
lunedì, giugno 30, 2003Addio Katharine. Te ne sei andata. Ecco cosa può essere il sogno. Il fatto che la tua arte parlerà di te alle generazioni future in un tempo talmente lungo che non è più tempo ma diviene sogno. Sogno di un mondo fatto forse di troppi sogni e che, ora che mi scontro con la realtà , sembra cosi lontano e impossibile. Ma senza quel mondo forse io non sarei ciò che sono e non farei ciò che faccio. Eri una delle mie attrici preferite. Incarnavi la donna con la D maiuscola. La bellezza unita alla perfidia, l'ironia alla passionalità pura, la tenacia alla tenerezza. Ricordo quando i lunghi pomeriggi estivi passati a ridere ascoltandoti parlare nella tua lingua. E' proprio vero che le emozioni non hanno lingua, non hanno latitudine. La mimica, lo sguardo, i gesti sono già tutto. Essi mi hanno comunicato un mondo che non conoscevo e che, pur ora cosi lontano, mi fà apprezzare dei valori che mi resteranno molto a lungo. Mi piace pensare che anche tu possa essere l'angelo di qualcuno, di un qualunque George Bayley che sulla terra avrà bisogno di aiuto. Al prossimo film...
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da alexdio alle ore: 23:34 | commenti (2)
domenica, giugno 29, 2003
IO CANTO PER LA CITTÀ PIÙ VIVA di CLAUDIO BAGLIONI «SONO stato sempre altrove, non so dove, però le cose della vita le ho trovate sulla via di casa mia». Di solito non rubo i versi alle mie canzoni, ma questa era un'occasione speciale e non ho resistito. Chiedo venia. Del resto, credo che una dichiarazione d'amore per questa città la mia città su queste pagine, valga anche un piccolo peccato. Perché non c'è niente come tornare nel posto che mi ha visto nascere due volte uomo e musicista e mi ha regalato emozioni che non sarei mai in grado di raccontare. Quando prima che questa mia avventura avesse inizio le cose non andavano ed ero quasi sul punto di rinunciare, da dietro le persiane accostate di un palazzo sconosciuto mi vennero incontro le note del mio primo 45 giri. Come se lei la città sapesse come sarebbe andata a finire e mi invitasse a tenere duro, a non mollare. E nei momenti nei quali come capita a tutti le cose sembrano non girare, ripenso a quel lontano pomeriggio di periferia e ritrovo sempre la forza per un sorriso e un supplemento di energia. Ma tornare a Roma, più che ritrovare lei (un'affascinante signora che indossa con straordinaria disinvoltura i suoi quasi tremila anni!) è ritrovare se stessi. Una miriade di se stessi, disseminati ovunque. Nei cortili dei palazzi, all'uscita di scuola, agli angoli misteriosi dei primi appuntamenti, nei locali dove ci fingevamo adulti o nelle cantine dove chiedevamo alla musica di spiegarci cosa fosse la vita. Passare in questi angoli significa rivedere gesti e pensieri. Sentire la voce arrochirsi e farsi profonda, specchiarsi per la milionesima volta in una vetrina e scoprirsi, all'improvviso, con i capelli bianchi. Solo a Roma è così. Solo lei custodisce tutti i segreti, con lo sguardo complice di un'amica che non li svelerà mai. E solo lei conosce la paura. La paura di essere di nuovo qui per lei, in quello stesso stadio che cinque anni fa, per la prima volta, apriva ogni angolo di sé alla musica leggera. Una paura che trentacinque anni di musica, ventidue album, mille concerti non hanno cancellato. Ed è sempre lì, compagna fedele, capace di rendere elettrizzante e imprevedibile ogni vigilia. E, allora, non ti resta che cercare di sfruttarne la forza, trasformando in energia la carica di adrenalina che ti scuote alla sola idea di trovarti di nuovo