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E' il blog dei viaggiatori, dei sognatori, come Claudio Baglioni, come tanti, come me, di chi crede che oltre non c'è il nulla nè un totale, ma solo un altro sogno da inseguire...

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sabato, maggio 31, 2003

Camogli in the world

Si può vivere parte della propria vita tra banchi del check-in, Eurostar e panini Camogli in Autogrill? Forse sì, e allora ci si rincoglionisce con delle riflessioni insulse.

Mi sono sempre chiesto perchè cazzo è stato dato il nome "Camogli" ad un panino? Ok, c'è il Positano, il Capri, il Portofino, il Taormina (manca il Porto Cervo per ragioni politiche?) e fin qui mi posso pure mettere l'anima, anzi lo stomaco in pace. Ma...Camogli?!?

Bellissima località, per amor del cielo, ma meno conosciuta di tante altre. Ma non si poteva fare un panino Otranto o Sorrento o Costa Smeralda?

Comincio a credere che il responsabile dell'ufficio marketing di Autogrill spa sia di Camogli da almeno 7 generazioni.

Molti panini della serie sono stati soppiantati da alcune "new entries", ma il Camogli no. Esso resiste imperterrito all'assalto dei nuovi panini mitologici Ulisse, Icaro etc.

Che riflessioni idiote, d'altronde è uno strano sabato di fine maggio.

 

 

mercoledì, maggio 28, 2003

Volentieri pubblico questo appello:

STADI ARANCIONI PER CLAUDIO BAGLIONI

Ciao ragazzi!!!

In tutta Italia viene organizzata da tutti gli appassionati del grande mito nazionale Claudio Baglioni, una iniziativa del tutto particolare in suo omaggio.

Alla nascita di due bellissimi eventi: il nuovo CD appena uscito e il nuovo tour che sta per iniziare; si è pensato di realizzare una grande scenografia di color arancione come grande segno di affetto e partecipazione.

E’ tutto molto semplice e di grande impatto.

Allora: le date dei superconcerti di Claudio di portata artistica eccezionale, sono:

14 giugno - Ancona - Stadio del Conero;

19 giugno - Milano - Stadio G. Meazza;

23 giugno - Padova - Stadio Euganeo;

27 giugno - Firenze -Stadio A. Franchi;

1° luglio - Roma - Stadio Olimpico;

5 luglio - Napoli - Stadio S. Paolo;

12 luglio - Catania - Stadio A. Massimino.

Cosa fare? E' semplice.

QUANDO VAI AI CONCERTI PORTA CON TE 10 O PIU’ CARTONCINI COLORATI (di circa 40 o 50 cm di lato) da un lato bianco e da un lato arancione. Vengono indicati più di uno, così che, se qualche spettatore che è al nostro fianco ne è sprovvisto, potremo generosamente passargliene.

Ma non solo: portiamo con noi un foulard, striscioni, capellini, abbigliamento, palloncini ecc. sempre rigorosamente ARANCIONI per colorare con la nostra presenza tutto lo stadio.

QUESTO SARA’ IL NOSTRO IMMENSO MARE D'AURORA… UN ABBRACCIO ARANCIONE LUNGO UN SOGNO PER CLAUDIO BAGLIONI!!!

Con i nostrI cartoncini e il nostro arancione simuleremo tutt'insieme in una mega coreografia, la coperitina/arancione/muro del suo nuovo CD.

Che aspetti? Corri a procurarti l'arancioneee… e diffondi anche tu a tutti gli altri l’iniziativa!!!

Buona vitaaaa!!

I FANS

Le magnifiche sette...

Queste le fortunate città che saranno toccate dal mega-tour "Sono IO,

l'uomo della storia accanto" di ClaudIO BaglIOni:

 

Ancona (14 giugno) - StadIO del Cònero

Milano (19 giugno) - StadIO Giuseppe Meazza

Padova (23 giugno) - StadIO Euganeo

Firenze (27 giugno) - StadIO Artemio Franchi

Roma (01 luglio) - StadIO Olimpico

Napoli (05 luglio) - StadIO San Paolo

Catania (12 luglio) - StadIO Angelo Massimino

Le ultime notizie:

le date di Ancona e di Roma sono quasi al "tutto esaurito", nonostante la possibile diretta TV del concerto del 1 Luglio.

