
sabato, maggio 31, 2003
Camogli in the world Si può vivere parte della propria vita tra banchi del check-in, Eurostar e panini Camogli in Autogrill? Forse sì, e allora ci si rincoglionisce con delle riflessioni insulse. Mi sono sempre chiesto perchè cazzo è stato dato il nome "Camogli" ad un panino? Ok, c'è il Positano, il Capri, il Portofino, il Taormina (manca il Porto Cervo per ragioni politiche?) e fin qui mi posso pure mettere l'anima, anzi lo stomaco in pace. Ma...Camogli?!? Bellissima località , per amor del cielo, ma meno conosciuta di tante altre. Ma non si poteva fare un panino Otranto o Sorrento o Costa Smeralda? Comincio a credere che il responsabile dell'ufficio marketing di Autogrill spa sia di Camogli da almeno 7 generazioni. Molti panini della serie sono stati soppiantati da alcune "new entries", ma il Camogli no. Esso resiste imperterrito all'assalto dei nuovi panini mitologici Ulisse, Icaro etc. Che riflessioni idiote, d'altronde è uno strano sabato di fine maggio. Scritto
da alexdio alle ore: 12:35 | commenti (6)
mercoledì, maggio 28, 2003Volentieri pubblico questo appello: STADI ARANCIONI PER CLAUDIO BAGLIONI Ciao ragazzi!!! In tutta Italia viene organizzata da tutti gli appassionati del grande mito nazionale Claudio Baglioni, una iniziativa del tutto particolare in suo omaggio. Alla nascita di due bellissimi eventi: il nuovo CD appena uscito e il nuovo tour che sta per iniziare; si è pensato di realizzare una grande scenografia di color arancione come grande segno di affetto e partecipazione. E’ tutto molto semplice e di grande impatto. Allora: le date dei superconcerti di Claudio di portata artistica eccezionale, sono:14 giugno - Ancona - Stadio del Conero; 19 giugno - Milano - Stadio G. Meazza; 23 giugno - Padova - Stadio Euganeo; 27 giugno - Firenze -Stadio A. Franchi; 1° luglio - Roma - Stadio Olimpico; 5 luglio - Napoli - Stadio S. Paolo; 12 luglio - Catania - Stadio A. Massimino. Cosa fare? E' semplice. QUANDO VAI AI CONCERTI PORTA CON TE 10 O PIU’ CARTONCINI COLORATI (di circa 40 o 50 cm di lato) da un lato bianco e da un lato arancione. Vengono indicati più di uno, così che, se qualche spettatore che è al nostro fianco ne è sprovvisto, potremo generosamente passargliene.Ma non solo: portiamo con noi un foulard, striscioni, capellini, abbigliamento, palloncini ecc. sempre rigorosamente ARANCIONI per colorare con la nostra presenza tutto lo stadio. QUESTO SARA’ IL NOSTRO IMMENSO MARE D'AURORA… UN ABBRACCIO ARANCIONE LUNGO UN SOGNO PER CLAUDIO BAGLIONI!!! Con i nostrI cartoncini e il nostro arancione simuleremo tutt'insieme in una mega coreografia, la coperitina/arancione/muro del suo nuovo CD. Che aspetti? Corri a procurarti l'arancioneee… e diffondi anche tu a tutti gli altri l’iniziativa!!! Buona vitaaaa!! I FANS Scritto
da alexdio alle ore: 17:32 | commenti (7)
Le magnifiche sette... Queste le fortunate città che saranno toccate dal mega-tour "Sono IO, l'uomo della storia accanto" di ClaudIO BaglIOni:
Ancona (14 giugno) - StadIO del Cònero Milano (19 giugno) - StadIO Giuseppe Meazza Padova (23 giugno) - StadIO Euganeo Firenze (27 giugno) - StadIO Artemio Franchi Roma (01 luglio) - StadIO Olimpico Napoli (05 luglio) - StadIO San Paolo Catania (12 luglio) - StadIO Angelo Massimino Le ultime notizie: le date di Ancona e di Roma sono quasi al "tutto esaurito", nonostante la possibile diretta TV del concerto del 1 Luglio. BaglIOni è da ieri nel suo "quartier generale" ad Ancona dove ha già iniziato le prove dello spettacolo (Hotel Emilia....ma schhhhhh non lo dite in giro
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da alexdio alle ore: 15:13 | commenti (1)
martedì, maggio 27, 2003
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da alexdio alle ore: 22:09 | commenti (2)
Qua mi sono montato proprio la testa.