al centro dell'Olimpico. E di energia ce ne vuole e tanta per affrontarlo, perché lì in mezzo ti senti un granello di sabbia su una spiaggia deserta un istante prima che il più burrascoso degli oceani gli scarichi addosso un'onda gigantesca. Forse è proprio perché non ho dimenticato cosa significa tutto questo, che sul prato dell'Olimpico non sarò solo. Ho detto sul prato non a caso, perché non ci sarà un palco. Almeno non nel senso nel quale siamo abituati a immaginarlo. Lo show si svolgerà in uno spazio scenico innovativo realizzato insieme agli studenti dell'Accademia delle Belle Arti che occuperà quasi interamente il prato. Così, non solo offriremo uno spazio molto più grande alla creatività , all'espressività , alla voglia di improvvisazione, ma il pubblico non sarà penalizzato, né dal punto di vista della visuale (la distanza, infatti, sarà dimezzata e uguale per tutti), né da quello della qualità dell'ascolto. Non sarò solo, dicevo, perché, oltre ai sei musicisti della band, ai trenta elementi d'orchestra e ad altrettanti performer, saranno con me centinaia di giovani artisti di strada, atleti, ballerini, fantasisti, con il loro linguaggio, la loro gestualità , la loro straordinaria carica di energia. Una sorta di "live stage", che darà a loro la chance che meritano e a voi il piacere di veder prendere forma nuove emozioni. Tutto questo non perché i grandi spazi chiamino i grandi numeri. Non soffro di mania di gigantismo e non ho in mente un kolossal, ma uno show frutto di una pluralità di esperienze, di sensibilità , di voci, di linguaggi. Non un concerto usa e getta quindi , di quelli che scivolano via secondo il solito, collaudato (ma, ormai, consumato) copione, ma uno spettacolo dinamico, ogni volta diverso, grazie al quale, chi verrà all'Olimpico, non assisterà ad una replica, ma ad una vera e propria prima. Ma la vera novità , non sarà l'orchestra, i performer, i giovani artisti, gli ospiti a sorpresa, né la struttura dinamica dello show. La vera novità saranno le canzoni. So che può sembrare un'affermazione ovvia, ma non è così. La verità è che questo nuovo disco mi ha fatto ritrovare la voglia di riscoprire quelle canzoni che mi hanno dato così tanto e che hanno cercato di regalare una piccola emozione anche a voi. Per questo per la prima volta ho deciso di ripercorrere tutti i momenti più importanti di questi trentacinque anni di musica, riproponendo anche alcuni tra i brani più amati, che non suono più da tempo. Da troppo tempo, forse. Ci sarà , certo, spazio anche per il nuovo album. Non tutto, però. Qualche piccolo assaggio, attraverso quei brani che mi sembrano i più adatti ad essere eseguiti in uno stadio; perché, in fondo, è a questo "Sono io, l'uomo della storia accanto" che debbo questo sguardo nuovo e più leggero sul mondo, insieme al desiderio di incontrarci, ancora, per affrontare, fianco a fianco, un altro pezzo di strada.
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da alexdio alle ore: 22:53 | commenti (3)
venerdì, giugno 27, 2003Melodia italiana Carmen Consoli al Messaggero: "i Tiromancino si mangiano i Coldplay, una melodia di Claudio Baglioni ne vale cento dei Radiohead, i Pooh sono stati scopiazzati". Le vogliamo dare torto?
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da alexdio alle ore: 21:10 | commenti (4)
giovedì, giugno 26, 2003Firenze sogna... Cresce l'attesa per il quarto concerto di Claudio Baglioni. Domani sera l'appuntamento è allo stadio Artemio Franchi di Firenze. L'ospite d'onore che duetterà con il Grande Mago sarà Biagio Antonacci.