BaglIOni è da ieri nel suo "quartier generale" ad Ancona dove ha già iniziato le prove dello spettacolo (Hotel Emilia....ma schhhhhh non lo dite in giro).

martedì, maggio 27, 2003

In pratica volevo essere.....un "Grand'uomo"

Qua mi sono montato proprio la testa.
Volevo stupire con effetti speciali.
Un disastro!

lunedì, maggio 26, 2003

Andremo via...

in questo viaggIO

che chiamiamo tempo...

E' bello emozionarsi per un nonnulla.

Il sogno è anche emozione e l'emozione è sogno.

Sogno di viaggiare mano nella mano con la persona amata.

Tornare a casa stanchi dopo una giornata di lavoro.

Guidare al tramonto.

Stringere una mano che già sappiamo che ci darà forza.

Farsi venire un brivido per un accordo.

Sentire le gocce del mare sul viso mentre si mescolano alle lacrime piante non si sa perchè.

Sentirsi vivo non per il cuore che batte ma per ciò che diamo agli altri di noi.

Una volta una persona mi ha detto: ti ringrazio perchè mi hai insegnato a chiedermi il perchè delle cose.

Io l'ho guardata negli occhi ma in quel momento guardavo negli occhi della mia anima.

Non ricordo mai i sogni, ma le emozioni sì.

Nel mio letto questa notte mi sentirò più uomo di ieri.

E buonanotte anche a questo "blog", cartone dell'anima.

domenica, maggio 25, 2003

Il colore della mia estate quest'anno sarà l'

ARANCIONE

Chissà come mai....

 

Sondaggio:

Secondo voi: E' vero che "non ci sono spazi per la musica"? o piuttosto "non c'è la musica per gli spazi"?. 

sabato, maggio 24, 2003

Il Mattino...si è svegliato!

Una giornata particolare che non dimenticherò tanto facilmente.
Alle 15 mi salta in mente che Claudio Baglioni, a Napoli per le selezioni dei figuranti del nuovo tour, si trova per un'ora alla redazione del quotidiano "Il Mattino" per un filo diretto con i lettori fino alle 16.
Decido di tentare, tanto che mi costa? Compongo il numero con non-chalance, quasi con rassegnazione totale. E infatti niente...sempre occupato.
Passano 5 minuti, poi 10...20...30...40....50 nulla. Mi arrendo, era prevedibile! Il telefono è perennemente occupato.
Alle 15.59 decido di fare l'estremo tentativo disperato. E' l'ultima possibilità che mi resta, perchè alle 16 andrà via.
La linea è libera!
Io, incerto e quasi rassegnato a parlare con una segreteria telefonica:-Pronto? Vorrei parlare con Claudio Baglioni per piacere-.
Risposta:- Ciao, sono Claudio Baglioni-.
Attimi di smarrimento totale, poi Claudio che al volo capisce l'imbarazzo mi intervista:-Ciao, grazie di avermi chiamato, come ti chiami? Da dove chiami?-
Io mi riprendo e tiro fuori tutta la forza che ho in corpo e inizio a chiacchierare come con un vecchio amico. Claudio sa mettere a proprio agio in una maniera disarmante.
Gli faccio una domanda sulla sua musica in rapporto alle tematiche politiche e sociali.
Lui risponde, ma davvero non ricordo nulla di cosa ha detto, ero lievemente sfasato.
Sono riuscito anche a fargli una seconda domanda sul fatto che lui sia sempre stato sempre poco propenso a frequentare i propri colleghi cantanti. Mi dà ragione e argomenta la sua risposta.
Ci salutiamo e ci diamo appuntamento al concerto del 5 luglio.
Afferro una sedia ed entro in "trance", ma queste sono emozioni che preferisco tenermi dentro e che porterò sempre con me.



















venerdì, maggio 23, 2003

Il negozio che non c’è più

Esco di casa carico di entusiasmo per tornare al mio vecchio negozio di dischi.