Volevo stupire con effetti speciali.
Un disastro! Scritto
da alexdio alle ore: 22:09 | commenti
lunedì, maggio 26, 2003Andremo via... in questo viaggIO che chiamiamo tempo... E' bello emozionarsi per un nonnulla. Il sogno è anche emozione e l'emozione è sogno. Sogno di viaggiare mano nella mano con la persona amata. Tornare a casa stanchi dopo una giornata di lavoro. Guidare al tramonto. Stringere una mano che già sappiamo che ci darà forza. Farsi venire un brivido per un accordo. Sentire le gocce del mare sul viso mentre si mescolano alle lacrime piante non si sa perchè. Sentirsi vivo non per il cuore che batte ma per ciò che diamo agli altri di noi. Una volta una persona mi ha detto: ti ringrazio perchè mi hai insegnato a chiedermi il perchè delle cose. Io l'ho guardata negli occhi ma in quel momento guardavo negli occhi della mia anima. Non ricordo mai i sogni, ma le emozioni sì. Nel mio letto questa notte mi sentirò più uomo di ieri. E buonanotte anche a questo "blog", cartone dell'anima. Scritto
da alexdio alle ore: 23:21 | commenti (1)
domenica, maggio 25, 2003Il colore della mia estate quest'anno sarà l' ARANCIONE Chissà come mai....
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da alexdio alle ore: 19:04 | commenti (4)
Sondaggio: Secondo voi: E' vero che "non ci sono spazi per la musica"? o piuttosto "non c'è la musica per gli spazi"?. Scritto
da alexdio alle ore: 11:33 | commenti (3)
sabato, maggio 24, 2003Il Mattino...si è svegliato! Una giornata particolare che non dimenticherò tanto facilmente.
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da alexdio alle ore: 23:02 | commenti (1)
venerdì, maggio 23, 2003
Il negozio che non c’è più Esco di casa carico di entusiasmo per tornare al mio vecchio negozio di dischi. Confesso che erano 6 o 7 anni che non ci mettevo più piede. E non certo perchè non sono un fruitore di musica. Vabbè ci siamo capiti. Quando ci si trova di fronte a una scelta economica a quasi-parità di qualità si propende per il non-alleggerimento di un portafogli che già non sprizza allegria da tutti i pori, alias pirateria. E’ andata pressapoco così. All’ingresso del negozio, gigantografia di Claudio Baglioni col capello trattato e la pelle infiltrata, con tanto di pubblicità dell’imminente tour e sovrascritta applicata dal negoziante: "qui sconto del 10%". Mi son detto: oh che bello! Entro nel negozio: il deserto più totale ad un’ora di punta. Mi ritornano alla mente le mie scorribande tra i vecchi vinili e le sgomitate che dovevo fare alcuni anni fa per spulciare le copertine di cartone. Acqua passata, ora il deserto del Gobi. Il commesso è sempre lo stesso, un brizzolato sulla 50ina, con un sorriso assente e un’espressione monocorde immutata. Mi porge "Sono io", quasi lo avesse tenuto lì per me apposta. Passo alla cassa: davanti a me uno sconsolato ed elegante quarantenne con in mano un cofanetto dei Led Zeppelin che discuteva col cassiere di...indovinate cosa?...pirateria musicale! Mi volto sulla destra e il mio sguardo si ferma su un articolo di giornale che tratta