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da alexdio alle ore: 18:21 | commenti (2)
mercoledì, giugno 25, 2003Sconosciuto Mi siedo a tavola di un ristorante. Uno di quei ristoranti dove ti fanno sedere in un buco perchè sei da solo e tutto intorno ti devi sorbire gli schiamazzi della gente mentre vorresti trovarti sulla sonda Soyuz a guardare gli uomini dall’alto come formiche. Sì perchè è vero che guardare tutto dall’alto ti cambia il senso delle cose. Una fila di automobiline che ti sembrano uscita da un Disney Store che ti fanno sorridere del traffico, un trenino Lima che si infila in un buco di una collina gruviera che ti vien voglia di tornare bambino, tante piccole lucine che brillano che vorresti schiacciarle una ad una come le bolle di sapone. All’improvviso torno nella realtà , non quella vera, ma solo quella squallida e apparente del ristorante. Un cameriere brizzolato sulla sessantina mi saluta, mi scruta e mi dice senza indugio:-"Ma che cos’ha? E’ annoiato? Guardi che la vita è breve eh!". Rimango basito per qualche attimo. Cerco di giustificarmi dicendo che sono solo un pò accaldato per l’afa insistente. Lui taglia corto:-"E io che cosa dovrei dire che faccio chilometri al giorno con questo caldo?". Il ragionamento non fa una grinza, ha capito che è una puerile scusa, mi sento deriso. Ma mi verrebbe voglia di abbracciare quello sconosciuto. Ma la mia discrezione me lo impedisce. No, non riesco proprio a dirgli che un amico che mi conosce da 20 anni non avrebbe potuto capire il mio stato d’animo da uno sguardo quanto lui, emerito sconosciuto, un brizzolato sulla sessantina che non rivedrò più nella mia vita ma che forse non dimenticherò tanto presto. Basta poco per provare a capire gli altri ed ora mi rimprovererò sempre di non aver mai provato a farlo con i miei simili. Scritto
da alexdio alle ore: 22:29 | commenti (4)
lunedì, giugno 23, 2003" 'A voce 'e Napule " non canta più. ROMA - Il cantante napoletano Sergio Bruni e' morto ieri pomeriggio a Roma. Era stato ricoverato al Santo Spirito per problemi respiratori. Bruni, che lascia la moglie Maria e quattro figlie (Michela, Anna Maria, Adriana e Bruna), era nato a Villaricca (Napoli) il 15 settembre del 1921. La sua canzone piu' celebre e' ''Carmela''. Sergio Bruni e' stato, insieme a Roberto Murolo scomparso per una coincidenza del caso poco tempo fa, l'interprete moderno che piu' di ogni altro ha ridato vitalita' e autorevolezza alla tradizione della canzone napoletana.Il suo stile, fondato su una vocalita' particolare e affinata attraverso uno studio continuo negli anni e' ancora oggi un modello molto imitato per l'essenzialita' e il temperamento drammatico. Nato in un borgo agricolo alla periferia di Napoli il 15 luglio del 1921, Guglielmo Chianese, questo era il suo vero nome, deve l'inizio della sua carriera a una ferita che gli ha pregiudicato l'uso della gamba: Sergio Bruni aveva partecipato infatti nel 1942 alle Quattro giornate di Napoli, l'insurrezione contro i tedeschi durante la quale aveva riportato una grave ferita a una gamba. Nell'ospedale dove era ricoverato ha incontrato Vittorio Parisi, il cantante della celebre orchestra del maestro Anepeta. Parisi aveva intuito il talento di quel giovane che aveva gia' alle spalle una carriera come cantante di matrimoni e di clarinettista e cosi' lo incoraggio' a intraprendere la carriera solista. Da quel momento Sergio Bruni ha cominciato la sua scalata al successo passando attraverso le piu' importanti rassegne della canzone partenopea: nel suo curriculum ci sono varie vittorie al Festival della canzone napoletana oltre a alcune apparizioni al Festival di Sanremo per non dire dei suoi concerti che per un lungo periodo, soprattutto a Napoli, sono stati dei veri e propri eventi popolari. ''Vieneme'n zuonno'', ''Il mare'', ''Marechiaro marechiaro'', ''Bella'', ''Carmela'' sono alcune delle sue composizioni piu' famose alle quali si devono aggiungere tutte quelle piu' celebri della tradizione napoletana. In questo ambito e' da segnalare l'antologia curata insieme a Roberto De Simone. Nonostante un carattere non facile, Sergio Bruni ha avuto un ruolo da protagonista nella canzone italiana. Chitarrista raffinato, e' stato un artista che non ha mai accettato compromessi e che imponeva le proprie condizioni ad ogni suo impegno. Legato profondamente alla sua citta' e alla sua famiglia - negli ultimi anni, quando le sue apparizioni pubbliche erano sempre piu' rare, si esibiva con la figlia - ha sempre mantenuto un rapporto strettissimo con la gente di Napoli. Mantenendo per tutta la vita quelle abitudini quotidiane che sono state ritratte nel teatro di Eduardo De Filippo.