Confesso che erano 6 o 7 anni che non ci mettevo più piede. E non certo perchè non sono un fruitore di musica. Vabbè ci siamo capiti. Quando ci si trova di fronte a una scelta economica a quasi-parità di qualità si propende per il non-alleggerimento di un portafogli che già non sprizza allegria da tutti i pori, alias pirateria.

E’ andata pressapoco così. All’ingresso del negozio, gigantografia di Claudio Baglioni col capello trattato e la pelle infiltrata, con tanto di pubblicità dell’imminente tour e sovrascritta applicata dal negoziante: "qui sconto del 10%".

Mi son detto: oh che bello!

Entro nel negozio: il deserto più totale ad un’ora di punta. Mi ritornano alla mente le mie scorribande tra i vecchi vinili e le sgomitate che dovevo fare alcuni anni fa per spulciare le copertine di cartone. Acqua passata, ora il deserto del Gobi. Il commesso è sempre lo stesso, un brizzolato sulla 50ina, con un sorriso assente e un’espressione monocorde immutata. Mi porge "Sono io", quasi lo avesse tenuto lì per me apposta. Passo alla cassa: davanti a me uno sconsolato ed elegante quarantenne con in mano un cofanetto dei Led Zeppelin che discuteva col cassiere di...indovinate cosa?...pirateria musicale! Mi volto sulla destra e il mio sguardo si ferma su un articolo di giornale che tratta del fenomeno della pirateria esposto lì in bella mostra. Porgo timido il cd al cassiere che mi fà:-"18 euro e 90". Io dico per rompere il ghiaccio:-"Ah, praticate lo sconto?". E lui, quasi a scusarsi e prendendo la mia affermazione per una battuta ironico-polemica:-"Beh purtroppo questo è lo sconto che possiamo fare, ma la situazione è quella che è. Ci dobbiamo rimettere noi per vendere qualche disco oramai".

Pago il dovuto, abbasso lo sguardo ed esco. Nella metro mi assale una tristezza infinita.

La colpa di tutto ciò è mia, che ho continuato a macinare dischi pirata o dello Stato che non ha calmierato i prezzi, o dei cantanti o delle case discografiche o della disoccupazione o della immigrazione clandestina?

Non lo so. So solo che tutto ciò mi ha fatto ripensare con nostalgia al mio vecchio negozio di dischi, anche come icona di un tempo che non c’è più.

E poi silenzio, le note di Claudio sono già dentro di me.

 

GIRO-BLOG

Oggi, vagando alla deriva attraverso i blog ho notato che:

  • c'è un casino di gente che domani va a vedersi il "reloading" di Matrix (io non ho visto manco il primo, che mi frega!)
  • un casino di donne che dice peste e corna degli uomini (mi direte: e la novità dove sta?)
  • un casino di pseudo-elettori e pseudo-elettrici che dichiara che alle amministrative di domenica voterà per il partito della lasagna o il movimento per la tutela del bue muschiato (poi alla fine voteranno x i soliti partiti in lizza)
  • un casino di gente colta da una certa pruriginosità stagionale (maggio docet)
  • un altro casotto di gente che declama versi di Catullo (vedi anche punto precedente)

E mi chiedevo se ci fosse un sottile filo conduttore tra tutte queste tipologie di persone-blogger o blogger-persone.

Cosa li accomuna?

giovedì, maggio 22, 2003

E' uscito "Sono io" !!!

"Molto probabilmente bisogna andare in giro, perdersi, navigare, andare indietro avanti per poi poter ritrovare una strada familiare, un sapore di casa, una luce che volge verso il tramonto, un tramonto accomodante. Una meta prima di ripartire". CB

nella foto Claudio Baglioni ospite ieri sera a Zelig



L'essere umano è strano...

Trovo che Albert Einstein sia stato l'essere umano più geniale dopo Gesù Cristo in tutta la storia dell'umana specie.

Quando la gente non ne può più cosa dice? Vado a vivere su un'isola deserta.

Perchè la gente non dice mai: "basta, da oggi cambio vita, vado a vivere in città?".