del fenomeno della pirateria esposto lì in bella mostra. Porgo timido il cd al cassiere che mi fà :-"18 euro e 90". Io dico per rompere il ghiaccio:-"Ah, praticate lo sconto?". E lui, quasi a scusarsi e prendendo la mia affermazione per una battuta ironico-polemica:-"Beh purtroppo questo è lo sconto che possiamo fare, ma la situazione è quella che è. Ci dobbiamo rimettere noi per vendere qualche disco oramai". Pago il dovuto, abbasso lo sguardo ed esco. Nella metro mi assale una tristezza infinita. La colpa di tutto ciò è mia, che ho continuato a macinare dischi pirata o dello Stato che non ha calmierato i prezzi, o dei cantanti o delle case discografiche o della disoccupazione o della immigrazione clandestina? Non lo so. So solo che tutto ciò mi ha fatto ripensare con nostalgia al mio vecchio negozio di dischi, anche come icona di un tempo che non c’è più. E poi silenzio, le note di Claudio sono già dentro di me. Scritto
da alexdio alle ore: 22:03 | commenti (4)
GIRO-BLOG Oggi, vagando alla deriva attraverso i blog ho notato che: E mi chiedevo se ci fosse un sottile filo conduttore tra tutte queste tipologie di persone-blogger o blogger-persone. Cosa li accomuna? Scritto
da alexdio alle ore: 16:26 | commenti (5)
giovedì, maggio 22, 2003E' uscito "Sono io" !!! "Molto probabilmente bisogna andare in giro, perdersi, navigare, andare indietro avanti per poi poter ritrovare una strada familiare, un sapore di casa, una luce che volge verso il tramonto, un tramonto accomodante. Una meta prima di ripartire". CB
nella foto Claudio Baglioni ospite ieri sera a Zelig Scritto
da alexdio alle ore: 23:59 | commenti (3)
L'essere umano è strano... Trovo che Albert Einstein sia stato l'essere umano più geniale dopo Gesù Cristo in tutta la storia dell'umana specie. Quando la gente non ne può più cosa dice? Vado a vivere su un'isola deserta. Perchè la gente non dice mai: "basta, da oggi cambio vita, vado a vivere in città ?". Che cosa rappresenta l'isola deserta nell'immaginario comune? L'evasione? La voglia di riscoperta della natura? La solitudine assolutizzata? Credo niente di tutto questo. E' solo voglia di relativizzare la propria vita. Infatti il 99,9999% degli esseri umani non vive attualmente su un'isola deserta. Forse un buon 70% vive in una città (non so se esagero, non sono uno statistico). Se infatti le isole deserte si affollassero non sarebbero più tali e la gente urlerebbe: cazzo, cambio vita, vado a vivere a New York, a Bangkok o a Portici! Magari è triste pensare mentre si dice una frase tipo "vado a vivere su un'isola deserta" a cose tipo la relatività o l'antimateria, questo è vero. Il punto è che se imparassimo di più a relativizzare noi stessi e le cose che ci circondano questo mondo forse girerebbe al contrario e magari proprio per questo sarebbe un tantinello più tollerante. Allora bisogna relativizzare tutto nella vita? Andiamoci piano...anche questo è un concetto relativo!
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da alexdio alle ore: 19:41 | commenti (6)
mercoledì, maggio 21, 2003ATTENZIONE!