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da alexdio alle ore: 09:16 | commenti (2)
domenica, giugno 22, 2003A Padova con Gianni Morandi. Domani sera, la terza data del tour di Claudio Baglioni toccherà lo stadio Euganeo di Padova. L'ospite della serata sarà Gianni Morandi.
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da alexdio alle ore: 12:29 | commenti (6)
sabato, giugno 21, 2003Si, sono così, peggio per voi... Sì, non mi piace la spiaggia. Non amo calarmi nella massa. Non solo al mare. Vivo giorno dopo giorno, aspettando cosa nemmeno lo so. Vivo in funzione di un sogno che forse mai arriverà Sì, non mi piace comunicare le mie emozioni a chi non è pronto a recepirle. E' oltre un mese che non riesco a leggere un libro e pensare che nell'ultimo anno ne avrò divorati una trentina. Mi aveva preso un'insana passione di leggere, a momenti mi perdevo anche nei foglietti illustrativi delle medicine. Adesso è come se la mia anima si fosse inaridita di quella sete di sapere che da sempre mi consuma. Sì, non mi piace essere come gli altri. Seguire le mode del momento, fare le cose per compiacere chicchessia. Mi piace essere mè stesso, sempre o almeno ci provo. Non me ne frega un tubo di chi mi dà dell'egoista, dell'insensibile, dell'asociale. La vita è mia e ci faccio quello che voglio. Ne pagherò le conseguenze in prima persona. Lo so. Ecco perchè soffro in silenzio, forse dal giorno della mia nascita. Sì, detesto la censura. In tutte le sue forme. Chi si permette di censurare i modi di agire, i pensieri, le forme di comunicazione, i gesti, i modi di essere, censura la mia anima. E poi fanno i girotondi. Ma perchè? Girate nella vostra anima, rigiratela come un calzino. Alla parte buia non ci badate mai. Sì, mi piace Claudio Baglioni. Dov'eravate voi quando lui mi faceva compagnia? Facevate altro, vi siete distratti, tutti presi dalla vostra smà nia di piacervi e di piacere. Una nota mi basta e sono felice. Prende il posto di tutti voi. Nessuno si affanna a capire. Giudicate senza conoscere, conoscete senza approfondire, approfondite senza amare. Sì, sono strano. Mi piaci perchè sei strano bla bla bla. Balle. Sei strano, quindi ti sbatto le porte in faccia, non sei come me, come chi mi circonda e allora và ttene via. A volte basta una poesia per far rivivere la morte che c'è in noi. "l'ipocrisia della realtà e quel che dai di te mai niente te lo porterà più via la poesia è come un'idea non cerca verità la crea" Scritto
da alexdio alle ore: 13:58 | commenti (6)
martedì, giugno 17, 2003
"...e meglio è amare e perdere che vincere e non amare mai..." Riflettevo su questa frase, bellissima ma anche amara. Essa riassume le due facce della vita. Si dà l’anima per amare, specie dopo aver per tanto tempo perso. E si ricomincia da zero, ci si crede, si costruisce mattone dopo mattone un nuovo amore. Esso non morirà mai, sarà quello della nostra vita, almeno così ci suggerisce una voce che ci incatena dall’orizzonte. Si è guidati dal sogno che mai muore. Ma non sempre si vince. Si torna a perdere. Ma abbiamo amato e amiamo. Sappiamo cosa