Che cosa rappresenta l'isola deserta nell'immaginario comune? L'evasione? La voglia di riscoperta della natura? La solitudine assolutizzata?

Credo niente di tutto questo. E' solo voglia di relativizzare la propria vita. Infatti il 99,9999% degli esseri umani non vive attualmente su un'isola deserta.

Forse un buon 70% vive in una città (non so se esagero, non sono uno statistico).

Se infatti le isole deserte si affollassero non sarebbero più tali e la gente urlerebbe: cazzo, cambio vita, vado a vivere a New York, a Bangkok o a Portici!

Magari è triste pensare mentre si dice una frase tipo "vado a vivere su un'isola deserta" a cose tipo la relatività o l'antimateria, questo è vero.

Il punto è che se imparassimo di più a relativizzare noi stessi e le cose che ci circondano questo mondo forse girerebbe al contrario e magari proprio per questo sarebbe un tantinello più tollerante.

Allora bisogna relativizzare tutto nella vita?

Andiamoci piano...anche questo è un concetto relativo!

mercoledì, maggio 21, 2003

ATTENZIONE!
Il giorno 22 Maggio alle ore 24:00 Claudio Baglioni sarà presente alla Feltrinelli di Milano (Piazza Piemonte 2), per lanciare il suo nuovo album in uscita il 23 Maggio e si esibirà con alcuni brani dal vivo.

Un connubio perfetto: musica e libri. Un connubio sublime: Claudio Baglioni e Feltrinelli.

Peccato non poter esserci. Il luogo in cui molti miei silenzi hanno trovato udienza, teatro di una notte di note.

Peccato non poter esserci. Ricordo le prime volte che mi calavo nel sottosuolo a pochi passi dal Duomo di Milano e mi immergevo in un mondo fatto di meditata solitudine. Forse solo tra quegli scaffali non riuscivo a sentirmi solo in una città tanto avvolgente quanto deprimente. E tra una pagina sfogliata e un'altra sognata, una nota.

Ricordo ancora il primo ascolto di "Un Viaggiatore Sulla Coda Del Tempo" senza avere il coraggio di comprarlo, a pochi mesi dall'emozione del Filaforum di Assago, con la musica che mi riempiva l'anima del vuoto lasciatomi dalla mia solitudine.

Quando ritorno tra quegli scaffali sempre con emozione rileggo pagine di un libro che non feci mai mio e riascolto note che mi diedero conforto. O forse quelle note e quelle parole le immagino solo. Esse non si perdono mai. Restano dentro, come il profumo di una donna amata o come la carezza di una madre.

Peccato non poter esserci.


domenica, maggio 18, 2003

Un amore...

Tante cose sono state dette sull'amore in letteratura. Tra quelle che ho letto, questa è una di quelle che più mi fatto riflettere:

"Quanto era stato stupido a non essersene mai accorto finora. Che interesse avrebbe una scogliera, una foresta, un rudere se non vi fosse implicata un’attesa? E attesa di che se non di lei, della creatura che ci potrebbe fare felici? Che senso avrebbe la valle romantica tutta rupi e scorci misteriosi se il pensiero non potesse condurci lei in una passeggiata del tramonto tra flebili richiami d’uccelli? Che senso la muraglia degli antichi faraoni se nell’ombra dello speco non potessimo fantasticare di un incontro? E l’angolo del borgo fiammingo che ci potrebbe importare o il caffè del boulevard o il suk di Damasco se non si potesse supporre che anche lei un giorno vi passerà, impigliandovi un lembo di vita? E l’erma cappelletta al bivio col suo lumino perchè avrebbe tanto patos se non vi fosse nascosta un’allusione? E a che cosa allusione se non a lei, alla creatura che ci potrebbe fare felici?

Pensò alla finestra solitaria illuminata nella sera d’inverno, alla spiaggia sotto le rocce bianche nella gloria del sole, al vicolo inquietante e sghembo nel cuore della vecchia città, alle terrazze del grand hotel nella notte di gala, ai fienili, al lume della luna, pensò alle piste di neve nel mezzogiorno di aprile, alla scia del candido transatlantico illuminato a festa, ai cimiteri di montagna, alle biblioteche, ai caminetti accesi, ai palcoscenici dei teatri deserti, al Natale, al barlume dell’alba. Dovunque c’era nascosto il pensiero inconfessato di lei, anche se non sapevamo neppure chi fosse.

