
sabato, agosto 09, 2003ARRIVEDERCI O ADDIO... Il sogno non va in ferie. Il sogno non va in ferie. le persone passano, i viaggiatori si rimettono in cammino. Il sogno e la poesia restano, dentro ciascuna delle anime che hanno lasciato il segno del loro passaggio qui. Ogni anima una storia, ogni storia un sogno, ogni sogno un amore. Vi lascio con questa canzone che è l'emblema della voglia di ritrovarsi, con ciascuna anima, ciascuna storia, ciascun sogno e ancora per dare e ricevere amore. Arrivederci o Addio...forse non è questo che conta...conta che il sogno di ognuno viva fino alla fine del tempo, fino a che si può. Buona vita a tutti i sognatori. Alex Ora che il tempo si e' compiuto gia' con un sorriso muto arrendersi dopo un saluto che è piovuto la' e darsi un po' d'aiuto a perdersi E siamo noi che andiamo via e ci diciamo ciao e non sappiamo poi se sia arrivederci o addio Ora che il nostro viaggio ferma qua e c'è un miraggio nuovo a illuderci fare naufragio sulla realta' poi scrivere un messaggio e attenderci E siamo noi che andiamo via e ci diciamo ciao e non sappiamo poi se sia arrivederci o addio Ora che viversi lontano e' e sara' uccidersi piu' piano che si puo' e prendersi la mano è strano ma come gridarsi invano e ancora un po' E siamo noi che andiamo via e ci diciamo ciao e non sappiamo poi se sia arrivederci o addio Dal carcere del cuore uscire non si puo' volando altrove per finire e ripensarci però il dolore non e' se partire o no non è dove fuggire ma come restarci Ora che non rimane appena che un momento e ne vorremmo cento e mille in piu' c'e' un giuramento da gettare al vento per un appuntamento verso il blu E siamo noi che andiamo via e ci diciamo ciao e non sappiamo poi se sia arrivederci o addio Il brivido di un giorno si fa scuro e va in un abbraccio così duro da staccarsi sara' un ritorno nel futuro e un'altra eta' o ghiaccio puro di un ritorno in cui chiamarsi qua E siamo noi che andiamo via cercando un nome un dio poi come quando e dove sia arrivederci o addio ARRIVEDERCI O ADDIO ARRIVEDERCI O ADDIO Scritto
da alexdio alle ore: 21:17 | commenti (9)
venerdì, agosto 08, 2003
La candela Una calda mattinata di estate. Una candela che si spegne lenta e inesorabile. Non ci sono parole da dire, frasi da tirare fuori dal cilindro delle banalità . La candela non fa più luce. La cera si è sciolta ed ha scottato chi voleva bene. Ora rimane il dolore. E intanto il sole sale come ogni giorno, torna a illuminare chi resta. Ma come è fioca la luce del sole, quando una candela si è spenta. La gente va in vacanza, si diverte, come sempre. Il mare bollente non conosce il dolore. Nessuna parola più potrà rischiarare un sorriso perso, nessuna carezza potrà asciugare una lacrima. "La candela si è spenta...al nascere di un giorno di cui non riesco a vedere la luce". La luce sei tu, illumina chi dall’alba non è più illuminato da una candela che si è spenta. Scritto
da alexdio alle ore: 12:16 | commenti (5)
giovedì, agosto 07, 2003Tra pochi giorni il blog "Il sogno è sempre" chiuderà per ferie...ma i blog possono andare in ferie? O devono essere sempre vigili, sempre attivi, sempre aggiornati? La malattia del futuro...mancanza di ispirazione da blog! Scritto
da alexdio alle ore: 22:37 | commenti (6)
Claudio Baglioni e la nuova musica Mi sembra di grande interesse una recente intervista di Claudio Baglioni rilasciata a Napoli alla vigilia del suo concerto allo stadio S.Paolo: "A volte mi comporto come un compositore che vuol far fare bella figura all’interprete, ma se il brano è troppo esteso, a cantarlo bene ci riesci due volte su cinque. Mi trovo a scrivere intervalli di note di difficoltà palese, per arrivare a melodie quasi volontariamente inerpicate, difficili, con distanze inconsuete fra una nota e l’altra e senza note ripetute. Ci sono passaggi che il pubblico reinterpreta a modo suo. E ti fa nascere dei dubbi. Io e altri siamo cantanti e autori di cose popolari, per la gente, per definizione facili, orecchiabili, comunicative. Ma io tento di uscire da un canto troppo omogeneizzato, e così dai suoni, anche reinventando brani passati e questo non si percepisce molto nella dimensione attuale, nel rituale da stadio, nel grande spazio dove c’è una liturgia da karaoke, tutti cantano, tutti partecipano, anche se in scaletta piazzo momenti non semplici.La musica che facciamo comincia ad avere limiti di composizione, di ripetizione; da dieci anni non c’è più una vera novità . Bisogna provare anche a rompere il tradizionale rito dal vivo". Scritto
da alexdio alle ore: 22:37 | commenti
martedì, agosto 05, 2003Questa strana estate che finisce... Non riesco mai a vedere una cosa al suo inizio. Per me le cose stanno sempre per finire. Anche questa strana estate sta per finire. Eppure ancora non ho avuto la fortuna/sfortuna di farmi un misero giorno di ferie. Estate di atmosfera torrida, opprimente...di ceneriere colme di cicche ributtanti. Manca il respiro in questa estate che finisce. La luce artificiale e intensa del lume si trasfigura attraverso il fumo. Volùte che succhiano quel misero rimasuglio d'aria e avviluppano ogni cosa reale o sognata. Silenzi opprimenti, sempre la stessa faccia alla finestra, la stessa fugura al balcone, la stessa scena in strada. Forse la strada, il balcone, il lume, il silenzio, la luce, il fumo, il sogno, sarebbero diversi se mi decidessi a percepire l'inizio delle cose. Ma per ora la mia estate sta per finire. Forse inizierà alla fine... Scritto
da alexdio alle ore: 21:04 | commenti (4)
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