Un connubio perfetto: musica e libri. Un connubio sublime: Claudio Baglioni e Feltrinelli. Peccato non poter esserci. Il luogo in cui molti miei silenzi hanno trovato udienza, teatro di una notte di note. Peccato non poter esserci. Ricordo le prime volte che mi calavo nel sottosuolo a pochi passi dal Duomo di Milano e mi immergevo in un mondo fatto di meditata solitudine. Forse solo tra quegli scaffali non riuscivo a sentirmi solo in una città tanto avvolgente quanto deprimente. E tra una pagina sfogliata e un'altra sognata, una nota. Ricordo ancora il primo ascolto di "Un Viaggiatore Sulla Coda Del Tempo" senza avere il coraggio di comprarlo, a pochi mesi dall'emozione del Filaforum di Assago, con la musica che mi riempiva l'anima del vuoto lasciatomi dalla mia solitudine. Quando ritorno tra quegli scaffali sempre con emozione rileggo pagine di un libro che non feci mai mio e riascolto note che mi diedero conforto. O forse quelle note e quelle parole le immagino solo. Esse non si perdono mai. Restano dentro, come il profumo di una donna amata o come la carezza di una madre. Peccato non poter esserci. Scritto
da alexdio alle ore: 13:48 | commenti (5)
domenica, maggio 18, 2003Un amore... Tante cose sono state dette sull'amore in letteratura. Tra quelle che ho letto, questa è una di quelle che più mi fatto riflettere: "Quanto era stato stupido a non essersene mai accorto finora. Che interesse avrebbe una scogliera, una foresta, un rudere se non vi fosse implicata un’attesa? E attesa di che se non di lei, della creatura che ci potrebbe fare felici? Che senso avrebbe la valle romantica tutta rupi e scorci misteriosi se il pensiero non potesse condurci lei in una passeggiata del tramonto tra flebili richiami d’uccelli? Che senso la muraglia degli antichi faraoni se nell’ombra dello speco non potessimo fantasticare di un incontro? E l’angolo del borgo fiammingo che ci potrebbe importare o il caffè del boulevard o il suk di Damasco se non si potesse supporre che anche lei un giorno vi passerà , impigliandovi un lembo di vita? E l’erma cappelletta al bivio col suo lumino perchè avrebbe tanto patos se non vi fosse nascosta un’allusione? E a che cosa allusione se non a lei, alla creatura che ci potrebbe fare felici? Pensò alla finestra solitaria illuminata nella sera d’inverno, alla spiaggia sotto le rocce bianche nella gloria del sole, al vicolo inquietante e sghembo nel cuore della vecchia città , alle terrazze del grand hotel nella notte di gala, ai fienili, al lume della luna, pensò alle piste di neve nel mezzogiorno di aprile, alla scia del candido transatlantico illuminato a festa, ai cimiteri di montagna, alle biblioteche, ai caminetti accesi, ai palcoscenici dei teatri deserti, al Natale, al barlume dell’alba. Dovunque c’era nascosto il pensiero inconfessato di lei, anche se non sapevamo neppure chi fosse. Quanto meschina sarebbe, di fronte a un grande spettacolo della natura, la nostra esaltazione spirituale se riguardasse soltanto noi e non potesse espandersi verso un’altra creatura. Perfino le montagne che egli aveva intensamente amato, le nude scabre inospitali rupi in apparenza così antitetiche alle cose d’amore adesso assumevano un senso diverso. La sfida alla natura selvaggia? Il superamento dell’io? La conquista dell’abisso? L’orgoglio della vetta? Che spaventosa cretineria sarebbe, se consistesse solo in questo. Difficoltà e pericoli diventerebbero ridicolmente gratuiti. A lungo egli aveva meditato al problema senza riuscire a risolverlo. Adesso sì. Nell’amore per le montagne si annidava clandestinamente un altro impulso dell’animo. Se quando era ragazzo uno glielo avesse detto, e lui avesse potuto capire, cionostante avrebbe sempre detto di no, che non era vero, per una forma di pudore. Così anche gli altri diranno di no, che è un’idiozia, che è retorica, romanticismo fuori tempo. Eppure, interrogati, non sapranno indicare altrimenti perchè li commuove la burrasca marina o l’arco diroccato dei Cesari o la dondolante lanterna nel vicolo dei bassifondi. Mai confesseranno che in quelle scene c’è anche per loro il richiamo a un sogno di amore, nonostante il disgusto che una simile espressione possa dare. (...) E il fatto universale della poesia? Come mai tanti paesaggi, selve, giardini, spiagge, fiumi, alberi, crepuscoli nei versi alla donna amata? Perchè nella natura, i poeti, più ancora degli altri riconoscono il riferimento fatale. Le torri antiche, le nuvole, le cateratte, le enigmatiche tombe, il singhiozzo della risacca sullo scoglio, il piegarsi dei rami alla tempesta, la solitudine dei greti nel pomeriggio, tutto è un’indicazione precisa a lei, la donna nostra, che ci incenerirà . Ogni cosa nel mondo congiurando con le altre cose del mondo in complotto per promuovere la perpetuazione della specie". da "Un amore" di Dino Buzzati Scritto
da alexdio alle ore: 15:27 | commenti (6)
sabato, maggio 17, 2003Vergognarsi no eh? Comincia a Napoli il maggio dei monumenti. Qualcuno ha coniato lo slogan: maggio dei patimenti. Mai slogan fu più azzeccato in questo momento difficile per la nostra amata città . Signora Sindaca...ma vergognarsi mai eh? Per dirla con Totò... Esequie!