Quanto meschina sarebbe, di fronte a un grande spettacolo della natura, la nostra esaltazione spirituale se riguardasse soltanto noi e non potesse espandersi verso un’altra creatura.

Perfino le montagne che egli aveva intensamente amato, le nude scabre inospitali rupi in apparenza così antitetiche alle cose d’amore adesso assumevano un senso diverso. La sfida alla natura selvaggia? Il superamento dell’io? La conquista dell’abisso? L’orgoglio della vetta? Che spaventosa cretineria sarebbe, se consistesse solo in questo. Difficoltà e pericoli diventerebbero ridicolmente gratuiti. A lungo egli aveva meditato al problema senza riuscire a risolverlo. Adesso sì. Nell’amore per le montagne si annidava clandestinamente un altro impulso dell’animo.

Se quando era ragazzo uno glielo avesse detto, e lui avesse potuto capire, cionostante avrebbe sempre detto di no, che non era vero, per una forma di pudore. Così anche gli altri diranno di no, che è un’idiozia, che è retorica, romanticismo fuori tempo. Eppure, interrogati, non sapranno indicare altrimenti perchè li commuove la burrasca marina o l’arco diroccato dei Cesari o la dondolante lanterna nel vicolo dei bassifondi. Mai confesseranno che in quelle scene c’è anche per loro il richiamo a un sogno di amore, nonostante il disgusto che una simile espressione possa dare. (...)

E il fatto universale della poesia? Come mai tanti paesaggi, selve, giardini, spiagge, fiumi, alberi, crepuscoli nei versi alla donna amata? Perchè nella natura, i poeti, più ancora degli altri riconoscono il riferimento fatale. Le torri antiche, le nuvole, le cateratte, le enigmatiche tombe, il singhiozzo della risacca sullo scoglio, il piegarsi dei rami alla tempesta, la solitudine dei greti nel pomeriggio, tutto è un’indicazione precisa a lei, la donna nostra, che ci incenerirà. Ogni cosa nel mondo congiurando con le altre cose del mondo in complotto per promuovere la perpetuazione della specie".

da "Un amore" di Dino Buzzati

sabato, maggio 17, 2003

Vergognarsi no eh?

Comincia a Napoli il maggio dei monumenti.

Qualcuno ha coniato lo slogan: maggio dei patimenti.

Mai slogan fu più azzeccato in questo momento difficile per la nostra amata città.

Signora Sindaca...ma vergognarsi mai eh?

Per dirla con Totò...

Esequie!

venerdì, maggio 16, 2003

Perizoma di Maggio...

E' proprio il caso di dirlo: Maggio è diventato il mese del perizoma. Il sottile lembo di stoffa la sta facendo da protagonista per le strade.

Ho cominciato un'analisi sociologico-comportamentale dell'indumento intimo più in voga del momento passeggiando l'altro giorno per un insolitamente assolato C.so Buenos Aires a Milano.

Molti mi daranno del "rattuso" (per i non-napoletani, intraducibile!). Fate pure. Ma non posso esimermi dal commentare alcune cose che mi hanno colpito.

Tipologia di donna che indossa il perizoma:

1) Donna-manager (sugli "anta"): sotto il pantalone liscio e teso del tailleur si evince la presenza del perizoma dall'ingrugnirsi della natica ad ogni passo compiuto camminando. Infatti l'adipe cellulitico la fà da padrone facendo assumere alla chiappa la cosidetta forma "a buccia da arancia".

2)Trentenne-zitella-a-caccia-di-uomo-da-sposare-costi-quel-che-costi: è in genere vestita con gonna lunga a fiori e ampia e generosa scollatura (chissà perchè le trentenni a caccia di marito sono tutte procaci!?!). Direte voi: ma come si fa a notare il perizoma sotto a un siffatto gonnone? Si fà...si fà! Si va per esclusione: se non si vede l'elastico dello slip che delimita il sacro confine, l'ipotesi è corretta.