vuol dire perchè la catena che ci legava si è assottigliata ma non si è spezzata. Abbiamo perso. Ma il sogno ci dice che un giorno vinceremo. E intanto non avremo sprecato il nostro tempo a cercare di strattonare la catena della voce dell’orizzonte. Perchè essa ci resterà dentro per tutto il lungo viaggio e porteremo sempre di sè l’eco addolorata ma che è l’unica cosa che ancora ci rende tutt’uno col sogno. Il ricordo di come abbiamo amato non è mai una sconfitta, ma vittoria nell’amore. Ciascuno troverà il suo "bicchiere d’acqua nelle notti dei suoi guai". Io non smetto ancora di sognarlo. Scritto
da alexdio alle ore: 22:59 | commenti (9)
lunedì, giugno 16, 2003
Milano, iniziato il conto alla rovescia! Per ulteriori info cliccare qui: http://citta.libero.it/eventispeciali/milanoestate/pg1.html (un sentito grazie a Martina Longobardi
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da alexdio alle ore: 12:08 | commenti (5)
domenica, giugno 15, 2003
Via al tour di Baglioni (ieri ad Ancona). Ecco cosa dice la stampa di oggi: Il Corriere Adriatico "Incredibile "notte di note"" "Alla fine è come se la città intera avesse abbracciato Baglioni, in un unico, grande arrivederci" Il Corriere della Sera "L’effetto combinato band, orchestra, coreografia è suggestivo e non di rado trascinante" "E’ in assoluto lo show più veloce, ricco e meno narcisistico della carriera di Baglioni." Il Mattino "Claudio Baglioni sorprende ancora" "Claudione ha sfoderato uno show smisurato, il più ambizioso e incontinente della sua lunga carriera". Il Resto del Carlino "Uno dei più grandi spazi scenici mai planati negli stadi" Scritto
da alexdio alle ore: 17:38 | commenti (4)
C'è un senso per tutto il dolore? "Sapete, in musica ci sono delle note stonate, ci sono spesso degli accordi dissonanti, così come nella vita ci sono storie infelici ed anche nelle storie felici c’è qualche momento negativo. A me piace pensare -e forse per quello mi si acquieta ogni tanto un po’ di irrequietezza ed anche di malinconia- mi piace pensare che, quando uno guarda tutto dall’alto, trova un senso per tutto e per tutti quanti. È un po’ come se, anche se fossimo solamente un tasto o addirittura solo un meccanismo, ecco, come se senza di noi, senza nessuno di noi, si potesse suonare la sinfonia della vita." CB Scritto
da alexdio alle ore: 15:33 | commenti (1)
Laura a Milano La guest star del concerto di Claudio Baglioni a Milano del prossimo 19 giugno sarà Laura Pausini. Niente male davvero!
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da alexdio alle ore: 10:29 | commenti (2)
sabato, giugno 14, 2003"E si ritorna a scendere in pista", un viaggio cessa, un altro ricomincia, nell'afa ma non nel calore di un sorriso o di un'anima che riluce. Grazie a chi ha trasmesso, grazie a chi avrebbe potuto farlo ma non lo ha fatto, la speranza non muore mai perchè "VIVI ERAVAMO" e "VIVI TORNEREMO". Scritto
da alexdio alle ore: 11:53 | commenti (4)
martedì, giugno 10, 2003Il sogno è anche andar via per desiderare un giorno il ritorno... Dove vado? Lascio un piccolo indizio fotografico...