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da alexdio alle ore: 19:15 | commenti (2)
venerdì, maggio 16, 2003Perizoma di Maggio... E' proprio il caso di dirlo: Maggio è diventato il mese del perizoma. Il sottile lembo di stoffa la sta facendo da protagonista per le strade. Ho cominciato un'analisi sociologico-comportamentale dell'indumento intimo più in voga del momento passeggiando l'altro giorno per un insolitamente assolato C.so Buenos Aires a Milano. Molti mi daranno del "rattuso" (per i non-napoletani, intraducibile!). Fate pure. Ma non posso esimermi dal commentare alcune cose che mi hanno colpito. Tipologia di donna che indossa il perizoma: 1) Donna-manager (sugli "anta"): sotto il pantalone liscio e teso del tailleur si evince la presenza del perizoma dall'ingrugnirsi della natica ad ogni passo compiuto camminando. Infatti l'adipe cellulitico la fà da padrone facendo assumere alla chiappa la cosidetta forma "a buccia da arancia". 2)Trentenne-zitella-a-caccia-di-uomo-da-sposare-costi-quel-che-costi: è in genere vestita con gonna lunga a fiori e ampia e generosa scollatura (chissà perchè le trentenni a caccia di marito sono tutte procaci!?!). Direte voi: ma come si fa a notare il perizoma sotto a un siffatto gonnone? Si fà ...si fà ! Si va per esclusione: se non si vede l'elastico dello slip che delimita il sacro confine, l'ipotesi è corretta. 3)Universitaria: l'età scende, la chiappa sale di livello. Ma attenzione non è tutto oro quel che luccica. Infatti, mi ha suscitato profondo ribrezzo vedere diverse ragazze abbigliate nel seguente modo: perizoma color-carne di pizzo (il colore è riprovevole diciamolo!), su pantalone modello Amici-di-Maria-De-Filippi-maledetto-il-giorno-che-Costanzo-ti-ha-sposata. In pratica non può esservi abbinamento più infelice, in quanto il perizoma parte praticamente da metà schiena e il pantalone da metà coscia!!! Ora, tra un culetto e l'altro, riflettevo: ma il mondo è andato al rovescio anche nell'abbigliamento? Questa era Milano. Altra città , altra chiappa da analizzare, altro ormone che crolla...
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da alexdio alle ore: 21:22 | commenti (9)
giovedì, maggio 15, 200316 Maggio 1951 Siamo sì vivi anche se un po' cambiati CB Auguri Viaggiatore... Scritto
da alexdio alle ore: 23:56 | commenti (5)
mercoledì, maggio 14, 2003Milano... Ho scoperto una Milano che non conoscevo e sì che in 3 anni "vissuti" non si capisce l'anima di una città , forse non basta una vita, ma quantomeno è bello riscoprirne l'essenza da non-abitante. In realtà forse la città anche quando ci vivevo, non ho mai potuto scoprirla. Mi "serviva" e basta. Se basta una partita di calcio per mutare la faccia grigia delle anime in pena che dalle 7 del mattino sfrecciano nello sporchissimo androne della metro verde in Centrale , beh allora siamo poi messi male. Oggi non si sentiva altro in giro, il Milan, l'Inter, l'Inter, il Milan, forse la Juve, forse il Real, Berlusconi, Moratti, Moratti, Berlusconi, lo Sheva-che-mito-ha-segnato, ma-chi-se-frega? Io magari posso "appena dispiacermi" per la B che mi sfuma tra le mani. Ma la mia non è nè invidia, ne tantomeno poco ingegnoso snobismo. E' solo una riflessione agro-dolce di una città culturalmente attiva (celata della fuliggine che incrosta i palazzi di via Torino), apaticamente europeo-meridionale (ma guidata dalla più truce e benedetta "brianzolità "), che ritrova il sorriso o quantomeno la voglia di parlare, di guardarsi in faccia solo perchè ...udite udite...il Milan ha battuto l'Inter. Potenza del calcio...avvilimento di Milano... Milano...rimettiti nella metro verde, più grigia che mai...domani tocca ancora "laurà "!