3)Universitaria: l'età scende, la chiappa sale di livello. Ma attenzione non è tutto oro quel che luccica. Infatti, mi ha suscitato profondo ribrezzo vedere diverse ragazze abbigliate nel seguente modo: perizoma color-carne di pizzo (il colore è riprovevole diciamolo!), su pantalone modello Amici-di-Maria-De-Filippi-maledetto-il-giorno-che-Costanzo-ti-ha-sposata. In pratica non può esservi abbinamento più infelice, in quanto il perizoma parte praticamente da metà schiena e il pantalone da metà coscia!!! Ora, tra un culetto e l'altro, riflettevo: ma il mondo è andato al rovescio anche nell'abbigliamento?

Questa era Milano. Altra città, altra chiappa da analizzare, altro ormone che crolla...

giovedì, maggio 15, 2003

16 Maggio 1951

Siamo sì  vivi anche se un po' cambiati

Siamo morti e poi più volte noi rinati

CB

Auguri Viaggiatore...




mercoledì, maggio 14, 2003

Milano...

Ho scoperto una Milano che non conoscevo e sì che in 3 anni "vissuti" non si capisce l'anima di una città, forse non basta una vita, ma quantomeno è bello riscoprirne l'essenza da non-abitante. In realtà forse la città anche quando ci vivevo, non ho mai potuto scoprirla. Mi "serviva" e basta.

Se basta una partita di calcio per mutare la faccia grigia delle anime in pena che dalle 7 del mattino sfrecciano nello sporchissimo androne della metro verde in Centrale , beh allora siamo poi messi male.

Oggi non si sentiva altro in giro, il Milan, l'Inter, l'Inter, il Milan, forse la Juve, forse il Real, Berlusconi, Moratti, Moratti, Berlusconi, lo Sheva-che-mito-ha-segnato, ma-chi-se-frega?

Io magari posso "appena dispiacermi" per la B che mi sfuma tra le mani. Ma la mia non è nè invidia, ne tantomeno poco ingegnoso snobismo. E' solo una riflessione agro-dolce di una città culturalmente attiva (celata della fuliggine che incrosta i palazzi di via Torino), apaticamente europeo-meridionale (ma guidata dalla più truce e benedetta "brianzolità"), che ritrova il sorriso o quantomeno la voglia di parlare, di guardarsi in faccia solo perchè ...udite udite...il Milan ha battuto l'Inter.

Potenza del calcio...avvilimento di Milano...

Milano...rimettiti nella metro verde, più grigia che mai...domani tocca ancora "laurà"!

Dopo-forum...

 

Le donne sono qualche cosa di allegro e 1930

Voci a colori pelle di mimosa

Ombrosità di ascelle cuori nella tormenta

 

Le donne sgambano odorose ed hanno sogni dentro un frullatore

Insolite insolute insalate capricciose

Si tolgono i peccati con lo smacchiatore

 

Le donne fanno l'improvviso e uomo tu non potrai mai sapermi

E sono Eve e uve e male e mele in Paradiso

E noi chi siamo noi i serpenti o i vermi (I vermi)

 

Bimbe solinghe strambe meringhe     bionde rambe stanghe fiamminghe
Gambe ambre penombre lusinghe       lingue iraconde lunghe gioconde
Limbi sponde onde profonde                 linde fronde lavande ghirlande
Bande carambe trombe marimbe         rumbe sambe mambi milonghe
Conghe tumbe birimbe birambe           bambi colombe sgombri anaconde
Aringhe oranghe dumbe bagonghe     grembi lombi rotonde culandre
Ghiande caliende bombe ecatombe      lande tundre giungle feconde
Ombre zombi calimbe macumbe          fionde pitonghe sghembe malandre
Blande jumbe simbe mocambe             strombe rande nefande valanghe
Monde mutande bumbe goganghe       umbre malombre langhe strapiombe
Coimbre mustanghe burunde malinde   danga que romba la coiomba
Aridanga que romba la coiomba

CB













lunedì, maggio 12, 2003

Io e le donne...

