, Questo piccolo grande amore, Gira che ti rigira, Amore bello, Cincinnato, E tu come stai, Solo, Strada facendo, Avrai, Buona fortuna, Mille giorni di te e di me, Noi no, Pace, Io sono qui, Cuore d’aliante, Stai su per finire in una stupenda esecuzione dei nuovi pezzi Sono io, Tutto in un abbraccio e Mai più come te.

Ecco le impressioni della conduttrice, Paola Gallo che val la pena di leggere, per la serie...quando un sogno si materializza...

Allora grazie Radio Italia Solo Musica Italiana per il regalo!

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Piccole note a margine di una GRANDE serata con..

(di Paola Gallo)
Lo so che il mio è un piccolo grande amore che poco si confa ad una seria e stimata giornalista, ma siccome, come spesso ho dichiarato, voglio provare a mantenere nel mio cuore quella gioia di amare la musica che avevo da piccola, voglio continuare anche ad avere un mito, il mio mito, quello che non sbaglia e non stona mai. E visto che i miti rimastimi sono due e uno è l'Inter......spero possiate comprendere la gioia di aver condiviso con il mio mito musicale una splendida notte di note e di parole. Quando Radio Italia, prima tra i network a farlo, trasmise un concerto ed un' intervista al mio mito, ero in mezzo al pubblico con la radio in auricolare per poter sentire le sue dichiarazioni. Non mi sono persa mai uno spezzone di trasmissione che lo riguardasse e ho sempre ammirato i giornalisti che lo intervistavano senza perdere la loro dignità..Ed ora anch'io sto dall'altra parte, ieri sera ero io quella dentro alla televisione che lo intervistava e scherzava con lui e questo perché ho inseguito un sogno e ho sempre creduto profondamente a quel gancio in mezzo al cielo. E quando scopri che il tuo mito è intelligente, simpatico, ironico e sagace, oltre che profondo conoscitore di anime, beh non puoi altro che gioire come alla prima promozione scolastica, come al primo bacio, come alle prime vacanze da sola. Lo so che un buon giornalista non dovrebbe mai dichiarare la squadra per la quale tifa, ma io preferisco sventolare bandiere, quando la passione me lo impone e non nascondere le emozioni come fa un bravo chirurgo. Io non so mai qual è la cosa giusta da fare, ma mi fido sempre del mio istinto irrazionale, lo stesso che oggi mi fa dire a Claudio Baglioni: grazie di esistere!


sabato, ottobre 04, 2003

L'abbraccio

Così Claudio Baglioni, durante ciascuna delle serate indimenticabili dell’ultimo tour estivo ha espresso il suo grazie a quanti, come noi, da anni lo amiamo e ci onoriamo di fare una parte del nostro viaggio assieme a lui. Niente forse più di un abbraccio esprime l’affetto che una persona può provare. L’abbraccio è la massima forma di apertura verso gli altri. Forse se imparassimo ad abbracciare gli altri per trasmettere il nostro amore, anche i nostri sogni diventerebbero un pò meno irrealizzabili di quello che pensiamo. E io colgo l’occasione di abbracciare idealmente tutti coloro che come me condividono la passione per questo instancabile "viaggiatore".

"E forse in una di queste canzoni ci sono 4 parole che io voglio dirvi per sintetizzare tutto quello che ho pensato sino ad oggi, in tutti questi incontri, in tutte queste serate, in tutto questo fare musica, in questo attraversare giorno dopo giorno quel percorso fatto dalle note, fatto dalla vita, fatto dal sacrificio ma anche dalla grande soddisfazione di fare questo mestiere. E veramente non ci sono parole sufficienti per dire quanto io sia grato a tutti voi e a tutti quelli come voi tutte le volte in cui sono stati intorno a me, vicino a me, di fronte a me, per dirmi che qualcosa che io avevo fatto gli era piaciuta, l’avevano amata, ci avevano passato 5 minuti della loro vita. E credo che io possa dire veramente che quando un giorno ci sarà da dire forse l’ultima frase alla fine dell’ultimo concerto, io vorrei che il ricordo di tutto questo e l’affetto di tutti voi fosse TUTTO IN UN ABBRACCIO".

(Claudio Baglioni)

giovedì, ottobre 02, 2003

"E la speranza è una notte troppo lunga. Il letto un nido caldo e i due come pugili che si abbracciano sfiniti l'hanno girato più volte seguendo i quattro angoli della solitudine. Il letto è in un ventre di balena. Cucaio si chiuse a chiave e la perse. E venne su tra donne odorose. Qualcosa di allegro e 1930 insolite insolute insalate capricciose ombrosità di ascelle voci a colori streghe e fate bambine di cortile vento di ginestra peccati tolti con lo smacchiatore silenzio di occhi cuori nella tormenta l'improvviso. Donne per tutta la vita con i capelli raccolti che poche volte controvoglia scioglievano rivelazione come vederne gli altri peli. Cucaio nel tempo ha avuto altre donne. Sue. Le ha avute senza volerle senza cercarle. Senza capirle."

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