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da alexdio alle ore: 22:33 | commenti (3)
Dopo-forum... Le donne sono qualche cosa di allegro e 1930 Voci a colori pelle di mimosa Ombrosità di ascelle cuori nella tormenta Le donne sgambano odorose ed hanno sogni dentro un frullatore Insolite insolute insalate capricciose Si tolgono i peccati con lo smacchiatore Le donne fanno l'improvviso e uomo tu non potrai mai sapermi E sono Eve e uve e male e mele in Paradiso E noi chi siamo noi i serpenti o i vermi (I vermi) Bimbe solinghe strambe meringhe bionde rambe stanghe fiamminghe CB Scritto
da alexdio alle ore: 17:53 | commenti (3)
lunedì, maggio 12, 2003Io e le donne... Non capisco il motivo per cui mi è difficile stringere rapporti di amicizia con le persone di sesso maschile. Si chiamano, anzi CI chiamiamo uomini no? Le mie riflessioni nascono dall'esperienza maturata in tanti anni di amicizie impossibili, frustranti, invidiose, invidiate, sporche, inarrivabili, pretese, ambite, tradite, inutili. Che cacchio, pure in questo blog, sembra un esempio idiota, ho mandato molti messaggi ad altri blog, così in modo equo a uomini e donne (leggendo pensieri che reputavo interessanti a prescindere dal sesso). Ci fosse un uomo che mi ha risposto... Allora 2 sono le ipotesi: o gli uomini non amano scambiare pensieri, opinioni, emozioni, giudizi con altri del loro stesso sesso oppure sono impegnati a tacchinare tutte le donne della rete e per loro la priorità è avere un rapporto equi-sessuale 1:1 (alcuni spererebbero 1:2 o meglio 1:3 tendente a più infinito). Forse sono le due facce della stessa medaglia. Perchè ho trovato questo argomento come degno di essere scritto in rete? Semplicemente volevo trovare lo specchio di ciò che puntualmente mi succede nella realtà ? Amo davvero le donne e non solo perchè sono eterosessuale. Solo con loro riesco a vivere di amicizia, ma anche di complicità , e soprattutto di emozione. Ma i dubbi restano? Sono sbagliato io o troppo selettivo? Scritto
da alexdio alle ore: 19:35 | commenti (16)
domenica, maggio 11, 2003"Ci resta sempre Novella 2000..." Può il cielo finire qui? I fiori recisi continuano a profumare. Può il mare fermarsi prima dell'orizzonte? Anche le stelle bruciate morte viaggiano per l'eternità a illuderci che per sempre c'è una luce su chi non sa più cantare...
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da alexdio alle ore: 14:26 | commenti (6)
sabato, maggio 10, 2003Napoli che brucia... Napoli che brucia. Non è la Caput Mundi incendiata da un pazzo. Brucia nell'immondizia, la sua anima. Chi ha assetato Napoli? L'anima della gente che muore non serve oramai nemmeno al riscatto dell'illusione. Napoli, brucio con te. Di un amore eterno, ma egoista e rabbioso. Non penso più a te, alla fuga di chi ti ama. Brucia l'immondizia. E non ho il coraggio di bruciare anch'io. Di ciò ti chiedo scusa, Napoli. Tornerò a bruciare con te. Scritto
da alexdio alle ore: 14:51 | commenti (3)
giovedì, maggio 08, 2003
Dicevi di essere di Napoli...Chi ha assetato Napoli... O rraù Sì, va buono: cumme vuò tu. (Eduardo De Filippo)
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da alexdio alle ore: 13:32 | commenti (3)
mercoledì, maggio 07, 2003Maronna, sono riuscito a scaricarmi, dopo 3 anni, la sigla di Napo Orso Capo So' troppo felice!