Non capisco il motivo per cui mi è difficile stringere rapporti di amicizia con le persone di sesso maschile. Si chiamano, anzi CI chiamiamo uomini no?

Le mie riflessioni nascono dall'esperienza maturata in tanti anni di amicizie impossibili, frustranti, invidiose, invidiate, sporche, inarrivabili, pretese, ambite, tradite, inutili.

Che cacchio, pure in questo blog, sembra un esempio idiota, ho mandato molti messaggi ad altri blog, così in modo equo a uomini e donne (leggendo pensieri che reputavo interessanti a prescindere dal sesso).

Ci fosse un uomo che mi ha risposto...

Allora 2 sono le ipotesi: o gli uomini non amano scambiare pensieri, opinioni, emozioni, giudizi con altri del loro stesso sesso oppure sono impegnati a tacchinare tutte le donne della rete e per loro la priorità è avere un rapporto equi-sessuale 1:1 (alcuni spererebbero 1:2 o meglio 1:3 tendente a più infinito).

Forse sono le due facce della stessa medaglia.

Perchè ho trovato questo argomento come degno di essere scritto in rete?

Semplicemente volevo trovare lo specchio di ciò che puntualmente mi succede nella realtà?

Amo davvero le donne e non solo perchè sono eterosessuale.

Solo con loro riesco a vivere di amicizia, ma anche di complicità, e soprattutto di emozione.

Ma i dubbi restano? Sono sbagliato io o troppo selettivo?

domenica, maggio 11, 2003

"Ci resta sempre Novella 2000..."

Può il cielo finire qui?

I fiori recisi continuano a profumare.

Può il mare fermarsi prima dell'orizzonte?

Anche le stelle bruciate morte viaggiano per l'eternità a illuderci che per sempre c'è una luce su chi non sa più cantare...

sabato, maggio 10, 2003

Napoli che brucia...

Napoli che brucia.

Non è la Caput Mundi incendiata da un pazzo.

Brucia nell'immondizia, la sua anima.

Chi ha assetato Napoli?

L'anima della gente che muore non serve oramai nemmeno al riscatto dell'illusione.

Napoli, brucio con te.

Di un amore eterno, ma egoista e rabbioso.

Non penso più a te, alla fuga di chi ti ama.

Brucia l'immondizia.

E non ho il coraggio di bruciare anch'io.

Di ciò ti chiedo scusa, Napoli.

Tornerò a bruciare con te.

giovedì, maggio 08, 2003

Dicevi di essere di Napoli...Chi ha assetato Napoli...

O rraù
O rraù ca me piace a me
m’ò ffaceva sulo mammà.
A che m’aggio spusato a te,
ne parlammo pè ne parlà.
Io nun songo difficultuso;
ma luvàmmel a miezo st’uso.

Sì, va buono: cumme vuò tu.
Mò ce avèssem’appiccecà?
Tu che dice? Chest’è rraù?
E io m’ò mmagno pè m’ò mangià...
M’a faie dicere na parola?....
Chesta è carne c’’a pummarola.

(Eduardo De Filippo)

 
















mercoledì, maggio 07, 2003

Maronna, sono riuscito a scaricarmi, dopo 3 anni, la sigla di

Napo Orso Capo

So' troppo felice!


 


Verrà un giorno in cui il coraggio di liberare la mia anima si impossesserà di me? Liberarsi da me. Più ci rifletto e più mi accorgo che deve arrivare. Si può continuare a impedirsi di vivere? Potrà mai quel gabbiano in gabbia... diventare ... un falco cacciator di stelle ?


"Ma un po' d'aria per campare si respira anche dalle ferite"

In fondo la vita è una ferita. Ci sono attimi in cui si intravede lo spiraglio solo attraverso una ferita e da lì si trae l'ossigeno per andare avanti. E' tutto filtrato da un attimo di tragedia che incombe. Non sarebbe vita se così non fosse. Cosi come l'aria non deve essere necessariamente pura altrimenti non sarebbe ciò che ci fa vivere, sognare, amare. A volte, ma solo di rado sul nostro viaggio incontriamo "l'immenso soffio dell'oceano" e pervasi dalla forza che esso emana, guardiamo nuovamente attraverso le ferite-feritoie dell'anima che furono, che sono, che, sempre, verranno ad accompagnare il viaggio.