Viaggiatori, non smettete di trasmettere....a presto! Scritto
da alexdio alle ore: 14:20 | commenti (3)
lunedì, giugno 09, 2003Il telefono...la tua croce. Ho sempre odiato il telefono. Il telefono come mezzo di comunicazione di emozioni è a dir poco nullo. Eppure chi mi conosce mi vede tutt’uno col telefono. Dai su mettiti al telefono, fai quel dannato numero! Chiama quella persona di cui ignoreresti tranquillamente l’esistenza almeno per un semestre e falle gli auguri, per cosa, non importa, basta che gli fai sti cacchio di auguri. Chiama per far sentire che esisti, perchè se non chiamassi gli altri penserebbero che sei morto e magari non ti chiamerebbero più, cazzo se non usate leggere l’elzeviro leggetevi almeno i necrologi sul quotidiano. Chiama quell’amico, anzi quel pseudo-amico, chè se non lo chiami lui poi dice: ti chiamo sempre io, sei tirchio, se non chiamassi io, come una gara, 7 a 6, sono io in vantaggio, tocca a te. Chiama la signorina della Telecom e litigaci con costanza, chè quando ha una voce orribile non te la puoi manco immaginare suadente-sensuale-peccatrice. Chiama l’azienda, il tassì, l’amministrazione pubblica, chè quando ti mettono su la musichetta insulsa ti girano i coglioni e ti vien voglia di un pezzo di Orietta Berti nel periodo mestruale. Chiama la mamma per dirle che non tornerai a cena, chè guai preparasse la cena e si fredderebbe e sai che dramma esistenziale. Chiama il numero verde della banca e fai come un automa sempre gli stessi codici, chè all’inizio è come imparare i numeri a memoria i numeri estratti al lotto ma poi ti restano nella pelle per tutta la vita salvo quando poi ti servono e non li rammenti, per poi scoprire che il conto in banca se non è il 27 non cresce da solo, pezzo di coglione ci vuole sempre qualcuno che ti ci versi dei soldi sopra, capito asino? Chiama per sentirti dire il tempo è bello, forse ieri era piu caldo di oggi, non trovi che quest’anno faccia piu caldo e meno umido dello scorso anno, chè ti penti di non aver chiamato il colonello Giuliacci, almeno lui ti dice pure le temperature. Chiama e già sai che non risolverai nulla perchè per risolvere un problema il telefono non serve, nemmeno quando chiami il 113 chè non ti rispondono manco se crepi, per risolvere un problema forse serve avere la capacità di sognare ancora la soluzione.
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da alexdio alle ore: 20:58 | commenti (6)
domenica, giugno 08, 2003Il primo ospite sarà Andrea Bocelli Sara' Andrea Bocelli l'ospite d'eccezione che salutera' il debutto del nuovo tour di Claudio Baglioni il 14 giugno allo stadio del Cònero di Ancona. Dopo la prima, il cantautore romano portera' il suo spettacolo in altre sette citta', ogni volta con ospiti diversi. Nelle tre ore di show, Baglioni, accompagnato da un gruppo di sei musicisti e da un'orchestra di oltre 30 elementi, presentera' alcuni brani del suo nuovo album 'Sono io, l'uomo della porta accanto', e altri classici del suo repertorio.
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da alexdio alle ore: 14:34 | commenti (7)
sabato, giugno 07, 2003L'Emozione dello stadio
E' un'emozione senza paragoni. E l'emozione incontenibile di questa vigilia è un po' alleggerita al pensiero che, sabato 14 giugno, al centro dello Stadio del Conero non sarò solo. Mi accompagneranno sei straordinari musicisti, 42 elementi di orchestra, un balletto di 80 persone e quasi un migliaio tra performer, atleti e artisti di strada, che mi aiuteranno a dar vita a qualcosa di più di un semplice concerto: uno spettacolo di suoni, gesti, colori e immagini ogni sera, diverso. E non perché io abbia un particolare gusto per il kolossal o perché -come talvolta si dice- i grandi spazi chiamano i grandi numeri. Al contrario. Proprio come in uno spartito, dove ogni nota ha un valore fondamentale, senza il quale quella musica non sarebbe completa e, comunque, non sarebbe più la stessa musica. E questo accento sull'insieme, sul valore di una molteplicità costituita da diverse individualità è uno dei temi di questo mio nuovo disco. Una riflessione sull'importanza dei tanti "io" che con le loro piccole storie animano la grande storia la quale, senza queste mille anime sconosciute, non sarebbe quell'affascinante linea che conosciamo, ma un confuso insieme di segmenti senza senso. (Fonte: Il Corriere Adriatico)