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da alexdio alle ore: 21:09 | commenti
Verrà un giorno in cui il coraggio di liberare la mia anima si impossesserà di me? Liberarsi da me. Più ci rifletto e più mi accorgo che deve arrivare. Si può continuare a impedirsi di vivere? Potrà mai quel gabbiano in gabbia... diventare ... un falco cacciator di stelle ? Scritto
da alexdio alle ore: 18:22 | commenti (4)
"Ma un po' d'aria per campare si respira anche dalle ferite" In fondo la vita è una ferita. Ci sono attimi in cui si intravede lo spiraglio solo attraverso una ferita e da lì si trae l'ossigeno per andare avanti. E' tutto filtrato da un attimo di tragedia che incombe. Non sarebbe vita se così non fosse. Cosi come l'aria non deve essere necessariamente pura altrimenti non sarebbe ciò che ci fa vivere, sognare, amare. A volte, ma solo di rado sul nostro viaggio incontriamo "l'immenso soffio dell'oceano" e pervasi dalla forza che esso emana, guardiamo nuovamente attraverso le ferite-feritoie dell'anima che furono, che sono, che, sempre, verranno ad accompagnare il viaggio. Scritto
da alexdio alle ore: 09:55 | commenti
martedì, maggio 06, 2003Sono io, l'uomo della storia accanto
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da alexdio alle ore: 09:18 | commenti (5)
lunedì, maggio 05, 2003Carpe diem o carpet-diem? Scritto
da alexdio alle ore: 22:19 | commenti (5)
Non c'è cosa peggiore che essere Scritto
da alexdio alle ore: 21:26 | commenti
Fa riflettere questo annedoto, a dire il vero mi è sembrato di tornare indietro nel tempo leggendolo, quel tempo che sembrava svanito per sempre, il tempo delle paure, il tempo dei fantasmi, il tempo del "vorrei ma non posso", del muro. Ma il viaggiatore non si arrende ai muri, il viaggiatore sa che "il sogno è un vento che abbiamo stretto fra le mani ... ".
Oggi sposi. ho intravisto l'invito dalla buca delle lettere. Lo sapevo.....
Altro giro altro regalo. Pensa te. La mia amica Elvira si sposa con quell'asino di Renato. Dodici anni di fidanzamento. Si saranno mollati dalle 50 alle 70 volte, e adesso zac! "Si, lo voglio, si x tutta la vita"! Ciao. Panati. Me l'aveva detto Elvira : "Sai dopo tanti anni che si sta insieme o ci si sposa o ci si molla!". Che fantastica idiozia! Per evitare di lasciarsi per sempre si giura di stare insieme tutta la vita, una logica che e' tutta una grinza...
Nell'invito c'e' perfino l'indirizzo del negozio dove hanno fatto la lista nozze. Ma come la lista nozze? Ma se sti due son sempre andati in giro in camper, vestiti come dei profughi, lei pettinata da erinni e lui da focacero, e adesso che si sposano fanno la lista? Non me l'aspettavo da loro...
Ok. Vado al negozio. Sembra di entrare a Palazzo Pitti. Una commessa piu' ingioiellata della Madonna D'Oropa mi mostra in bella vista tutto cio' che gli amanti desiderano per il loro nido d'amore. Un servizio di piatti di Limonges con bordatura in oro, valore commerciale da panico; quattro candelieri in argento massiccio (vorrei sottolineare che vanno a vivere in un bilocale, nn a Verlailles); un cavatappi di onice grosso come una clava; una famigliola di Capodimonte in desolata poverta' e perfino un ceppo di legno con annessi 30 coltelli (roba che non li possiede neanche un lanciatore professionista del circo Togni). Con le mie centomila posso comprare una forchetta, due sottopentola e un mezzo coperchio. Non e' un granche'. Auguri, felicita', figli maschi...tieni il regalo....la sposa scarta....una forchetta! Complimenti, che figurone!
Al diavolo la lista. Pensero' intensamente a loro e comprero' qualcosa che piaccia anche a me. Trovato! Un canarino. Di quelli che ti svegliano al mattino cantando. Giallo e cicciottello, cosi' fa x due, e lo chiamano Pavarotti.
E voglio vedere se confondono il mio regalo con quello degli altri!
Scritto
da alexdio alle ore: 14:46 | commenti (1)
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