martedì, maggio 06, 2003

Sono io, l'uomo della storia accanto

lunedì, maggio 05, 2003

Carpe diem o carpet-diem?
Tutti che si riempiono la bocca col celeberrimo passo delle Epistole oraziane.
Appena sei un pò giù i solerti amici dell'ultim'ora te lo spiattellano sul muso quando magari al massimo vorresti cogliere dei crisantemi per auto-flagellarti in santa pace.
Ma a cosa deve cotanta fortuna odierna questo passo che poi è divenuto detto, motto, aforisma, e quant'altro? A Orazio o al film di Weir?
Non so, facendo una ricerca sul web ho scoperto che si ispirano al "carpe diem" i siti piu disparati.
Udite un pò. Si va dall'Associazione San Marco della Folgore all'associazione che tutela e promuove il fiume Ofanto. E poi ancora un sito di un negozio di fumetti di Maranello, un sito di tappeti (con la pietosa aggiunta di una lettera si fa presto a passare a carpetdiem!), un sito di office automation, un club della bicicletta lombardo. C'è persino una società francese di siti per adulti.
Le citazioni stancano, un pò come i libri di Coelho, ma certo è che Orazio si starà rivoltando nella tomba.
Carpe diem...








Non c'è cosa peggiore che essere
"solo in compagnia di sé e chiedere permesso...per essere te stesso... "

Fa riflettere questo annedoto, a dire il vero mi è sembrato di tornare indietro nel tempo leggendolo, quel tempo che sembrava svanito per sempre, il tempo delle paure, il tempo dei fantasmi, il tempo del "vorrei ma non posso", del muro. Ma il viaggiatore non si arrende ai muri, il viaggiatore sa che "il sogno è un vento che abbiamo stretto fra le mani ... ".
 
Oggi sposi. ho intravisto l'invito dalla buca delle lettere. Lo sapevo.....
Altro giro altro regalo. Pensa te. La mia amica Elvira si sposa con quell'asino di Renato. Dodici anni di fidanzamento. Si saranno mollati dalle 50 alle 70 volte, e adesso zac! "Si, lo voglio, si x tutta la vita"! Ciao. Panati. Me l'aveva detto Elvira : "Sai dopo tanti anni che si sta insieme o ci si sposa o ci si molla!". Che fantastica idiozia! Per evitare di lasciarsi per sempre si giura di stare insieme tutta la vita, una logica che e' tutta una grinza...
Nell'invito c'e' perfino l'indirizzo del negozio dove hanno fatto la lista nozze. Ma come la lista nozze? Ma se sti due son sempre andati in giro in camper, vestiti come dei profughi, lei pettinata da erinni e lui da focacero, e adesso che si sposano fanno la lista? Non me l'aspettavo da loro...
Ok. Vado al negozio. Sembra di entrare a Palazzo Pitti. Una commessa piu' ingioiellata della Madonna D'Oropa mi mostra in bella vista tutto cio' che gli amanti desiderano per il loro nido d'amore. Un servizio di piatti di Limonges con bordatura in oro, valore commerciale da panico; quattro candelieri in argento massiccio (vorrei sottolineare che vanno a vivere in un bilocale, nn a Verlailles); un cavatappi di onice grosso come una clava; una famigliola di Capodimonte in desolata poverta'  e perfino un ceppo di legno con annessi 30 coltelli (roba che non li possiede neanche un lanciatore professionista del circo Togni). Con le mie centomila posso comprare una forchetta, due sottopentola e un mezzo coperchio. Non e' un granche'. Auguri, felicita', figli maschi...tieni il regalo....la sposa scarta....una forchetta! Complimenti, che figurone!
Al diavolo la lista. Pensero' intensamente a loro e comprero' qualcosa che piaccia anche a me. Trovato! Un canarino. Di quelli che ti svegliano al mattino cantando. Giallo e cicciottello, cosi' fa x due, e lo chiamano Pavarotti.
E  voglio vedere se confondono il mio regalo con quello degli altri!

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