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da alexdio alle ore: 16:04 | commenti (2)
"Ognuno ha il suo tamburo, ognuno un ritmo, un canto..." ma la gente non può capire...e nemmeno si sforza di farlo...però quanto è difficile vincere il mio muro di gomma... Scritto
da alexdio alle ore: 12:31 | commenti
venerdì, giugno 06, 2003La corda Quando si è a un passo dal "mollare" deve succedere qualcosa di eclatante, qualche evento inaspettato, forzato oppure volontario. Ma se ci si trova ad un solo passo dal "mollare", forse la volontà è già al lumicino ed allora si aspetta che dall'alto ci investa la nostra buona "stella". Ci vuole un terremoto per scuoterci, per restituirci la volontà scomparsa. E se non arriva nulla? Come si fa a lasciare le nostre mani aggrappate alla corda? Saranno oramai sanguinanti, le nostre mani, ma almeno non avremo il rimpianto di non averci provato... Scritto
da alexdio alle ore: 22:24 | commenti (4)
mercoledì, giugno 04, 2003
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da alexdio alle ore: 22:16 | commenti (8)
E’ più facile che un cammello passi nella cruna di un ago o che un povero muoia sotto la lava? Il governatore della Regione Campania (per la cronaca Antonio Bassolino) ha proposto di offrire 25.000 Euro (beh, non di tasca sua, è ovvio) a ciascuna famiglia residente in uno dei comuni vesuviani qualora decidesse di abbandonare la propria abitazione alle falde del vulcano. Ora mi domando e dico: prendiamo un disoccupato o un contrabbandiere di sigarette che magari sta in affitto in un "loculo" a San Sebastiano al Vesuvio. Che farebbe secondo voi? Accetterebbe. E chiamiamolo fesso! Prendiamo un professionista che sta in una casa non principesca ma nemmeno un tugurio, diciamo valore 300-400 milioni. Che farebbe? Manderebbe a ‘fanculo Bassolino. E chiamiamolo fesso pure lui. Ora dico: cosa c’è alla base di queste proposte, al di là dell’ovvietà propagandistico-politica? Forse il pio desiderio di evitare ai "poveri" una morte lavica? "Ricchi" di tutto il Vesuvio, unitevi e votà tevi a San Gennaro, lui sì che ferma la lava...
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da alexdio alle ore: 20:51 | commenti (2)
martedì, giugno 03, 2003
Baglioni spodesta Marylin Manson (ANSA) - ROMA, 3 GIU - A una settimana dall'uscita, il nuovo album di Claudio Baglioni 'Sono io-l'uomo della storia accanto' e' primo in classifica e spodesta Marylin Manson. Il cantautore romano ottiene anche il disco di platino per le oltre 130 mila copie vendute. Al secondo posto un'altra new entry, i Nomadi con 'Nomadi 40', seguiti dai Simply Red, il cui Home passa in terza posizione, da Ricky Martin ('Almas del silencio'), quarto, e Marylin Manson, scivolato in quinta posizione.
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da alexdio alle ore: 19:17 | commenti (4)
lunedì, giugno 02, 2003
E’ sbagliato sognare la vita di George Bailey? Forse si, perchè una vita così non potrà mai esistere. Alcuni diranno...peccato! Altri...meno male! Altri ancora, come me, dicono...in realtà ognuno nella vita è stato e sarà un pò George Bailey. Una scena bellissima che spesso mi torna in mente, specie quando il pensiero ricorrente di non sentirmi utile ad altro che al nulla si impossessa dei miei gesti, è quella in cui George promette a Mary di prendere la luna al laccio... Vorrei prendere la luna al laccio...per qualcuno, forse per me stesso. Questo forse non è solo sognare, ma desiderare di vivere a testa alta. "Volevo essere un grande mago...dar meraviglie agli occhi dei presenti" CB Scritto
da alexdio alle ore: 22:05 | commenti (3)
Festa della Repubblica on-line Anche uno dei più celebri motori di ricerca del mondo festeggia a modo suo il 2 Giugno:
Complimenti per il kitch d'autore! Scritto
da alexdio alle ore: 16:32 | commenti (1)
domenica, giugno 01, 2003
Bloggologìa Cos’è in realtà questa voglia di "postare", di "bloggarsi" e di "auto-bloggarsi"? Non sono ancora riuscito a capire se è: Forse è un pò tutto questo, e anche di più. Ho scoperto che qui le modalità comunicative investono tutti i campi, dallo sputtanamento totale della propria vita sessuale alla pubblicizazione di mega-rosari collettivi in parrocchia! Io lo definirei un mondo a 360°...per non restare sempre a 90°. Scritto
da alexdio alle ore: 14:52 | commenti (6)
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